Giuseppe Raimondi
Giuseppe Raimondi, due poesie da POESIE (1924 - 1982), Libri Scheiwiller, 1999
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| dalla serie "Un certo sentimento" |
Presagi della nuova stagione
Marzo,
che fai sbatter
le persiane alle finestre,
e nei giardinetti
vai risvegliando
le adolescenti
in blusa verde,
concedimi
di riposar la mia
freddolosa scontentezza invernale
sotto un cielo mattutino
di zaffiro,
ammorbidisci
la luce in fronte
alle bianche ville.
*
Sera d’agosto
Erano queste le ore.
Nessuno parlava. Solo
il tempo passava. Ero
uscito per camminare
nel cortiletto. Rientravo
nella stanza. Mi riempiva
il tuo respiro. Non
udivo altro suono.
Si contavano i minuti.
Qualcuno disse: Sono
le nove. Poi il silenzio
di ogni cosa. Rimase
il mio gelsomino
nelle tue mani.
NOTIZIA
Giuseppe Raimondi (1898 – 1985) nasce a Bologna da una famiglia di artigiani. Dopo l’esperienza giovanile nella “Ronda”, il suo lavoro di saggista si orienta sia verso la letteratura francese, sia verso la prosa scientifica del nostro Seicento, mantenendo una costante “pascaliana” di osservazione morale, attraverso la quale giunge alla narrativa: dal “Giuseppe in Italia” a “Notizie dall’Emilia”.
*
Due eventi stagionali. Il primo: una preghiera e il desiderio del bianco. Il secondo un’attesa, o forse un evento. Il bianco diventa un fatto e il silenzio un modo di percepire. Ma il silenzio improvvisamente invade e allora la parola si svuota.

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