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Visualizzazione dei post con l'etichetta Poesie per Gaza

POESIE PER GAZA: Sebastiano Aglieco

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  Si conclude con questo mio inedito, la rubrica dedicata a Gaza. Ringrazio tutti i poeti che hanno partecipato. A un maestro mi prendi per mano mi conduci nel tuo orrore e mi consoli: - non sentirti in colpa, maestro buono e giusto tu che avvolgi i bambini in un manto di promesse mantenute e di risate avrei voluto che fossi qui per insegnare la pietà alle bestie e bastonarle con l’antico scudiscio dei maestri il viso piegato sulla terra degli avi sulla memoria che fummo un  tempo guarda e perdonami per questo disastro perché non ho saputo pregare abbastanza  convincerli che tutto questo odio viene da un’antica promessa: ti darò questa terra   la sottrarrò ai nemici e i tuoi figli l’ameranno per pegno di sangue e di dolore chi sei tu, dio senza nome per quale diritto ti sei preso la mia casa, il corpo di tutti gli amati? i poeti hanno appeso le loro cetre sui rami dei salici per questo io ora chiedo a te, maestro d’inventare parole potenti che cambino il mondo n...

POESIE PER GAZA: Maurizio Casagrande

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Maurizio Casagrande Coei ca massa  I se pitùra de nero i ga  nero fin el core co on pèo  cussì alto levà  e 'na bandana verde parsora  martiri  i se batìxa co uno ne more  ma i xe 'a misma rassa de cani  dii taebàni e no me fa  mia pecà  'a bruta marmaja de Amàs  me fa pecà  me cava el core  on  putìn de Gaxa  ca more Hamas Si agghindano in nero hanno / nero anche il cuore con un pelo / alto così  / e una bandana verdesulla fronte // martiri / si fanno chiamare quando uno ne  muore / ma appartengono alla stessa razza di cani / dei talebani e non mi  muovono / minimamente a pietà / i tagliagole di Hamas // mi commuove / mi  strazia il cuore / un bambino di Gaza / che muore

POESIE PER GAZA: Mauro De Maria

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Mauro De Maria TRITTICO DELLE NEQUIZIE                                                                                                                          I                                Nel sangue di cuccioli d’uomo intinge                                E pregusta la sua colazione,                                Tiepido gli piace il caffelatte che insieme                         ...

POESIE PER GAZA: Loredana Bogliun

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Loredana Bogliun traduce: Se dovessi morire , di   Refaat Alareer (1979 - 2023) Se i dovaravi morei Se i dovaravi morei, tei ti iè da veivi  par contà la meia veita  par vendi le meie robe  par crumpà oun tuco de bieco  e oun fià de feil, par fa oun aqueilòn  (tei iè da falo beianco cun la cuda longa)  parchì oun morè,  de qualco banda a Ga∫a,  col varda s’ceto al siel  spetando so paro  ch’a ∫ì morto in t’oun culpo inseina deighe adeio a nissoun  gnanca al so corpo, gnanca a se medi∫imo el iò da vidilo al meio aqueilòn  ch’a tei iè fato sgulà là soun, in alto  e in quil ateimo el iò da pensà  ch’a là ∫ì oun an∫olo ch’a portarà amur.  Se i dovaravi morei, fa ch’el porti sparansa  fa ch’a seia ouna sturia.   Traduzione di Loredana Bogliun in dignanese, idioma istroromanzo di Dignano d’Istria (Croazia).   Il simbolo grafico ∫ indica il suono della esse (s) sonora dell’italiano “ro...

