MARCO VISCONTI

Marco Visconti, DUE POESIE da FRONTIERA, Lo specchio, Mondadori, 1953



dalla serie "Un certo sentimento"





Frontiera

Le lunghe file dei vagoni spenti
sotto la pioggia. Passano nel sonno
sotto un cielo invisibile di fari
soldati - in fila indiana - affardellati.


*

Porto libero

Filo spinato - a pezzi - sulla spiaggia.
Un fortino sventrato accoglie i giochi
dei fanciulli. All’ingresso del canale
una vela arancione con lo scafo
invisibile - dietro il molo bianco -
scivola come un trucco di teatro
e sulla strada passa un’autobotte
nuova fumante con su scritto SHELL.


NOTIZIA

Marco Visconti è nato a Milano nel 1920 e si è spento nel 1995 a Roma, dove ha lavorato come regista, autore teatrale e radiotelevisivo. Ha pubblicato cinque libri di poesia: Sera con la ragazza (Ubaldini, 1948), Ferragosto e commiato (Ubaldini, 1950), Poesie (Mondadori, 1953), Una ricerca (Mondadori, 1968), Il micio si è sdraiato sulla luna (Periferia, 1997, postumo). Ha tradotto: Prometeo incatenato di Eschilo (La Fiera Letteraria, 1953), Ifigenia in Aulide (Einaudi, 1955) e, per la RAI, Filottete di Sofocle e Ciclope di Euripide. Ha collaborato a diverse riviste, fra cui "La Fiera Letteraria", "Tempo Presente", "Il Ponte", "Palatina", "Epoca", "Paragone", "Nuovi Argomenti".


***


Due fotografie in bianco e nero, istantanee di un momento. Senza sotterfugi, coinvolgimenti. Ciò che si vede. Non ciò che ci sembra. Poesia difficilissima, perché potrebbe sembrare una scusa per non fare poesia. Nel flusso della Storia, un modo per far apparire la dimensione temporale ristrettissima del reale. Un momento irripetibile. Altro, sarebbe una didascalia del sentimento. Tutta in corsivo.

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