Maurice Maeterlinck, Stanchezza, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi
Maurice Maeterlinck, Stanchezza , da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero dalla serie "Il viola, soprattutto" Non sanno più dove posarsi, questi baci, Queste labbra su pupille cieche e gelide; Addormentati ormai nel loro sogno orgoglioso, Guardano sognatori come cani sull’erba, La folla delle pecore grige all’orizzonte, Brucare il chiaro di luna sparso sui prati, Alle carezze del cielo, vago come la loro vita; Indifferenti e senza alcuna fiamma d’invidia, Per quelle rose di gioia dischiuse sotto i loro passi; E quel verde, lungo, calmo, che non riescono a capire. * La noia, la tristezza, la stanchezza… Stati d’animo che hanno poco a che fare con la letteratura. Se la poesie le accoglie, allora nasce uno stile, che è la cosa stessa; non un abito da indossare per gli altri, ma un modo di essere. Da Leopardi in poi la poesia è un modo di essere... * Maurice Maeterlinck, WIKIPEDIA