Olga Sesso Sarti, Echi da varchi vicini, MC, 2025
Olga Sesso Sarti, Echi da varchi vicini, MC, 2025

Le tre sezioni che compongono il libro - Percorsi, Passaggi, Profili - convergono verso uno stesso motivo, e cioè il desiderio di conoscenza del limite oltre il quale il buio annega lo sguardo. Da qui la continua reiterazione della luce, luce che abita la vita, certamente, ma anche luce come desiderio di parusia del divino.
A causa di questa continua tensione, ne consegue che l’essere non vive mai pienamente ma è sempre in allarme, in attesa di qualcosa che potrebbe accadere.
Dimensione dikinsoniana, annota Pasquale Di Palmo, e quindi “condizione” dell’essere proteso verso un desiderio dell’oltre, in grado di realizzare la pienezza della vita.
Il titolo del libro ci restituisce, dunque, il venire, l’accedere delle voci nello spazio amplificato dell’umano dove l’esperienza del ben vivere è sempre alla ricerca di una sua particolare gloria.
E dunque una poesia che conia l’interrogazione, l’elemento astratto del discorso, con l’emozione, laddove la mancanza di risposte genera una parola a calor vivo, quella più umile ed esposta che non ferisce ma che si ferisce.
Olga Sesso Sarti immerge i suoi versi nello spazio naturale delle variazioni climatiche e stagionali, cioè nell’incedere di un tempo che dilava “aspettando che le antiche statue / scendano dai piedistalli anneriti / per passeggiare all’ombra / e riposare da un dolore”.
*
Cercai nel labirinto della mente
la via della rosa che non conosce vento
e della terra che semina i suoi frutti
Cercai le foglie quiete
e l’acqua dei fiumi
e piani di silenzio a darmi pace
Oltre il suono ignaro del mondo
raccolsi una risposta alla mia attesa
che era la sola strada
verso il non-Sé
*
Chiarezza
è stare qui
Conoscere
ogni sfumatura d’aria
e di luce
che sorge e tramonta
senza sforzo
*
Resta immobile
oltre il cortile
dormono anche i cani
rapiti dagli sprazzi d’ombra
in cui si nasconde
l’anima scura dell’inverno
Aspetta
lascia il passo al confine
che tutto segna e tutto divide
prima che la parola
inganni ancora il sogno
*
Una pena sottile
mi brucia il cuore
Il mare
è così vicino
Tu non arrivi
oltre il vetro
si spegne
il sole
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