Guglielmo Aprile, Appunti eoliani, FaraEditore, 2024

 Guglielmo Aprile Appunti eoliani, FaraEditore, 2024







  Il tema del libro è il mare, osservato e descritto in un fitto taccuino di appunti.
  Non si tratta di un mare qualsiasi ma di quello totalmente connotato che circonda l’arcipelago delle Eolie, con caratteristiche tutte sue, un mare frastagliato e turbolento, perennemente in lotta con la pietra, aggredita e corteggiata a seconda delle stagioni.
  In effetti in tutta la raccolta a prevalere è la sfera semantica della pietra: scogli, rocce, anfratti, sporgenze, elementi non amorfi ma materia che il liquido modella e trasforma fino a pervenire a una sorta di archeologia della memoria e della fantasia.
  Così queste rocce si fanno sentinelle, figure feeriche del limite, persino baluardi della mente. Ma anche tentativo di un racconto che non ha né inizio né fine; ogni cosa cambia e deperisce come lo stesso corpo del poeta che osserva cercando di cogliere il barlume di un significato, la possibilità di una preghiera.
  Perché il mare naturalmente nasconde segreti e tesori ai quali la mente umana vorrebbe attingere. Perché il mare è il luogo di un accadere liquido in cui le cose sono e poi non sono fino ad assumere i connotati di figure mitiche inghiottite nella dimensione del sogno; ma anche archetipi di una cultura che sprofonda fino agli anfratti più reconditi dell’essere.


Sepolcro di rocce


Ondulazioni e dune parallele
sui fianchi del vulcano si succedono,
solchi scavati dal dilavamento,
calanchi che una mano sotto il velo
della roccia affondando le falangi
dalla sommità fino al mare traccia;

e sotto lenzuola di lava un essere
più antico, più imponente, forse un dio,
sembra che dorma, nella sua inaccessa
reggia ipogea: immemore, le onde
con il loro incantesimo ne vigilano
l’esausta mole, e quest’isola fa

da millenario tumulo al suo corpo.

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