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Una mia recensione su STUDI MEDIOEVALI E MODERNI

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  Sulla rivista Studi Medievali e Moderni Anno XXX - n. 1/2026 è stata pubblicata la mia recensione al libro di Giovanni Tesio e Matteo Vercesi ITALO CALVINO FRA EDITORIA E SCRITTURA (...) Tesio definisce un “classico” come un testo che non si legge, ma si rilegge. Un testo che, scavalcando il tempo, è capace di sondare altri mondi, entrando “con permesso nelle coscienze dei lettori provocandone però l’intelligenza attraverso l’uso della fantasia e della discrezione”. L’immagine di Calvino che ricaviamo leggendo questo libro, svia leggermente – o probabilmente ci suggerisce una completezza – dalla tradizionale idea di un Calvino razionalista e geometrico, praticante di una scrittura scevra da aggettivazioni eccessive, da inutili barocchismi. (...)

ALLA MALORA IL CANONE: la metacritica

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Non è stato facile immaginare un’organizzazione complessiva per questo lavoro. Uno dei critici siciliani tra i più importanti, Giuseppe Zagarrio 1 adottava nei suoi scritti, forse inaugurandolo, un metodo basato sull’accorpamento tematico, sull’indicazione di un ideale percorso storico e ideologico che gli serviva a indagare fenomeni storici e movimenti letterari, provando a immaginare come l’opera dei poeti avesse influito, o fosse stata condizionata, dalla Storia; operazione assai suggestiva e di largo uso fino ai nostri giorni ma, vista col senno di poi, rischiosa. Si tratta di un’impostazione ancora assai diffusa, che spesso giustifica esclusioni o inserimenti in antologie secondo motivazioni che non sempre è possibile condividere. Quella tendenza che ho definito metacritica, con la scusa di funzionare come strumento storico di indagine dei fatti letterari, finisce per appiattire il panorama per concentrarsi sui casi unici, piuttosto che sulle varianti. 1 Di Giuseppe Zagarrio,...

LA BELLEZZA: Marguerite Yoursenar, 2

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Marguerite Yoursenar, da I doni di Alcippe , Bompiani, 1987 dalla serie "Disegni col tablet" SCRITTO SUL RETRO DI DUE CARTOLINE POSTALI Una Sirena piange lo stacco di un battello sull’acqua in cui si muore. Io subisco l’assenza e lo spazio crudele; la pena è un muro. Il viaggio è una lusinga: né treni né navi. I piani si capovolgono. Pensiero, freccia sicura, traversa la distanza; colpisci con dolcezza: (il miele delle ferite è balsamo al cuore). Quanta complessità può mostrare un “semplice” testo scritto sul retro di due cartoline postali? Chi è questa sirena che piange? La stessa Yourcenar? E perché piange? Per una partenza, un abbandono, un addio? Per l’assenza. Che è un muro. E dunque il viaggio è solo una lusinga. Ma la sirena abbandonata ci ricorda un’altra celebre sirena e il compimento di un destino di morte. Che cosa, può, dunque, sedare questo dolore? “Pensiero, freccia sicura, traversa la distanza”. Può darsi, allora, che l’esperienza di un viaggio per acqua riac...

LA BELLEZZA: Marguerite Yourcenar

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Marguerite Yourcenar, da I doni di Alcippe , Bompiani, 1987 dalla serie "Disegni col tablet" Non ho fatto che esitare Non ho fatto che esitare; bisognava accorrere; bisognava chiamare; non ho fatto che tacere. Ho troppo a lungo calcato il mio sentiero solitario; non avevo presagito che stavi per morire. Non avevo previsto che avrei visto asciugarsi la sorgente alla quale ci si lava e ci si disseta; non avevo capito che esistono sulla terra frutti amari e dolci che la morte deve maturare. L’amore non è più che un nome; l’essere non è più che un numero; per la strada sotto il sole avevo cercato la tua ombra; batto i miei rimorsi contro gli angoli della tomba. La morte meno esitante ha saputo meglio raggiungerti. Se a me pensi, deve compatirmi il tuo cuore. E ci si crede ciechi alla morte di una torcia. Cosa avviene? Un rimorso? Una nostalgia? La consapevolezza che tutte le cose finiscono e bisogna lasciarle andare? Oppure il rimbrotto della vita che non accetta la scomparsa? “...

ALLA MALORA IL CANONE: incipit

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ALLA MALORA IL CANONE: incipit Ho incominciato ad occuparmi seriamente dei poeti siciliani a partire da un volume edito presso Prova d’autore nel 2001, Volti e pagine di Sicilia 1 , dono di Massimiliano Magnano, poeta di valore, critico e studioso di tradizioni locali. Più si torna indietro agli inizi del Novecento, più risulta difficile consultare i libri e più evidente si fa il peso degli omissis, degli smarrimenti e delle censure della critica nazionale sulla poesia siciliana. Si tratta di una letteratura spesso alla macchia, fatta di opere consultabili nelle biblioteche locali o di prime e seconde edizioni proposte a prezzi non proprio modici nei siti specializzati; copie che spesso deperiscono fra le mani, reperti archeologici di un pensiero e di una sensibilità diventati materia per curiosi ed esperti. Fortunatamente è ancora possibile rintracciare qualche notizia di questi poeti scomparsi nelle cronache locali o in piccoli blog curati da neofiti e appassionati. A dire il vero...