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Gabriela Mistral, Da Lagar, 1954, traduzione di Piero Raimondi

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Gabriela Mistral, da Lagar , 1954, traduzione di Piero Raimondi dalla serie "Il giallo, soprattutto" Mani di operai Dure mani somiglianti a molluschi od a rapaci; colore di terra e abbronzate con arsione di salamandre e belle tremendamente sia in alto agili sia in basso stanche. Fango su fango ammassano pietra su pietra abbattono avvolte in nodi di canapa o vergognose in cotoni, da nessuno viste o guardate se non dalla magica Terra. Simili ai loro picconi alle mazze, mai all’anima; a volte in giri pazzi, tagliuzzate come il ramarro, e poi, Albero-Adamico privo degli altri rami. Le sento tirare telai; in forni le vedo bruciate. Socchiuse le lascia l’incudine, strette la pioggia di grano. All’imbocco di miniere e in cave azzurrine le vidi. Per me sulle barche remarono, mordendo le onde malvagie e la mia fossa giusta scaveranno, anche se non mi videro la schiena. Ad ogni estate tessono lini freschi come l’acqua. Cardano poi e pettinano il cotone e la lana e cantano tessendo ves...

Gabriela Mistral, da LAGAR, 1954, traduzione di Piero Raimondi

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 Gabriela Mistral, da LAGAR, 1954, traduzione di Piero Raimondi dalla serie "Il giallo, soprattutto" Incarico a Blanca                                         A Blanca Subercaseaux Io non so se venire potrò. Vedremo se mantengo la promessa. Giungo, se vengo, sull’aria dolce per non gelare la tua pianura o nel filo del tuo sogno con amore ed in silenzio. Alzati, se fatica mi costa; troviamoci a mezza strada e portami un poco di terra che mi ricordi la mia Dimora. Non t’impaurire se massa non reco e nemmeno se giungo mutata. E non piangere se non ti rispondo perché mia colpa fu la parola. Ma tu dammi la tua, la tua che pareva una queta colomba. Gabriela Mistral - Wikipedia * La promessa di un ritorno. Ma senza parola, “perché mia colpa fu la parola”. Chi non ha più corpo non può avere più parola. Forse per questo non sentiamo i morti. Ma essi giungono con le immag...

Gabriela Mistral, da Desolaciòn, 1922, traduzione di Piero Raimondi

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 Gabriela Mistral, da Desolaciòn , 1922, traduzione di Piero Raimondi dalla serie "Un certo sentimento" Vergogna Se tu mi guardi, io divento bella, come l’erba bagnata di rugiada; nuovo sarà il mio volto splendente per l’alte canne, quando andrò sul fiume. Della mia triste bocca mi vergogno, della mia voce rotta, delle rozze ginocchia. Ora che sei venuto e mi hai guardato, povera e nuda mi sono trovata. Nessuna pietra sulla via trovasti più nuda nella luce alla primalba che questa donna verso cui lo sguardo levasti quando il canto suo a te giunse. Io tacerò perché la mia fortuna non sappia chi attraversa la pianura, nel fulgore della fronte mia rozza e nel tremito della mia mano … E’ notte e la rugiada scende all’erba; guardami, a lungo, e parla dolcemente, perché domani vedrai lungo il fiume ciò che baciasti, colmo di bellezza! * Quando l’amato guarda, il corpo splende. Qui l’amato è chi ha dato la vita e sa guardare tutte le creature. Nel testo c’è una sorta di pudicizia e ...