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Marisa Liseo: un'intervista e un cenno

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Marisa Liseo, in un’intervista che è possibile leggere integralmente su L’ESTROVERSO, individua l’origine del suo ASIMMETRIE ELEMENTARI, nella lettura di un passaggio di LUCE DELLA NECESSITA’. Felice che un libro ne abbia potuto generare un altro, almeno come spinta iniziale.    * Qual è stata la “scintilla” che ha portato il tuo “Asimmetrie elementari”? Era una sera di fine maggio del 2023. Stavo rileggendo la silloge Luce della necessità di Sebastiano Aglieco. Avevo sentito una forte attrazione per le poesie di questo libro sin dalla prima rapida e superficiale lettura. Tant’è vero che ad esse sono tornata più volte. Sentendo di trovarmi nel posto giusto, un luogo popolato da tanta natura, da alberi, animali, sentieri… E poi, la casa, lo sguardo su ciò che sta fuori e chiama e i bambini che appartengono alla vita e al futuro. Le voci del mondo che scolorano ogni cosa e chiudono lo sguardo, ma la voce di una poesia capace di scuotere dal sonno e di svelare il segreto del...

Marisa Liseo, ASIMMETRIE ELEMENTARI

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  Marisa Liseo, Asimmetrie elementari , Macabor, 2025 Marisa Liseo, Asimmetrie elementari , Macabor, 2025 Mi sarebbe piaciuto far uscire questa recensione in una sede più degna del mio blog ma la vita a volte impone tempi e situazioni che non dipendono dal nostro volere. Anzi, penso sempre di più, come similmente la pensavano i Greci, che il nostro pensiero, quello che percepiamo, sia solo la punta emergente di un dire più vasto, offuscato, censurato dal mondo, continuamente a rischio di peccato e di sconfitta, persino di morte. Ciò che non possiamo dire per le strade del mondo è accolto dalla poesia, lingua per sua natura indefinibile, nel senso che abita i confini e nel senso che non può accogliere tutte le parole. Nel senso che, corteggiando il mondo, rimpiangendolo, finisce per abitare in una dimensione di utilità e di necessità. Nella scrittura in poesia di Marisa Liseo si avverte chiaramente un afflato - che è poi anche affanno - un desiderio di portare qualcosa: un m...

POESIE PER GAZA: Marisa Liseo

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  Marisa Liseo Dialogo tra una rondine e il tramonto « È tempo di migrare. Vola!», le disse il tramonto. « Non so dove tornare», una rondine con pingue desiderio gli rispose. Visto tra me e te più rosso del sangue è il mare e alla via di Canaan s'ode il pianto degli ulivi sui nidi disfatti dalle bombe e dalla fame dentro uno sciame di macerie e morte. Irti di confini sono gli sguardi alla sorte di rondini tra i mirti e senza un tetto che sia rifugio anch'io immagino un letto nelle stelle dove tornare per sentirmi a casa. * Neanche le rondini possono ritornare. Non trovano più la loro casa. La casa è stata consegnata al rosso, al desiderio ancestrale di ritrovare un tetto; "un letto nelle stelle / dove tornare" per sentirsi a casa. Migrare è dunque, dispersione, e la casa, se non è confini, tetto, mura, è solo stare. Restare. (S.A)