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Alcune riflessioni di Silvano Sbarbati su ALLA MALORA IL CANONE

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Pubblico questo commento di Silvano Sbarbati su alcuni aspetti di ALLA MALORA IL CANONE. Silvano si sofferma sugli strumenti della critica e sul concetto di canone. A pagine 614 de “Alla malora il canone” leggo: “ …questi poeti minori, questi piccoli libri di poesia, continuano a chiedere la giustezza di un giudizio. Non esiste solitudine se si viene giudicati. Esiste solitudine se non si viene giudicati ”.   E’ mio il corsivo della parola giustezza. Volutamente, perché questa parola mi è risultata molto evocativa; riflettendoci, sono arrivato ad indicarla come una specie di lapsus.   Stante il seguito del discorso, credo che Aglieco avesse in mente di scrivere “giustizia”. Difatti è nell’ambito della giustizia, della equa distribuzione delle attenzioni letterarie in questo caso, che viene indicato il valore del giudicare l’opera di un poeta. In assenza di giudizio c’è la solitudine. Addirittura c’è il vuoto – inteso come non esistenza in vita dentro una comunità di lettori, ...

Carlo Cirnigliaro su Dàssea nare, di Maurizio Casagrande

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Carlo Cirnigliaro su Dàssea nare, di Maurizio Casagrande Un giovane lettore si cimenta con competenza e passione nella lettura critica del bellissimo libro di Maurizio Casagrande.    Muovendo da considerazioni sulla lingua, è evidente che l'italiano delle parafrasi non ha nulla a che vedere (dal punto di vista della musicalità e della forza evocativa delle immagini che crea) col dialetto dell'originale. E' specchio del significato, ma non lo è quasi mai fino in fondo: le parafrasi appaiono meno dirette, in un certo senso più “distaccate”.    Tuttavia la "volgarità" intrinseca di certe espressioni dialettali, va molto perduta perché  più significativa di un italiano colto.    La perdita è anche più evidente quanto alla valenza musicale dei testi, nel passaggio da un codice all'altro. La poesia di Maurizio Casagrande, dimostra in effetti una forza impressionante perché riesce a comunicare concetti semplici, per quanto intrisi di complessità, sempre con u...

Marisa Liseo: un'intervista e un cenno

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Marisa Liseo, in un’intervista che è possibile leggere integralmente su L’ESTROVERSO, individua l’origine del suo ASIMMETRIE ELEMENTARI, nella lettura di un passaggio di LUCE DELLA NECESSITA’. Felice che un libro ne abbia potuto generare un altro, almeno come spinta iniziale.    * Qual è stata la “scintilla” che ha portato il tuo “Asimmetrie elementari”? Era una sera di fine maggio del 2023. Stavo rileggendo la silloge Luce della necessità di Sebastiano Aglieco. Avevo sentito una forte attrazione per le poesie di questo libro sin dalla prima rapida e superficiale lettura. Tant’è vero che ad esse sono tornata più volte. Sentendo di trovarmi nel posto giusto, un luogo popolato da tanta natura, da alberi, animali, sentieri… E poi, la casa, lo sguardo su ciò che sta fuori e chiama e i bambini che appartengono alla vita e al futuro. Le voci del mondo che scolorano ogni cosa e chiudono lo sguardo, ma la voce di una poesia capace di scuotere dal sonno e di svelare il segreto del...

Guglielmo Aprile su un libro di Giovanni Ibello

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Giovanni Ibello, Dialoghi con Amin , Crocetti, 2022 L’impegno poetico di Giovanni Ibello perviene in Dialoghi con Ami n (Crocetti, 2022) a una proposta di scrittura originale e matura, che spicca nel panorama odierno per la complessità dei richiami culturali che la sostengono e per l’intensità delle soluzioni espressive adottate. Il poeta in questa raccolta torna ad essere sciamano: è un Tiresia trapiantato nella contemporaneità, ma pur sempre memore della patria iperborea da cui è stato esiliato, e della quale porta impresso un pulviscolo scintillante sulle vesti del proprio linguaggio. Oscura come quella del vento, della roccia, dei vulcani, la sua è una voce che sembra provenire dalle barbare distanze di un ancestrale animismo, quando il fulmine e il sangue, le nuvole e gli animali parlavano all’uomo e questi chiedeva ai più ispirati tra i suoi simili, druidi e veggenti, di interpretare il “cifrario di Dio” rappreso nelle frantumate apparenze del mondo. La scrittura si mostra infiam...

Una recensione sul MANIFESTO per l'ultimo libro di Luigi Fontanella

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  Sul MANIFESTO , a cura di Pasquale Di Palmo, esce una recensione all'ultimo libro di Luigi Fontanella, che contiene la mia postfazione.  Un breve estratto nell'archivio di COMPITU RE VIVI La recensione QUI

TUTTO E' BELLO, di Paolo Donini; una recensione di Marco Bellini

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  Marco Bellini recensisce il bellissimo libro di Paolo Donini, TUTTO E' BELLO, Ronzani Editore, Dueville (VI) 2022 Forse, per intraprendere un’intensa immersione nei versi calibrati e commossi con cui Donini compone l’opera poetica dal titolo Tutto è bello, data alle stampe per i tipi di Ronzani Editore nella collana Lietocolle diretta da Augusto Pivanti, potremmo partire dalle seguenti parole di Umberto Eco: Credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci. Ci si forma su scarti di saggezza. In queste pagine, sono proprio l’atto educativo, esperito anche attraverso strade laterali e nascoste rispetto al gesto consapevole dell’educatore, e la relazione padre / figlio ad essere trattati e, con amorevole cura, raccontati nelle sue varie sfumature. La stessa delicatezza con cui si prende tra le braccia il proprio bambino è alla base delle liriche destinate a tradurre in versi l’esperienza della paternità, con tutt...

L'ULTIMO RING di Corrado Bagnoli

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  LA SEMPLICITA' DI SCEGLIERE IL BENE: “L'ULTIMO RING”, DI CORRADO BAGNOLI di Simone Maconi   “ L’ultimo ring” è un romanzo di Corrado Bagnoli, pubblicato nel 2024 dalla casa editrice Ares, ispirato alle vicende precedentemente narrate dall’autore nel poema Fuori i secondi (2005, La Vita Felice). Il racconto ripercorre l’intera vita di Augusto, approfondendo anche il rapporto con i figli che crescono, fino all’età adulta. La storia è un intreccio di eventi frutto della fantasia dell’autore e di episodi che rimandano a personaggi storici realmente esistiti – uno su tutti, don Carlo Gnocchi, il pretino brianzolo divenuto beato –, sapientemente articolati da Bagnoli che, pur facendo da narratore esterno, decide talvolta di intervenire in prima persona. Non tanto per esprimere il suo giudizio su quanto narrato o raccontare momenti che potrebbero averlo riguardato direttamente, ma anzi e piuttosto per una precisa scelta narratologica e - anche se può apparire contraddittorio o p...