Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Recensioni a mia cura

Fabio Dainotti, Per gente sola, Book Editore, 2026

Immagine
 Fabio Dainotti, Per gente sola , Book Editore, 2026 E’ assai scontato, ma, del resto, pertinente, riportare il senso di questo libro al tema della solitudine dell’uomo contemporaneo. I versi, tutti déshabillés , riportano leggere assonanze che sanno di malinconia, di realtà ineludibile e, persino, malgrado i propositi della seconda parte, di antica fatalità.   Dainotti, insomma, indaga con analitica resa e con in mano il bisturi della verità, la condizione dell’essere nel momento in cui, per scelta, per consapevole resa o per condizione sociale, rinuncia all’altro, alla sopraffazione o alla consolazione dell’altro.   L’uomo solo non può gridare, poiché la sua voce è ridotta a un pigolio, persino a un mutismo destinale e questo è il motivo per cui Dainotti non indaga la psiche, le motivazioni, ma semplicemente il fatto della resa, il brevissimo ritratto della figura nello sfondo del paesaggio alienante dell’urbe.   Ciò che gli interessa sembra avere a che fare non c...

Giovanni Infelise, L’erratico oblio di un sognatore straniero, Pendagron, 2024

Immagine
Giovanni Infelise, L’erratico oblio di un sognatore straniero , Pendagron, 2024 Diciamolo subito. Si tratta di uno dei libri più densi che mi sia capitato di leggere ultimamente, nutrito di un pensiero che fa da sfondo a una scrittura in bilico tra presenza e mancanza, resistenza e necessità della presenza.   Infelise evoca la poesia dei grandi poeti erranti, in primo luogo Hölderlin e Rilke; ne richiama la lezione, reinterpretandola come pericolo di un presente incerto, da battezzare in ogni istante, di un Essere cittadino di un mondo sempre sospeso sul baratro di una catastrofe.   E dunque l’uomo, per riconoscersi, deve saper accogliere la funzione salvatrice di una presenza estranea, qui chiamata “straniero”, presenza perturbante, dallo sguardo mal disposto alla rassegnazione di un presente fragile.   Lo straniero, dunque, si fa portatore di un progetto che non può provenire dalla Storia, dalla nostra zona cosciente, ma da un luogo liminare che non ci appartiene e che...

Antonio Alleva, Cronache di fine Occidente, La collina del Dingh, puntoacapo, 2023

Immagine
 Antonio Alleva, Cronache di fine Occidente, La collina del Dingh , puntoacapo, 2023   La scrittura di Antonio Alleva presenta, a suo modo, il tono teatrale della voce solista del Coro. Soprattutto nella prima parte del libro, il polemos sociale si alza nettissimo come una predica e a volte una preghiera. Ma si avverte anche un modo dantesco in questa scrittura, e cioè la chiamata diretta, l’evocazione del nome e della colpa.   Per fare questo Alleva ha bisogno di sterilizzare la solitudine circondandosi della Comunità dei più vicini, in contrapposizione alla Legge giudicante dello Stato, ma anche a quella soggettiva e privata della violenza, della vendetta, della sopraffazione e della guerra.   Moltissimi testi sembrano lettere a persone, dediche, dialoghi intimi, offerti, poi, a tutti. Il tono etico è sempre altissimo e la voce si fa gonfia.   Ne consegue una scrittura ricchissima, espansiva, che tende ad inglobare tutte le avventure dell’esperienza umana, in...

Guglielmo Aprile, Quando gli alberi erano i miei fratelli, Tabula Fati, 2024

Immagine
Guglielmo Aprile, Quando gli alberi erano i miei fratelli , Tabula Fati, 2024 Mentre nel Quaderno Eoliano il poeta si rivolgeva al mare percependone una terribile distanza, un timore dell’imponderabile, la prima sezione di questo libro dedicato agli alberi evoca un colloquio: “Un albero mi ha parlato”.Si tratta, anche in questo caso, di un desiderio, perché la dura scorza dell’ulivo resiste all’aria e al vento, così come le granitiche rocce degli scogli resistevano alle sferzate dell’acqua.   Qui, naturalmente, il suono più ricorrente è il silenzio o, al limite, il soffio di un vento al quale l’albero resiste con la forza delle sue radici ben piantate nel seno della terra.   Ancora una volta il poeta si specchia e si confronta. “Noi e l’albero così poco simili”. Il rispecchiamento denuncia il desiderio di superare i propri limiti, il corteggiamento di un’armonia che l’uomo ha perduto.   L’albero è maestro, è “bibbia di foglie”. E’ “insegnamento”. Ogni albero ha la sua v...

