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Visualizzazione dei post da agosto 6, 2026

Maria Novella Todaro, Di casa altrove, MC 2026

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Maria Novella Todaro, Di casa altrove , MC 2026 E’ risaputo che il tema della casa è uno dei più profondi, soprattutto per la parola. Nella sua essenza, “casa” è “io”, luogo riassuntivo del proprio stare ed emigrare. Casa, più che rifugio, nel libro di Maria Novella Todaro, si configura come rischio dell’assenza. Il “logorio” della ricostruzione costituisce, dunque, la poetica stessa del libro, un percorso in cui tutti i temi lavorano a mantenere saldo l’edificio. La casa trema, respira, mostra il suo gracile scheletro: “Non erano pietra i mattoni della casa / ma forati rossi nascosti incalcinati / cadevano a granelli sotto i quadri futuri”, p. 26. Cerca parole per gli ospiti. Il respiro si palesa come presenza corale; “Con non altro che te / è il colloquio”, scrive Todaro citando Sereni. E ancora: “Della stessa materia di cui io sono fatto / è fatta la mia casa”, (Nikola Madzirov). E dunque: pietre e mattoni come ossa, tubi e fili come sangue, luce che entra dalle finestre come vist...