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Georgij Ivànov, RITRATTO SENZA SOMIGLIANZA, La Vita Felice, 2025

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Georgij Ivànov, RITRATTO SENZA SOMIGLIANZA , La Vita Felice, 2025 a cura di Carmelo Pistillo traduzione di Bruno Osimo versione ritmica con testo russo accentato a fronte   Il lavoro di Carmelo Pistillo sul poeta russo Georgij Ivànov, è prezioso e importante per diversi motivi. Innanzitutto la finezza dell’operazione: la versione ritmica, ad esempio, suggerisce un modo diverso di fare traduzione, e cioè un’aderenza “formale” a tutti i costi che, in quanto tale, cerca di restituire, oltre al senso, anche i valori metrici e sonori del testo originale. Il monumentale saggio finale, “Da Pùškin agli specchi di Ivànov”, di Claudio Pistillo, ricostruisce, con dovizia di particolari e ricchezza di informazioni, l’ambiente culturale e sociale degli anni a cavallo tra la monarchia e la rivoluzione in cui operarono i grandi poeti russi: simbolisti, futuristi, acmeisti. Non per ultimo, trovo rilevante una dichiarazione di Giorgio Caproni, citata nell’introduzione: “I veri grandi poeti sono i ...

Marco Fregni, Oscillazioni, Tra poesia e morte, Campanotto, 2025

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Marco Fregni, Oscillazioni, Tra poesia e morte , Campanotto, 2025   In questo suo recentissimo lavoro antologico, Marco Fregni riprende un discorso che già gli apparteneva, declinato, tra l’altro, in uno splendido libro di acconti, uno dei libri più belli e inquietanti che mi sia capitato leggere, “Al di là di ogni aldilà”.   Bisogna citare alcuni passaggi di una sua nota allegata al libro: “Mi accompagna da sempre, una originaria consapevolezza legata ad una profonda percezione dell’idea della morte (…) Morte intesa, è bene chiarirlo, come avamposto del nulla, come perdita totale d’ogni ulteriore soffio- respiro, luogo di disabitata assenza in cui non esiste possibilità o consolazione, dove non resiste il mistero”.   Se in quei racconti Marco Fregni aveva provato a indagare l’entità del non luogo, compiendo tentativi di ricognizione immaginativa, tutta la prima parte di questo nuovo libro si svolge in dittici (la Distanza, l’Esilio, il Dubbio, la Cenere, l’Eclissi e, in...
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Marco Vitale, La strada di Morandi , Passigli, 2024   Una nota   Mi sono già occupato della poesia di Marco Vitale - alcuni interventi si possono nel precedente blog di Compitu re vivi, ora denominato "archivio".   Il suo ultimo libro conferma l’innegabile delicatezza del dettato, la concretezza della realtà descritta, sia fisica che psicologica. Si è parlato giustamente, nel caso di questo poeta, di poesia elegiaca, senza dimenticare, però che l’elegia sottintende una malinconia di fondo, una sorta di sfuggevolezza che a volte porta la parola a trincerarsi dietro la certezza della tradizione, e cioè di un dettato sintatticamente robustissimo.   Un altro puntello è costituito dal lavoro di traduzione dal francese - lingua puntigliosa, alla quale nessuna ombra sfugge - presente in questo libro con un corposo quaderno di traduzioni.   La limpidezza dello stile viene dunque dagli esempi di una nostra lingua antecedente e, malgrado l’apparente assenza di screpolat...

Alessandro Celani, Apocalisse e altre visioni, aguaplano, 2021

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Alessandro Celani, Apocalisse e altre visioni, aguaplano, 2021 Qualche appunto Ho scoperto questo libro per caso, su internet. Viene riportato il testo presente in copertina, bellissimo, che colpisce perché ha tutti i connotati di un manifesto, di un compito. Il libro non riporta informazioni bibliografiche sull’autore. Da una ricerca si dice che Alessandro Celani è scomparso a causa di una lunga malattia all’età di 48 anni. Era archeologo e insegnante e aveva pubblicato libri di archeologia e di fotografia. Il suo libro precedente “Una lingua in poesia”, è del 2014.   Il libro è tutto attraversato da premonizioni, lo stesso titolo evoca una possibile controstoria, un tempo non più attraversato dalle vicende umane.   Tutta la vita quotidiana con le sue presenze più intime, sembra in procinto di un pericolo imminente.   La natura manda messaggi in forma di forza scontrosa che agisce.   Sono testi a volte dolentissimi e comunque dotati di una dignità che la poesia per...

Francesco Gabellini, La pianta del buio, RP, 2025

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Francesco Gabellini, La pianta del buio, RP, 2025   Non conosco la produzione in dialetto di Francesco Gabellini. Gianfranco Lauretano, nella post fazione, si chiede “cosa sia successo” che giustifichi questo passaggio alla lingua italiana, anche perché annota, “la poesia gabelliana in dialetto aveva ottenuto ottimi risultati e si era ricavato un suo spazio originale, interno ed equidistante dai due fulcri fondamentali della generazione precedente dei grandi autori della sua terra”.   Mi sembra di capire che in questo discorso, più di ogni altra cosa, valga la parola “terra”, e cioè l’appartenenza a una stratificazione di parole che qui si palesa nell’evocazione di fatti e persone, e soprattutto nell’abitare una natura ancora resistente alle lusinghe della modernità.   Lo sfondo del libro, insomma, fa apparire i contorni della terra antica dove le parole, perdute e affossate, sono ancora disponibili all’incontro.   Lauretano evidenzia ancora come il racconto di que...