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Cristina Simoncini, Linea di mira, Pietre Vive, collana Perigeion, 2025

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Cristina Simoncini, Linea di mira , Pietre Vive, collana Perigeion, 2025    Mi chiedo sempre se, quando un libro di poesia racconta, non sia da inquadrare nel contesto dell’epica. L’epica è scrittura che riassume in sé tutti i generi in funzione di un racconto collettivo. Include anche la lirica, i momenti altisonanti del sentimento non trattenuto.   Così appare la scrittura di Cristina Simoncini, e cioè un’epopea famigliare scritta con le porte e le finestre spalancate, ricostruita attraverso la memoria sfogliando l’album dei ricordi, i momenti congelati nell’istante stesso dell’accadere.   Nell’intervista in coda al libro, Simoncini confessa di aver letto molta prosa per poi accostarsi alla poesia, percorso effettivamente verificabile negli esiti della sua scrittura, una poesia che racconta, appunto, preservandosi tuttavia, una zona oscura del senso, un suo modo più intimo di custodire. Una doppia strada, quindi: da una parte l’epopea storica, che ci vive e che n...

Francesca Innocenzi, Corpo di figlia, puntoacapo, 2025

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Francesca Innocenzi, Corpo di figlia , puntoacapo, 2025   “qualcosa ti trema di orfanezza alle spalle”. E’ un verso citato da Mauro Ferrari in una nota che accompagna il libro e che ben sintetizza il tema portante della raccolta: un consuntivo personale, di natura biografica, che poi investe una riflessione più grande sulla Storia che ci circonda, sui meccanismi di contaminazione o di ritrosia che l’essere elabora verso gli altri.   Questi “altri” prima di tutto sono le persone che ci sono più vicine, i protagonisti prossimi del nostro personale romanzo di formazione che ci puntellano e ci spronano ma che, a un certo punto si allontanano costringendoci a una resa dei conti dolorosa e necessaria.   La poesia è sempre parola esigentissima, si pone come specchio di una risoluzione formale; chiede, cioè, ai più alti gradi, che la vita sia riassunta nella forma più stringente, la più efficace.   Così il culmine della tensione è raggiunto nella descrizione di una “sala d’a...

Georgij Ivànov, RITRATTO SENZA SOMIGLIANZA, La Vita Felice, 2025

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Georgij Ivànov, RITRATTO SENZA SOMIGLIANZA , La Vita Felice, 2025 a cura di Carmelo Pistillo traduzione di Bruno Osimo versione ritmica con testo russo accentato a fronte   Il lavoro di Carmelo Pistillo sul poeta russo Georgij Ivànov, è prezioso e importante per diversi motivi. Innanzitutto la finezza dell’operazione: la versione ritmica, ad esempio, suggerisce un modo diverso di fare traduzione, e cioè un’aderenza “formale” a tutti i costi che, in quanto tale, cerca di restituire, oltre al senso, anche i valori metrici e sonori del testo originale. Il monumentale saggio finale, “Da Pùškin agli specchi di Ivànov”, di Claudio Pistillo, ricostruisce, con dovizia di particolari e ricchezza di informazioni, l’ambiente culturale e sociale degli anni a cavallo tra la monarchia e la rivoluzione in cui operarono i grandi poeti russi: simbolisti, futuristi, acmeisti. Non per ultimo, trovo rilevante una dichiarazione di Giorgio Caproni, citata nell’introduzione: “I veri grandi poeti sono i ...

Marco Fregni, Oscillazioni, Tra poesia e morte, Campanotto, 2025

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Marco Fregni, Oscillazioni, Tra poesia e morte , Campanotto, 2025   In questo suo recentissimo lavoro antologico, Marco Fregni riprende un discorso che già gli apparteneva, declinato, tra l’altro, in uno splendido libro di acconti, uno dei libri più belli e inquietanti che mi sia capitato leggere, “Al di là di ogni aldilà”.   Bisogna citare alcuni passaggi di una sua nota allegata al libro: “Mi accompagna da sempre, una originaria consapevolezza legata ad una profonda percezione dell’idea della morte (…) Morte intesa, è bene chiarirlo, come avamposto del nulla, come perdita totale d’ogni ulteriore soffio- respiro, luogo di disabitata assenza in cui non esiste possibilità o consolazione, dove non resiste il mistero”.   Se in quei racconti Marco Fregni aveva provato a indagare l’entità del non luogo, compiendo tentativi di ricognizione immaginativa, tutta la prima parte di questo nuovo libro si svolge in dittici (la Distanza, l’Esilio, il Dubbio, la Cenere, l’Eclissi e, in...
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Marco Vitale, La strada di Morandi , Passigli, 2024   Una nota   Mi sono già occupato della poesia di Marco Vitale - alcuni interventi si possono nel precedente blog di Compitu re vivi, ora denominato "archivio".   Il suo ultimo libro conferma l’innegabile delicatezza del dettato, la concretezza della realtà descritta, sia fisica che psicologica. Si è parlato giustamente, nel caso di questo poeta, di poesia elegiaca, senza dimenticare, però che l’elegia sottintende una malinconia di fondo, una sorta di sfuggevolezza che a volte porta la parola a trincerarsi dietro la certezza della tradizione, e cioè di un dettato sintatticamente robustissimo.   Un altro puntello è costituito dal lavoro di traduzione dal francese - lingua puntigliosa, alla quale nessuna ombra sfugge - presente in questo libro con un corposo quaderno di traduzioni.   La limpidezza dello stile viene dunque dagli esempi di una nostra lingua antecedente e, malgrado l’apparente assenza di screpolat...