POESIE PER GAZA: Josè Russotti

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Josè Russotti Gaza (Genocidio all’inverso) Chi ha conosciuto l’oltraggio sotto i ferri roventi della Storia non dovrebbe annientare un altro popolo. Eppure, a Gaza, non si contano più i respiri, ma i volti sfigurati, i denti orfani di volto. Non è guerra questa: è fame di sterminio, volontà crudele di annientare il già annientato. Punizione becera, violenza senza pietà, che si insinua e divora nei silenzi assassini. Taciuti. La Storia si piega e vomita, tradisce chi ha sofferto, trasforma la memoria in cenere nera, fumo di morte. Un genocidio all’inverso pesa come un macigno sull’anima di chi guarda senza vedere. Il cielo - masso sospeso - non impedisce, non urla. Ma i morti! I morti sono sotto il peso  della vergogna del mondo. Un genocidio al contrario...la vendetta genera vendetta, i morti chiedono altri morti. Dalla polvere e dal sangue dovrebbero venire le Leggi, non altra polvere e altro sangue. I morti pesano più di quanto non vo...

POESIE PER GAZA: Francesco Tomada

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Francesco Tomada  Kindergarten   Non li potevamo tenere.   Prima che aprissero gli occhi, mia nonna prendeva i gattini e li avvolgeva in una coperta. Poi li affogava in un secchio pieno d'acqua. Non hanno visto niente, non se ne sono nemmeno accorti, lei mi consolava così.   Solo con una cucciolata aspettò di più e ormai erano cresciuti. Uno era bianco e la seguiva dappertutto. Poi decise che erano troppi, e quello fu il primo che le corse incontro per morire.  È come costruire le mine antiuomo a forma di giocattolo per ingannare i bambini. Oppure chiamarli dopo tre mesi di guerra per distribuire del cibo e dell’acqua, e poi sparargli addosso.   Mentre premeva verso il basso, mia nonna diceva: non piangere, vedrai cose peggiori nella vita. Ma non credo che fosse questo che immaginava La guerra come inganno. Rito cruento e crudele del passaggio. Forse meglio così, così non si vede più il male. Eppure c'è sempre chi guarda, chi assis...

POESIE PER GAZA: Corrado Bagnoli

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  Non bastano a fermarti il lago  scuro in cui annega il suo cuore,  le gambe sottili, il volto lungo,  la sua voce che canta nel quadrato  di macerie che era la sua casa  una volta. Allora forse dovresti  guardare gli occhi di Mariam.  Di preda che fugge. Guardarla, dico,  come guardi tua figlia. Sentirne  il respiro, l’affanno nella polvere  rossa alzata in una corsa d’animale  innocente e muto. Dovresti vederla  cadere, voltarsi, con le mani coprirsi  la faccia, abbandonarsi allo strazio della carne piagata. Gridare “baba”. Gridarlo a te. Come fosse tua figlia. Mi chiedo se c’è da qualche parte  qualcuno o qualcosa che ti dia occhi  perché tu le veda, Mariam e tua figlia,  crescere un giorno nello stesso giardino.  Se c’è qualcuno o qualcosa che ti dia  almeno quattro lacrime buone a farti  vedere che sono la stessa, identica vita.  Che non vuole e non deve andarsene via.  * ...

POESIE PER GAZA: Marco Munaro

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Marco Munaro traduce SE DOVESSI MORIRE, di Refaat Alareer  Se dovessi morire  di Refaat Alareer (1979 - 2023)  Se dovessi morire,  tu devi vivere  per raccontare la mia storia  per vendere le mie cose  per comprare un pezzo di stoffa  e qualche filo,  per farne un aquilone  (Fallo bianco con una coda lunga)  cosicché un bambino,  da qualche parte a Gaza  guardando il cielo  negli occhi  In attesa di suo padre che  se ne andò in una fiamma—  senza dare l'addio a nessuno  nemmeno alla sua carne  nemmeno a se stesso—  veda il mio aquilone,  l'aquilone che tu mi  hai fatto  volare lassù in alto  e pensi per un momento  che un angelo sia lì  a riportare amore.  Se dovessi morire,  fa che porti speranza,  fa che sia una storia. *** Sa dues murir Tradotto in massese (Castelmassa, ROVIGO) da  Marco Munaro  Sa dues murir  ti at dei conti...

