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Visualizzazione dei post da dicembre 26, 2025

Francesco Gabellini, La pianta del buio, RP, 2025

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Francesco Gabellini, La pianta del buio, RP, 2025   Non conosco la produzione in dialetto di Francesco Gabellini. Gianfranco Lauretano, nella post fazione, si chiede “cosa sia successo” che giustifichi questo passaggio alla lingua italiana, anche perché annota, “la poesia gabelliana in dialetto aveva ottenuto ottimi risultati e si era ricavato un suo spazio originale, interno ed equidistante dai due fulcri fondamentali della generazione precedente dei grandi autori della sua terra”.   Mi sembra di capire che in questo discorso, più di ogni altra cosa, valga la parola “terra”, e cioè l’appartenenza a una stratificazione di parole che qui si palesa nell’evocazione di fatti e persone, e soprattutto nell’abitare una natura ancora resistente alle lusinghe della modernità.   Lo sfondo del libro, insomma, fa apparire i contorni della terra antica dove le parole, perdute e affossate, sono ancora disponibili all’incontro.   Lauretano evidenzia ancora come il racconto di que...