Guglielmo Aprile, Appunti eoliani, FaraEditore, 2024

Immagine
 Guglielmo Aprile Appunti eoliani , FaraEditore, 2024   Il tema del libro è il mare, osservato e descritto in un fitto taccuino di appunti.   Non si tratta di un mare qualsiasi ma di quello totalmente connotato che circonda l’arcipelago delle Eolie, con caratteristiche tutte sue, un mare frastagliato e turbolento, perennemente in lotta con la pietra, aggredita e corteggiata a seconda delle stagioni.   In effetti in tutta la raccolta a prevalere è la sfera semantica della pietra: scogli, rocce, anfratti, sporgenze, elementi non amorfi ma materia che il liquido modella e trasforma fino a pervenire a una sorta di archeologia della memoria e della fantasia.   Così queste rocce si fanno sentinelle, figure feeriche del limite, persino baluardi della mente. Ma anche tentativo di un racconto che non ha né inizio né fine; ogni cosa cambia e deperisce come lo stesso corpo del poeta che osserva cercando di cogliere il barlume di un significato, la possibilità di una preghi...

Ciao

Immagine
Rinaldo Caddeo, L’INCENDIO , postfazione di Mauro Germani, puntoacapo 2021    Si tratta di una raccolta di racconti, genere già visitato da Rinaldo Caddeo in passato – se ne possono leggere di bellissimi in un libro antologico della sua opera pubblicato qualche anno fa “Siren’s song”. “Non c’è niente di innocuo o di rassicurante in questi racconti brevi, fulminei e fulminanti, di Rinaldo Caddeo”, scrive Mauro Germani nella postfazione. “Con la sua scrittura di sorprese e di agguati, di enigmi e di incubi, ma al tempo stesso lieve e rapida, in linea con le Lezioni americane di Italo Calvino, egli ci consegna una narrazione che ci disorienta, mina ogni previsione, allarma, apre precipizi, capovolge le aspettative, si arresta in una sospensione enigmatica oltre la quale sembra profilarsi un inizio indicibile. (…) Caddeo si muove all’interno di uno spazio letterario, oggi così poco praticato in Italia, in cui il cosiddetto ‘fantastico’ (…) irrompe improvvisamente nell’esistenza de...

Emiliano Rolle, Filastrocche da un oblò, MC, 2025

Immagine
  Emiliano Rolle, Filastrocche da un oblò , MC, 2025   Non inganni il titolo del libro. Non si tratta di filastrocche ad uso dell’infanzia ma di riflessioni utili all’età adulta. L’utilizzo della “filastrocca”, che poi in realtà coincide con un’ampia gamma di forme metriche, sembra costituire un modo per rimettere in campo la parola “bassa” ma anche chi la frequenta.   Il primo testo della raccolta, infatti, è da considerarsi come una dichiarazione di poetica e una giustificazione: “forse bisogna accenderle / le poesie con la pi minuscola (…) spenderle finché alimentano / il fuoco sacro delle maiuscole / le rime / le strofe”.   Il maiuscolo, dunque, si contrappone al minuscolo. Ma ancora, per chiarezza, nel secondo testo, parlando della poesia: “se ne scrive anche troppa / col sospetto fondato che non serva non farlo”. Ma è vero anche il contrario, e cioè il dubbio che non sia il caso di ascoltarle le motivazioni perché se ne scriva così tanta, “perché a volte le cos...

Carlo Di Legge, Multiverso, puntoacapo, 2018

Immagine
 Carlo Di Legge, Multiverso , puntoacapo, 2018 Com’è noto, il concetto di multiverso è un’ipotesi scientifica assai recente. Nel libro di Carlo Di Legge viene coniato nel senso di una solitudine di anime che, seppur incontrandosi, in realtà non s’incontrano mai.   Così è detto: “Quando esco per strada in questa città che si apre / verso il mare: / è certo, non posso incontrarti”.   E anche: “Noi siamo come il centro di un’immensa città, / i piani alti della notte illuminati di luce soffusa. / Apparentemente inaccessibili / sembra custodiscano / chissà quale segreto dell’essere”.   Ne consegue la descrizione di sfondi solitari, paesaggi e strade illuminate dalla prima luce del giorno. Oggetti misteriosi nella loro apparenza; un mondo, insomma, silenzioso e solitario dove l’essere non ha appigli.   Eppure la vita procede e le cose accadono. Accade l’amore, per esempio, ma solo tra gli esseri più vicini mentre per gli altri, nella distanza, è un desiderio e forse ...

