ALLA MALORA IL CANONE: incipit
ALLA MALORA IL CANONE: incipit

Ho incominciato ad occuparmi seriamente dei poeti siciliani a partire da un volume edito presso Prova d’autore nel 2001, Volti e pagine di Sicilia1, dono di Massimiliano Magnano, poeta di valore, critico e studioso di tradizioni locali.
Più si torna indietro agli inizi del Novecento, più risulta difficile consultare i libri e più evidente si fa il peso degli omissis, degli smarrimenti e delle censure della critica nazionale sulla poesia siciliana. Si tratta di una letteratura spesso alla macchia, fatta di opere consultabili nelle biblioteche locali o di prime e seconde edizioni proposte a prezzi non proprio modici nei siti specializzati; copie che spesso deperiscono fra le mani, reperti archeologici di un pensiero e di una sensibilità diventati materia per curiosi ed esperti. Fortunatamente è ancora possibile rintracciare qualche notizia di questi poeti scomparsi nelle cronache locali o in piccoli blog curati da neofiti e appassionati.
A dire il vero gli studi specialistici, accademici e di settore non mancano; qualche ristampa è stata fatta, anche in copia anastatica ma il quadro generale risulta sfuocato e frammentario, poco noto al grande pubblico. Eppure di assoluto valore è stato l’apporto dei poeti siciliani a fenomeni nazionali considerati di rilevanza - mi riferisco ad esempio al Crepuscolarismo e al Futurismo - tanto da mettere seriamente in discussione l’immagine di una Sicilia chiusa nella turris eburnea di un conservatorismo bigotto e stantio. Si legga, come esempio, l’imperdibile saggio di Anna Maria Ruta sul fenomeno del Futurismo2, il clima di sovversione culturale che aveva letteralmente invaso l’isola, coinvolgendo, per simpatia, addirittura scrittori del calibro di Giovanni Verga e Luigi Capuana. Si legga l’apporto dato da poeti come Enrico Cavacchioli e Federico De Maria al movimento; o l’anticipazione del Crepuscolarismo da parte di un altro poeta siciliano, Tito Marrone.
1 Volti e pagine di Sicilia, (da Serafino Amabile Guastella a Lara Cardella), ritratti di Tina Lo Re, presentazione di Nicola Mineo, a cura di Simona Noto, Prova d’Autore, 2001.
2 Anna Maria Ruta, Il Futurismo in Sicilia, pungitopo, 1991.

Ho incominciato ad occuparmi seriamente dei poeti siciliani a partire da un volume edito presso Prova d’autore nel 2001, Volti e pagine di Sicilia1, dono di Massimiliano Magnano, poeta di valore, critico e studioso di tradizioni locali.
Più si torna indietro agli inizi del Novecento, più risulta difficile consultare i libri e più evidente si fa il peso degli omissis, degli smarrimenti e delle censure della critica nazionale sulla poesia siciliana. Si tratta di una letteratura spesso alla macchia, fatta di opere consultabili nelle biblioteche locali o di prime e seconde edizioni proposte a prezzi non proprio modici nei siti specializzati; copie che spesso deperiscono fra le mani, reperti archeologici di un pensiero e di una sensibilità diventati materia per curiosi ed esperti. Fortunatamente è ancora possibile rintracciare qualche notizia di questi poeti scomparsi nelle cronache locali o in piccoli blog curati da neofiti e appassionati.
A dire il vero gli studi specialistici, accademici e di settore non mancano; qualche ristampa è stata fatta, anche in copia anastatica ma il quadro generale risulta sfuocato e frammentario, poco noto al grande pubblico. Eppure di assoluto valore è stato l’apporto dei poeti siciliani a fenomeni nazionali considerati di rilevanza - mi riferisco ad esempio al Crepuscolarismo e al Futurismo - tanto da mettere seriamente in discussione l’immagine di una Sicilia chiusa nella turris eburnea di un conservatorismo bigotto e stantio. Si legga, come esempio, l’imperdibile saggio di Anna Maria Ruta sul fenomeno del Futurismo2, il clima di sovversione culturale che aveva letteralmente invaso l’isola, coinvolgendo, per simpatia, addirittura scrittori del calibro di Giovanni Verga e Luigi Capuana. Si legga l’apporto dato da poeti come Enrico Cavacchioli e Federico De Maria al movimento; o l’anticipazione del Crepuscolarismo da parte di un altro poeta siciliano, Tito Marrone.
1 Volti e pagine di Sicilia, (da Serafino Amabile Guastella a Lara Cardella), ritratti di Tina Lo Re, presentazione di Nicola Mineo, a cura di Simona Noto, Prova d’Autore, 2001.
2 Anna Maria Ruta, Il Futurismo in Sicilia, pungitopo, 1991.
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