POESIA PER GAZA: Silvano Sbarbati

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  Una guerra da notiziario una storia da sussidiario film per abituarmi alle macerie e alla saliva sulla fame infantile e alle parole ripetute nel vuoto svuotarsi con diarrea di paura. Questo mio tracciare segni inservibili pietanze narcise è un peccato mortale insoluto: non sfama non scalda non cura. Loro resteranno loro . Questo mio pensare qui commozione cerebrale bene superfluo nei salotti tv accesa e cuore spento. Dovrò piangere senza collirio.                                         Monte Roberto, 22 settembre 2025 * La guerra vista in televisione. Il rischio delle parole. Il rischio del silenzio. Le nostre parole non cambieranno il mondo. Allora bisogna tacere? Inventare parole nuove? Le lacrime sono sempre alle porte, ma anche quelle rischiano di essere inutili. (S.A.)  

POESIE PER GAZA: Ivan Crico

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  Ivan Crico  Heroes  A volte qui i corpi volano  ma non per una danza, per decine  di metri lanciati via dallo spostamento  d'aria come pollini incendiati  da cui non potranno mai nascere  fiori. Le taniche gialle in attesa  di essere riempite diventano facili  bersagli nelle mani di chi parte  senza sapere se ci sarà un ritorno.  Le uniche nostre armi: l'audacia  e il coraggio di chi non ha nulla  da perdere. Qui camminiamo tra le macerie  alla ricerca di acqua per i figli  assetati, accomunati alle mura  bombardate da un più che possibile  identico destino. Da un momento  all'altro diventare irriconoscibili  frammenti. Schegge perse nella polvere  di una storia invisibile.  05/07/2025 La poesia è ispirata a storie vere di coraggio civile, emerse durante l’assedio, riportate nell'articolo   Heroes of Gaza. Figure come Rami Abu Shaaban, Mohammad Refaat al-Saloul, Ahma...

POESIE PER GAZA: Mirko Cremasco

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Mirko Cremasco Le gazzelle di Gaza Non c’è luce nella polvere di Gaza nemmeno sole alle finestre solo vite nascoste, senza casa terrore negli occhi di gazzella e resti in una cella frigorifera di raffiche scagliate dentro il pane sull'attacco improvviso della iena. * Gli animali sono sempre in agguato. Scrutano la nostra parte animale pronta a ghermire, i nostri occhi di gazzella. Il male è dietro la porta. Basta aprire la porta.

POESIE PER GAZA: Remigio Bertolino

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Remigio Bertolino  CAMPANE IN VAL CORSAGLIA   a Giovanni che ha suonato le campane della Pra  per Gaza  I   Verso sera  mi sono aggrappato  con tutta la mia forza  alla corda della campana.  «Svegliati» le ho detto.  «È ora!»  I rintocchi volavano  sugli ultimi raggi del sole.  Accendevano le ombre  delle abetaie;  picchiavano ai vetri  delle baite abbandonate;  cercavano a valle  i cuori degli uomini.  Poi, la notte:  silenzi di rocce e pietraie.  Non là, nella terra  di lacrime e fuoco,  un tempo fiorita  dei passi di Cristo.  Là, le madri  vegliano fanciulli scheletriti  su monti di cenere.  «Su, mio amore,  più leggero di un uccellino,  dove vuoi volare?»  E, abbracciati,   non contano le stelle – bombe!                           ...

POESIE PER GAZA: Renato Pennisi

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  Renato Pennisi Gaza 2025 Sono polvere e sassi i cortili la scuola è una voragine perché allora lanciano altre bombe? Non l’avverto più la fame la voce mi ha lasciato e nei tuoi occhi, papà non vedo risposte noi non esistiamo più. Non li vedo i mei compagni ascolti? il grido stupito delle donne le lacrime sono tutte uguali e la morte entra senza bussare alla porta io indosso sempre la vecchia maglietta del Milan regalatami da una cooperante della Croce Rossa noi non esistiamo più. * A Dresda vidi l'interno di una chiesa imbiancato a calce dove aveva perso la vita una moltitudine. Non per esplosione o caduta del soffitto, ma per evaporazione. Noi non esistiamo più : è un verso che mi evoca questa immagine. Non esistere più: in carne e anima. Ritornare, anche se nessuno ce l'ha chiesto.   Se le cose ritornano polvere, è perché siamo rimasti senza voce. (S.A.)       

