Maurice Maeterlinck, Noia, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero

Maurice Maeterlinck, Noia, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero


dalla serie "Terrae"



I pavoni indolenti, i pavoni bianchi se ne sono andati,
I pavoni bianchi sono scappati dinanzi alla noia del risveglio;
Io vedo i pavoni bianchi, i pavoni d’oggi,
I pavoni in movimento durante il mio sonno,
I pavoni indolenti, i pavoni d’oggi,
Raggiungere svogliatamente lo stagno senza sole,
Sento i pavoni bianchi, i pavoni della noia,
Raggiungere indolenti il tempo senza sole.



*


Chi sono questi pavoni bianchi? Abitano certamente la modernità, l’intuizione di una modernità in cui la noia è disperazione, mancanza di progetto. Ma gli operai delle fabbriche, i contadini, i lavoratori sfruttati, hanno tempo, e diritto, alla noia? O forse la noia è un sentimento aristocratico?




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