Rita Pacilio, La prima parola, DiFelice Edizioni, 2025

Immagine
  Rita Pacilio,  La prima parola , DiFelice Edizioni, 2025 “La prima parola” è un lungo poemetto che si presenta in forma di macrotesto, un tessuto che cattura riflessioni, pensieri, immagini, tutte accomunate da una richiesta di senso che non può essere data. Il motivo è suggerito dal tema stesso del libro, e cioè la parola incipitaria che crea incessantemente. Ma la creazione è un atto che non può fermarsi ed è la stessa condizione per cui la poesia è grembo di un gesto continuo, labirintico, in perpetuo moto: Questo labirinto che non so sorvegliare oltre me stessa in movimento senza vocabolario mi porta qui. Sono gli ultimi versi del poemetto.   L’immagine del labirinto dice chiaramente che la parola, nel suo affannoso tentativo di protendersi verso un futuro più luminoso, in realtà è condannata al moto inverso della rinascenza. Tutto il libro si dirama fra due opposti: “la prima parola” e il non vocabolario degli ultimi versi: Rinascere con dolcezza, prevedere un pens...

Laura Costantini, Hortus Inconclusus, puntoacapo, 2025

Immagine
Laura Costantini, Hortus Inconclusus , puntoacapo, 2025   Leggendo queste poesie, penso alla forma di un macrotesto geografico che si dirama e riconosce il suo limite lungo l‘arco di un vasto orizzonte mediterraneo, (l’Adriatico è il mare evocato).   La musa, qui, è indubbiamente la luce, lanterna magica che rischiara gli anfratti e le sporgenze naturali, ma anche i moti dell’animo, indissolubilmente legati a un’altra forza convergente: la Storia personale e quella del territorio.   Ne consegue che l’essere è il frutto risultante da un contesto di occasioni: i grandi avvenimenti che non dipendono da noi e quelli che contribuiscono a edificare il nostro romanzo; incontri e abbandoni, crescita e regressioni.   La voce che attraversa il libro indossa le vesti di una bambina evocata nel teatro di un mare luminoso che segna l’orizzonte. “Che sia notturno e alto / il singulto ermo del mare”, scrive Laura Costantini evocando Pascoli, citazione che ha tutto il sapore di un ...

Vincenzo Di Oronzo, La rosa di Gerico, MC, 2025

Immagine
Vincenzo Di Oronzo, La rosa di Gerico , MC, 2025   E’ molto difficile, oggi, leggere un libro come questo. Si tratta di un’operazione controcorrente, che rimette in campo una scrittura scaturita da un clima apocalittico, carico di immagini/simbolo. Le categorie che abbiamo per connotare questa lingua sono il simbolismo e il surrealismo ma sarebbe limitante considerare il lavoro di Vincenzo Di Oronzo come epigono di un genere. Piuttosto occorre soffermarsi su poche immagini che ci riportano al dramma della vita. Ad esempio: “La madre calva, cucita dal sangue / di Gaza”. E poi una citazione da Leonard Cohen: “C’è una guerra intorno (…) e chiameranno quest’oscurità poesia”, che io interpreto in questo modo: la guerra che ci circonda non scatena nel poeta la giusta violenza dell’invettiva e del grido ma la parola oscura che genera poesia.   La realtà, dunque, non è ignorata ma trasposta nel grande teatro dei simboli.   Se è vero che l’apocalisse non è descrizione di qualcosa...

Daniela Monreale, Ebbrezza e resa, Il Convivio, 2024

Immagine
Daniela Monreale, Ebbrezza e resa , Il Convivio, 2024   Un tema ricorrente in molti libri di poesia che mi è capitato di leggere negli ultimi anni, è uno stato di allarme nei confronti dell’umano. Difficile, oggi, rifugiarsi nell’idillio o nell’arcadia; rimane, forse, la preghiera o la fuga.   Il titolo di questo ultimo libro di Daniela Monreale si dirama lungo due direttrici: da una parte la resa di fronte all’aberrante procedere del Male; dall’altra la ricerca di una gioia, seppur momentanea, capace di anestetizzare il nero del mondo, rifugiandosi in una sorta di momentaneo torpore.   Si tratta naturalmente di un tentativo che Monreale mette in atto in pochi testi, mentre tutto il libro si caratterizza come dura accusa alle azioni degli uomini.   Il tono di queste poesie non è esplosivo ma trattenuto, severo. La poesia si fa monito ma nella forma di un’implosione dentro la stessa anima del poeta, cosciente di una sconfitta, dell’impossibilità di incidere la dura pi...