POESIE PER GAZA: Marisa Liseo

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  Marisa Liseo Dialogo tra una rondine e il tramonto « È tempo di migrare. Vola!», le disse il tramonto. « Non so dove tornare», una rondine con pingue desiderio gli rispose. Visto tra me e te più rosso del sangue è il mare e alla via di Canaan s'ode il pianto degli ulivi sui nidi disfatti dalle bombe e dalla fame dentro uno sciame di macerie e morte. Irti di confini sono gli sguardi alla sorte di rondini tra i mirti e senza un tetto che sia rifugio anch'io immagino un letto nelle stelle dove tornare per sentirmi a casa. * Neanche le rondini possono ritornare. Non trovano più la loro casa. La casa è stata consegnata al rosso, al desiderio ancestrale di ritrovare un tetto; "un letto nelle stelle / dove tornare" per sentirsi a casa. Migrare è dunque, dispersione, e la casa, se non è confini, tetto, mura, è solo stare. Restare. (S.A)

POESIE PER GAZA: Massimiliano Magnano

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SE DOVESSI MORIRE di Refaat Alareer (1979 - 2023) Traduzione di Massimiliano Magnano  nel dialetto di Sortino, (Siracusa) S’avissa mmoriri, tu a campàri ppi cuntàri ‘i ma sbintùri, ppi sbìnniri ‘i ma cosi, p’accattàri nu scàmpulu ‘i pannu e qualchi filu ppi fari ‘na cumèta (Falla janca e cca cura longa) accussì n’criaturu, unni iè iè a Gaza taliannu ‘u celu nna l’occhi, aspittannu sa patri ca partìu ammenzu ‘o focu - senza salutari a nutru mancu ‘o sangu do so sangu mancu itru stissu si salutau - virissi ‘a cumèta, ‘a ma cumèta ca facisti tu, vulari iàutu iàutu e ca pinsassi, ‘n mumentu, ca ddra ci fussi ‘n ancilu a ripurtari amuri. S’avissa mmoriri, fa ca portassi spiranza fa ca fussi ‘nu cuntu. *** Di questa traduzione, nella mia lingua materna, sottolineo il termine "criatùru";  parola più universale per dire "bambino", che è creatura, come tutte le cose create. Creatura è, dunque, ciò che vive, perché creato. E ciò che è creato è divino. Intoccabile. Si potrebbe...

POESIE PER GAZA: Maurizio Casagrande

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SE DOVESSI MORIRE di Refaat Alareer (1979 - 2023) Versione in veneto di Maurizio Casagrande Sa mai mi me moro  ti cogne ca te gapi canpare  scussì da contare  i me triboi  e po' vendare tute 'e me robe  cronpando du pèsse de seda  co chel tanto de fio  da cavàghine fora l'oxèo-gèmo ( 1 )   ca xoea lì parsora (mejo oncòra sa lanpro col pì 'ongo coàto)  cussita ca on picio cagnàto  nte coalche cantòn xo pa' Gaxa  levando i oci pararia  fin cal speta so 'opà  massà tel colpo, sinsa gnà on s-ciao  a nissuno  gnanca aea so carne  gnanca a lu mismo  sal gabiesse 'èdare l'oxèo-gemo ca xoea, propio el mio  ca ti te ghei fato,  alto levà drio xoeare  ghe nassisse de fuga el pinsiero  cal sipia on cherubìn cheo lì sora  a somenare grani de amor  E sa cogne ca mora  ca crèssa lì sora 'a speransa  ca daea me fine buta 'na fòea ***  Se io dovessi morire / tu devi vivere ...

