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Maurice Maeterlinck, Amen, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi

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Maurice Maeterlinck,  Amen , da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi dalla serie "Terrae" E’ giunta l’ora di benedire Il sonno spento degli schiavi, Attendo le loro mani future In rose bianche nelle cave. Attendo finalmente il loro fresco respiro, Sul mio cuore finalmente chiuso alle frodi; Agnello pasquale nelle paludi, E ferita in fondo alle acque calde. Attendo le notti senza domani, Le debolezze senza rimedio; Aspetto la sua ombra sulle mani, La sua immagine sul tepore dell’acqua. Aspetto le vostre notti e vedrò Le mie brame lavarsi il volto, E i miei sogni nel bagno della sera, Morire in un palazzo di gelo. * Nella preghiera dell’Amen si sciolgono gli egoismi e i narcisismi. Così gli altri si avvicinano, il cuore finalmente si chiude alle frodi e le brame si lavano il volto. E poi un’immagine bellissima: “Aspetto la sua ombra sulle mani”...

Maurice Maeterlinck, Noia, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero

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Maurice Maeterlinck, Noia , da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero dalla serie "Terrae" I pavoni indolenti, i pavoni bianchi se ne sono andati, I pavoni bianchi sono scappati dinanzi alla noia del risveglio; Io vedo i pavoni bianchi, i pavoni d’oggi, I pavoni in movimento durante il mio sonno, I pavoni indolenti, i pavoni d’oggi, Raggiungere svogliatamente lo stagno senza sole, Sento i pavoni bianchi, i pavoni della noia, Raggiungere indolenti il tempo senza sole. * Chi sono questi pavoni bianchi? Abitano certamente la modernità, l’intuizione di una modernità in cui la noia è disperazione, mancanza di progetto. Ma gli operai delle fabbriche, i contadini, i lavoratori sfruttati, hanno tempo, e diritto, alla noia? O forse la noia è un sentimento aristocratico?

Maurice Maeterlinck, Stanchezza, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi

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Maurice Maeterlinck, Stanchezza , da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero  dalla serie "Il viola, soprattutto" Non sanno più dove posarsi, questi baci, Queste labbra su pupille cieche e gelide; Addormentati ormai nel loro sogno orgoglioso, Guardano sognatori come cani sull’erba, La folla delle pecore grige all’orizzonte, Brucare il chiaro di luna sparso sui prati, Alle carezze del cielo, vago come la loro vita; Indifferenti e senza alcuna fiamma d’invidia, Per quelle rose di gioia dischiuse sotto i loro passi; E quel verde, lungo, calmo, che non riescono a capire. * La noia, la tristezza, la stanchezza… Stati d’animo che hanno poco a che fare con la letteratura. Se la poesie le accoglie, allora  nasce uno stile, che è la cosa stessa; non un abito da indossare per gli altri, ma un modo di essere. Da Leopardi in poi la poesia è un modo di essere... * Maurice Maeterlinck, WIKIPEDIA