Gabriela Mistral, da Desolaciòn, 1922, traduzione di Piero Raimondi

 Gabriela Mistral, da Desolaciòn, 1922, traduzione di Piero Raimondi



dalla serie "Un certo sentimento"


















Vergogna

Se tu mi guardi, io divento bella,
come l’erba bagnata di rugiada;
nuovo sarà il mio volto splendente
per l’alte canne, quando andrò sul fiume.

Della mia triste bocca mi vergogno,
della mia voce rotta, delle rozze ginocchia.
Ora che sei venuto e mi hai guardato,
povera e nuda mi sono trovata.

Nessuna pietra sulla via trovasti
più nuda nella luce alla primalba
che questa donna verso cui lo sguardo
levasti quando il canto suo a te giunse.

Io tacerò perché la mia fortuna
non sappia chi attraversa la pianura,
nel fulgore della fronte mia rozza
e nel tremito della mia mano …

E’ notte e la rugiada scende all’erba;
guardami, a lungo, e parla dolcemente,
perché domani vedrai lungo il fiume
ciò che baciasti, colmo di bellezza!

*

Quando l’amato guarda, il corpo splende. Qui l’amato è chi ha dato la vita e sa guardare tutte le creature. Nel testo c’è una sorta di pudicizia e di sottile erotismo, ma soprattutto tremore e paesaggio.


Gabriela Mistral - Wikipedia

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