POESIE PER GAZA: Stefano Strazzabosco

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Stefano Strazzabosco Striscia di Gaza  C’è un bambino che ha in mano dei sassi:  sta urlando per strada ed è avvolto  da un manto di polvere e fiamma  che rischiara i suoi passi  e gli illumina il volto  Quella luce nocciola  si irradia sulla felpa che sua mamma  gli ha comprato - c’è scritto coca-cola  Dietro di lui il ragazzo  giovanissimo in jeans  che ha in mano altre pietre più grosse  spalanca la bocca e la tosse  gli chiude la gola in un mazzo  di insulti a un nemico invisibile  Il suo nemico  non sente e non vede  nessuno.  Discende dal cielo in un lampo  di fosforo bianco e il suo stelo  sfiorisce la terra in un campo  di crateri fumanti.  Poi manda avanti i tank  ai cuccioli d’arabo vivi  che lo aspettano là,  nella tabula rasa  della Striscia di Gaza  (da  Brodslji, Il ponte del sale 2019) * Poesia come cronaca. Poesia come immagine. Non...

POESIE PER GAZA: Isabella Bignozzi

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Isabella Bignozzi Il più perfetto dei notturni  il più perfetto dei notturni  viene nei petti  da giorni chiamati a dire il male,  occhi impietriti, bieco furore,  qualcosa di spezzato, la guerra  è ovunque, nell'autopsia del sole,  apre sul fianco i corpi  in un'estasi di fame, nella calura  rifinisce le cecità di questo  piangere infinito  nel tuo oro tremare, una febbre di  veglia, quando tutto rabbuia  muovi le mani nell'acqua  vergine misericordia, tu sola,  a toglierci la pazzia dal futuro (Inedito) * Notturno. Nella notte i pensieri rimangono e crescono: il tremore, il disordine della guerra che ci attraversa. Il petto si apre e si chiude ma la bocca, no. La gola, no. Rimane una preghiera alla madre. Che interceda con tutta la misericordia delle madri. (S.A.)

POESIE PER GAZA: Anna Maria Farabbi

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  Diario di un sogno emorragico  da Gaza al resto del mondo  di Anna Maria Farabbi  Le rose esplodono.   Con la bambina in corsa  che le stringeva in pugno  portandole ridendo a sua madre.  Nel sogno la ricompongo.    Piango.  Divoro i petali   e l’intera primavera.  Il soldato mi chiede i documenti del mio pellegrinaggio:  vengo dal petto della madonna del latte  camminando il solstizio d’inverno l’età della pietra  e della mia natività. Passata presente e futura.  Vengo dalla cultura della madre  che soffia polline fosforico dentro il buio di ogni grotta  e riconosce uguali ebrei palestinesi preti di cristo  tu ed io nessuno escluso.   Il tempio  è il tempo: un’unica cosmica pancia dentro cui nevica.  O sono falde condensate di latte che scendono ora  coprendo per pietà il sangue  tra le rovine e i morti: il soldato mi spara.  Io sono la bim...

POESIE PER GAZA

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POESIE PER GAZA L’idea di una testimonianza poetica sui tragici avvenimenti del genocidio di Gaza mi è stata suggerita da Maurizio Casagrande. In realtà di iniziative del genere se ne trovano parecchie in giro. Ricordo quella di Annamaria Ferramosca e soprattutto il bellissimo libro Il loro grido è la mia voce, poesie per Gaza. Recentissimo, poi, un suggestivo progetto di traduzione poetica curato da Maurizio Montipo Spagnoli e grazie a DEMOSPAZ , Istituto per i Diritti Umani, la Democrazia, la Cultura di Pace e della Non Violenza dell'Università Autonoma di Madrid (UAM), il cui intervento ha permesso che la poesia Se dovessi morire , del poeta palestinese  Refaat Alareer venisse tradotta in moltissime lingue e dialetti del mondo. Fra le tantissime, quella di Maurizio Casagrande; la mia, in un idioletto del siracusano, e quella di Massimiliano Magnano nel dialetto di Sortino , la mia città natale.   I testi si possono ascoltare su  Spotify . La ritrosia, covata in ques...