Maurice Maeterlinck, Amen, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi

Maurice Maeterlinck, Amen, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi



dalla serie "Terrae"


E’ giunta l’ora di benedire
Il sonno spento degli schiavi,
Attendo le loro mani future
In rose bianche nelle cave.

Attendo finalmente il loro fresco respiro,
Sul mio cuore finalmente chiuso alle frodi;
Agnello pasquale nelle paludi,
E ferita in fondo alle acque calde.

Attendo le notti senza domani,
Le debolezze senza rimedio;
Aspetto la sua ombra sulle mani,
La sua immagine sul tepore dell’acqua.

Aspetto le vostre notti e vedrò
Le mie brame lavarsi il volto,
E i miei sogni nel bagno della sera,
Morire in un palazzo di gelo.

*

Nella preghiera dell’Amen si sciolgono gli egoismi e i narcisismi. Così gli altri si avvicinano, il cuore finalmente si chiude alle frodi e le brame si lavano il volto. E poi un’immagine bellissima: “Aspetto la sua ombra sulle mani”...

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