Marco Vitale, La strada di Morandi , Passigli, 2024 Una nota Mi sono già occupato della poesia di Marco Vitale - alcuni interventi si possono nel precedente blog di Compitu re vivi, ora denominato "archivio". Il suo ultimo libro conferma l’innegabile delicatezza del dettato, la concretezza della realtà descritta, sia fisica che psicologica. Si è parlato giustamente, nel caso di questo poeta, di poesia elegiaca, senza dimenticare, però che l’elegia sottintende una malinconia di fondo, una sorta di sfuggevolezza che a volte porta la parola a trincerarsi dietro la certezza della tradizione, e cioè di un dettato sintatticamente robustissimo. Un altro puntello è costituito dal lavoro di traduzione dal francese - lingua puntigliosa, alla quale nessuna ombra sfugge - presente in questo libro con un corposo quaderno di traduzioni. La limpidezza dello stile viene dunque dagli esempi di una nostra lingua antecedente e, malgrado l’apparente assenza di screpolat...