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Marco Vitale, La strada di Morandi , Passigli, 2024   Una nota   Mi sono già occupato della poesia di Marco Vitale - alcuni interventi si possono nel precedente blog di Compitu re vivi, ora denominato "archivio".   Il suo ultimo libro conferma l’innegabile delicatezza del dettato, la concretezza della realtà descritta, sia fisica che psicologica. Si è parlato giustamente, nel caso di questo poeta, di poesia elegiaca, senza dimenticare, però che l’elegia sottintende una malinconia di fondo, una sorta di sfuggevolezza che a volte porta la parola a trincerarsi dietro la certezza della tradizione, e cioè di un dettato sintatticamente robustissimo.   Un altro puntello è costituito dal lavoro di traduzione dal francese - lingua puntigliosa, alla quale nessuna ombra sfugge - presente in questo libro con un corposo quaderno di traduzioni.   La limpidezza dello stile viene dunque dagli esempi di una nostra lingua antecedente e, malgrado l’apparente assenza di screpolat...

Alessandro Celani, Apocalisse e altre visioni, aguaplano, 2021

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Alessandro Celani, Apocalisse e altre visioni, aguaplano, 2021 Qualche appunto Ho scoperto questo libro per caso, su internet. Viene riportato il testo presente in copertina, bellissimo, che colpisce perché ha tutti i connotati di un manifesto, di un compito. Il libro non riporta informazioni bibliografiche sull’autore. Da una ricerca si dice che Alessandro Celani è scomparso a causa di una lunga malattia all’età di 48 anni. Era archeologo e insegnante e aveva pubblicato libri di archeologia e di fotografia. Il suo libro precedente “Una lingua in poesia”, è del 2014.   Il libro è tutto attraversato da premonizioni, lo stesso titolo evoca una possibile controstoria, un tempo non più attraversato dalle vicende umane.   Tutta la vita quotidiana con le sue presenze più intime, sembra in procinto di un pericolo imminente.   La natura manda messaggi in forma di forza scontrosa che agisce.   Sono testi a volte dolentissimi e comunque dotati di una dignità che la poesia per...

Francesco Gabellini, La pianta del buio, RP, 2025

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Francesco Gabellini, La pianta del buio, RP, 2025   Non conosco la produzione in dialetto di Francesco Gabellini. Gianfranco Lauretano, nella post fazione, si chiede “cosa sia successo” che giustifichi questo passaggio alla lingua italiana, anche perché annota, “la poesia gabelliana in dialetto aveva ottenuto ottimi risultati e si era ricavato un suo spazio originale, interno ed equidistante dai due fulcri fondamentali della generazione precedente dei grandi autori della sua terra”.   Mi sembra di capire che in questo discorso, più di ogni altra cosa, valga la parola “terra”, e cioè l’appartenenza a una stratificazione di parole che qui si palesa nell’evocazione di fatti e persone, e soprattutto nell’abitare una natura ancora resistente alle lusinghe della modernità.   Lo sfondo del libro, insomma, fa apparire i contorni della terra antica dove le parole, perdute e affossate, sono ancora disponibili all’incontro.   Lauretano evidenzia ancora come il racconto di que...

Enrico De Lea, Cacciavento, Anterem, 2023

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  Enrico De Lea, Cacciavento , Anterem, 2023                                                                                     (Qualche appunto)      In una mia prossima pubblicazione su un inventario della poesia siciliana del Novecento, ho scritto come questa sia attraversata dal tema comune dell’appartenenza, sia fisica che psicologica, a una stessa terra. E’ una caratteristica che probabilmente la differenzia da tutte le altre letterature regionali rendendola unica, e questo malgrado la Sicilia sia sempre stata investita e attraversata da culture, mode, estetiche, filosofie, elementi di volta in volta amalgamati in una sorta di laboratorio linguistico per nulla pacificato ma sempre in collisione. Tra l’altro è...

Monica Messa, Una pistola al luna park, RP, 2024

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  Monica Messa, Una pistola al Luna Park , RP, 2024 Il titolo scelto per il libro potrebbe portare il lettore a immaginare una trama in chiaroscuro, da romanzo nero, metropolitano e, persino, per conseguenze, una certa velocità di stile, adatta all’azione breve, cinematografica. Conviene, dunque, leggere il testo dove è presente l’immagine della pistola: Ho la felicità inceppata come una pistola al Luna Park - dieci colpi, cento lire - era il prezzo della libertà. Il crepuscolo è caduto irrimediabilmente su tutte le cose e in questa nuova estate si rintanano le lucciole. Si tratta, insomma, della metafora di una condizione esistenziale. L’immagine ci riporta all’ossessione centrale del libro e cioè il Dolore percepito sul proprio corpo e osservato con partecipazione sul corpo degli altri: “Sono spezzata // Spezzata in un punto / a metà della schiena”. Questi, “altri” spesso sono chiamati fratelli, gente che si muove senza meta per le strade; donne soprattutto, ritratte nel loro e...