Olga Sesso Sarti, Echi da varchi vicini, MC, 2025

Immagine
Olga Sesso Sarti, Echi da varchi vicini , MC, 2025 Le tre sezioni che compongono il libro - Percorsi, Passaggi, Profili - convergono verso uno stesso motivo, e cioè il desiderio di conoscenza del limite oltre il quale il buio annega lo sguardo. Da qui la continua reiterazione della luce, luce che abita la vita, certamente, ma anche luce come desiderio di parusia del divino.   A causa di questa continua tensione, ne consegue che l’essere non vive mai pienamente ma è sempre in allarme, in attesa di qualcosa che potrebbe accadere.   Dimensione dikinsoniana, annota Pasquale Di Palmo, e quindi “condizione” dell’essere proteso verso un desiderio dell’oltre, in grado di realizzare la pienezza della vita.   Il titolo del libro ci restituisce, dunque, il venire, l’accedere delle voci nello spazio amplificato dell’umano dove l’esperienza del ben vivere è sempre alla ricerca di una sua particolare gloria.   E dunque una poesia che conia l’interrogazione, l’elemento astratto...

Annamaria Ferramosca, Luoghi sospesi, puntoacapo, 2023

Immagine
Annamaria Ferramosca, Luoghi sospesi , puntoacapo, 2023   Il libro si apre con l’immagine di una bambina che guarda il mondo da dietro un vetro. E’ una bambina pensante, che si fa le stesse domande dell’adolescente Amleto, a dimostrazione di come le domande degli uomini siano antiche quanto l’infanzia: “penso dunque sono? / e tutto questo pensare avviene / solo dietro la mia fronte?”.   La bambina comprende però che esiste la possibilità di una conoscenza più profonda: rimanere in contatto col Tutto che ci circonda, noi stessi facenti parte del Tutto: “ così l’osmosi in terra / inarrestabile destinoamore / che lega l’erba alle mandibole del verme / la vena d’acqua al sangue ”.   Poi appare il mondo degli uomini. La maschera. Ma si tratta solo di un depistamento, una pietosa illusione: “fingere di vivere davvero / sì facciamo che tutti eravamo / sì facciamo qualcosa / di più sacro e sensato / qualcosa che somigli a vita / sì giochiamo pure insieme a gli altri / giochiamo...

Cristina Simoncini, Linea di mira, Pietre Vive, collana Perigeion, 2025

Immagine
Cristina Simoncini, Linea di mira , Pietre Vive, collana Perigeion, 2025    Mi chiedo sempre se, quando un libro di poesia racconta, non sia da inquadrare nel contesto dell’epica. L’epica è scrittura che riassume in sé tutti i generi in funzione di un racconto collettivo. Include anche la lirica, i momenti altisonanti del sentimento non trattenuto.   Così appare la scrittura di Cristina Simoncini, e cioè un’epopea famigliare scritta con le porte e le finestre spalancate, ricostruita attraverso la memoria sfogliando l’album dei ricordi, i momenti congelati nell’istante stesso dell’accadere.   Nell’intervista in coda al libro, Simoncini confessa di aver letto molta prosa per poi accostarsi alla poesia, percorso effettivamente verificabile negli esiti della sua scrittura, una poesia che racconta, appunto, preservandosi tuttavia, una zona oscura del senso, un suo modo più intimo di custodire. Una doppia strada, quindi: da una parte l’epopea storica, che ci vive e che n...

Francesca Innocenzi, Corpo di figlia, puntoacapo, 2025

Immagine
Francesca Innocenzi, Corpo di figlia , puntoacapo, 2025   “qualcosa ti trema di orfanezza alle spalle”. E’ un verso citato da Mauro Ferrari in una nota che accompagna il libro e che ben sintetizza il tema portante della raccolta: un consuntivo personale, di natura biografica, che poi investe una riflessione più grande sulla Storia che ci circonda, sui meccanismi di contaminazione o di ritrosia che l’essere elabora verso gli altri.   Questi “altri” prima di tutto sono le persone che ci sono più vicine, i protagonisti prossimi del nostro personale romanzo di formazione che ci puntellano e ci spronano ma che, a un certo punto si allontanano costringendoci a una resa dei conti dolorosa e necessaria.   La poesia è sempre parola esigentissima, si pone come specchio di una risoluzione formale; chiede, cioè, ai più alti gradi, che la vita sia riassunta nella forma più stringente, la più efficace.   Così il culmine della tensione è raggiunto nella descrizione di una “sala d’a...

