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Marisa Liseo, ASIMMETRIE ELEMENTARI

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  Marisa Liseo, Asimmetrie elementari , Macabor, 2025 Marisa Liseo, Asimmetrie elementari , Macabor, 2025 Mi sarebbe piaciuto far uscire questa recensione in una sede più degna del mio blog ma la vita a volte impone tempi e situazioni che non dipendono dal nostro volere. Anzi, penso sempre di più, come similmente la pensavano i Greci, che il nostro pensiero, quello che percepiamo, sia solo la punta emergente di un dire più vasto, offuscato, censurato dal mondo, continuamente a rischio di peccato e di sconfitta, persino di morte. Ciò che non possiamo dire per le strade del mondo è accolto dalla poesia, lingua per sua natura indefinibile, nel senso che abita i confini e nel senso che non può accogliere tutte le parole. Nel senso che, corteggiando il mondo, rimpiangendolo, finisce per abitare in una dimensione di utilità e di necessità. Nella scrittura in poesia di Marisa Liseo si avverte chiaramente un afflato - che è poi anche affanno - un desiderio di portare qualcosa: un m...

POESIE PER GAZA: Marisa Liseo

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  Marisa Liseo Dialogo tra una rondine e il tramonto « È tempo di migrare. Vola!», le disse il tramonto. « Non so dove tornare», una rondine con pingue desiderio gli rispose. Visto tra me e te più rosso del sangue è il mare e alla via di Canaan s'ode il pianto degli ulivi sui nidi disfatti dalle bombe e dalla fame dentro uno sciame di macerie e morte. Irti di confini sono gli sguardi alla sorte di rondini tra i mirti e senza un tetto che sia rifugio anch'io immagino un letto nelle stelle dove tornare per sentirmi a casa. * Neanche le rondini possono ritornare. Non trovano più la loro casa. La casa è stata consegnata al rosso, al desiderio ancestrale di ritrovare un tetto; "un letto nelle stelle / dove tornare" per sentirsi a casa. Migrare è dunque, dispersione, e la casa, se non è confini, tetto, mura, è solo stare. Restare. (S.A)