Marco Visconti, TRE POESIE da POESIE, Mondadori, 1954
Marco Visconti, TRE POESIE da POESIE, Mondadori, 1954
Milano
Piazza Duomo. Il pensieroso autunno
mi ha portato tra i rochi altoparlanti
e i cartelloni giganteschi della
pubblicità. Nasce una sera triste
e dolce, coi fanali tremolanti
dei ciclisti. Stasera la città
prendere mi vorrebbe per la mano
e raccontarmi cose nell’orecchio
fra i tavolini d’un caffè. Ma l’aria
- quest’aria - la respiro sempre troppo
nervosamente. Come un clandestino
mi aggiro in Galleria coi vagabondi,
quasi dentro un’immensa ragnatela
filata intorno alle ragazze spente
sul neon che fa malato ogni colore.
Un campanile manda lentamente
la sua vecchia infantile cantilena.
In un brivido sento già l’inverno
e come un pugno mi si stringe il cuore.
Sul nero asfalto uscirò dall’albergo
e prenderò dopo una notte insonne
il primo treno di domani.
Dormirò con il viso nelle mani.
*
Marciapiede
Sotto il fanale della strada nera
la donna abbandonata si dispera
e come un triste ricordo lontana
sputa stella cadente nella sera
l’ultima sigaretta americana.
*
Luce d’agosto
Addio, strade percorse
dal mio lungo soffrire.
Addio, luce d’agosto,
buio del mio morire.
*
C’è la bellezza dello sguardo in questo libro, sugli altri e su se stesso. In se stesso. Parola in bianco e nero. Bassa. Sincera. Le città come apparivano una volta. Un filo sottile con i maestri adolescenti d’una
volta.

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