Georgij Ivànov, RITRATTO SENZA SOMIGLIANZA, La Vita Felice, 2025

Immagine
Georgij Ivànov, RITRATTO SENZA SOMIGLIANZA , La Vita Felice, 2025 a cura di Carmelo Pistillo traduzione di Bruno Osimo versione ritmica con testo russo accentato a fronte   Il lavoro di Carmelo Pistillo sul poeta russo Georgij Ivànov, è prezioso e importante per diversi motivi. Innanzitutto la finezza dell’operazione: la versione ritmica, ad esempio, suggerisce un modo diverso di fare traduzione, e cioè un’aderenza “formale” a tutti i costi che, in quanto tale, cerca di restituire, oltre al senso, anche i valori metrici e sonori del testo originale. Il monumentale saggio finale, “Da Pùškin agli specchi di Ivànov”, di Claudio Pistillo, ricostruisce, con dovizia di particolari e ricchezza di informazioni, l’ambiente culturale e sociale degli anni a cavallo tra la monarchia e la rivoluzione in cui operarono i grandi poeti russi: simbolisti, futuristi, acmeisti. Non per ultimo, trovo rilevante una dichiarazione di Giorgio Caproni, citata nell’introduzione: “I veri grandi poeti sono i ...

Marco Fregni, Oscillazioni, Tra poesia e morte, Campanotto, 2025

Immagine
Marco Fregni, Oscillazioni, Tra poesia e morte , Campanotto, 2025   In questo suo recentissimo lavoro antologico, Marco Fregni riprende un discorso che già gli apparteneva, declinato, tra l’altro, in uno splendido libro di acconti, uno dei libri più belli e inquietanti che mi sia capitato leggere, “Al di là di ogni aldilà”.   Bisogna citare alcuni passaggi di una sua nota allegata al libro: “Mi accompagna da sempre, una originaria consapevolezza legata ad una profonda percezione dell’idea della morte (…) Morte intesa, è bene chiarirlo, come avamposto del nulla, come perdita totale d’ogni ulteriore soffio- respiro, luogo di disabitata assenza in cui non esiste possibilità o consolazione, dove non resiste il mistero”.   Se in quei racconti Marco Fregni aveva provato a indagare l’entità del non luogo, compiendo tentativi di ricognizione immaginativa, tutta la prima parte di questo nuovo libro si svolge in dittici (la Distanza, l’Esilio, il Dubbio, la Cenere, l’Eclissi e, in...
Immagine
Marco Vitale, La strada di Morandi , Passigli, 2024   Una nota   Mi sono già occupato della poesia di Marco Vitale - alcuni interventi si possono nel precedente blog di Compitu re vivi, ora denominato "archivio".   Il suo ultimo libro conferma l’innegabile delicatezza del dettato, la concretezza della realtà descritta, sia fisica che psicologica. Si è parlato giustamente, nel caso di questo poeta, di poesia elegiaca, senza dimenticare, però che l’elegia sottintende una malinconia di fondo, una sorta di sfuggevolezza che a volte porta la parola a trincerarsi dietro la certezza della tradizione, e cioè di un dettato sintatticamente robustissimo.   Un altro puntello è costituito dal lavoro di traduzione dal francese - lingua puntigliosa, alla quale nessuna ombra sfugge - presente in questo libro con un corposo quaderno di traduzioni.   La limpidezza dello stile viene dunque dagli esempi di una nostra lingua antecedente e, malgrado l’apparente assenza di screpolat...

Alessandro Celani, Apocalisse e altre visioni, aguaplano, 2021

Immagine
Alessandro Celani, Apocalisse e altre visioni, aguaplano, 2021 Qualche appunto Ho scoperto questo libro per caso, su internet. Viene riportato il testo presente in copertina, bellissimo, che colpisce perché ha tutti i connotati di un manifesto, di un compito. Il libro non riporta informazioni bibliografiche sull’autore. Da una ricerca si dice che Alessandro Celani è scomparso a causa di una lunga malattia all’età di 48 anni. Era archeologo e insegnante e aveva pubblicato libri di archeologia e di fotografia. Il suo libro precedente “Una lingua in poesia”, è del 2014.   Il libro è tutto attraversato da premonizioni, lo stesso titolo evoca una possibile controstoria, un tempo non più attraversato dalle vicende umane.   Tutta la vita quotidiana con le sue presenze più intime, sembra in procinto di un pericolo imminente.   La natura manda messaggi in forma di forza scontrosa che agisce.   Sono testi a volte dolentissimi e comunque dotati di una dignità che la poesia per...