Alessandro Celani, Apocalisse e altre visioni, aguaplano, 2021

Alessandro Celani, Apocalisse e altre visioni, aguaplano, 2021

Qualche appunto



Ho scoperto questo libro per caso, su internet. Viene riportato il testo presente in copertina, bellissimo, che colpisce perché ha tutti i connotati di un manifesto, di un compito. Il libro non riporta informazioni bibliografiche sull’autore. Da una ricerca si dice che Alessandro Celani è scomparso a causa di una lunga malattia all’età di 48 anni. Era archeologo e insegnante e aveva pubblicato libri di archeologia e di fotografia. Il suo libro precedente “Una lingua in poesia”, è del 2014.
  Il libro è tutto attraversato da premonizioni, lo stesso titolo evoca una possibile controstoria, un tempo non più attraversato dalle vicende umane.
  Tutta la vita quotidiana con le sue presenze più intime, sembra in procinto di un pericolo imminente.
  La natura manda messaggi in forma di forza scontrosa che agisce.
  Sono testi a volte dolentissimi e comunque dotati di una dignità che la poesia permette. Leggiamo qua e là di un padre che si occupa dei figli, vuole preservarne il senso. Un padre che chiede a un angelo che gli mostri la strada del paradiso e invece l’angelo lo richiama al dovere quotidiano: “fare la spesa / prendere i bambini a scuola / pagare il bollo dell’auto”…
  E’ una poesia che guarda, ma anche che riflette, a volte con sottile e amara ironia, chiedendosi, infine, che cosa vale vivere, qual è il senso della vita. Persino quale sia il senso della nostra parola, compito da considerare secondario nel tempo dell’apocalisse e delle visioni in cui una sola Parola vale, una sola, e per sempre.

*

Cercai fra le cose del mondo
il tesoro nascosto della lingua
- con gli spicci ci amammo -
Morte mi colse come un ladro
con la mano infilata dietro un quadro.


*

Fatti feroce poesia
quando i tempi sono feroci
Impara dalle bestie nei campi
come uccidono e sono uccise
Impara dal tempo che viene in soccorso
a chi è già morto fra le acque
Non cedere alle lusinghe dei poeti
dicci la verità sulla morte
chi uccise e chi fu ucciso
nome per nome

*

Considera i tuoi figli nell’inverno
accarezzali
Lascia che si perdano oltre l’orizzonte
né mappa né ricordo né rotta
Non c’è vita lì che tu sappia
se non forse il pesce che ti sfiorò
quando annegavi adolescente
con ai piedi una catena
e alla catena una zavorra
la parola futuro


*

L’odore carnoso del grano ti dice in figura
come fosti di carne un tempo
ne godesti appena un giorno
solstizio che già si fa brezza di sogno

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