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Stylos, appunti tra arte e vita 5

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Stylos, appunti tra arte e vita 5 dalla serie "Scarabocchi col tablet" Ripulire. Sfrondare. Tenere le parole necessarie. Gli avanzi non servono. Sono scorie.   Eppure ciò che scartiamo è il sacrificio per far apparire la Bellezza. Ma se non avessimo l‘involucro, la Bellezza potrebbe apparire?   L’involucro, in realtà, ci dice di una lotta tra ciò che è, e ciò che vuole apparire nel suo fulgore. Costi quel che costi. Ci dice che la parola si forma nel crogiolo delle forze che vogliono darsi forma. Anche la parola conosce l’istinto di sopravvivenza e la totalità del progetto. Censurando la parola superflua, noi diamo forma al mondo e, nello stesso tempo, lo neghiamo. E questo perché il mondo non è ciò che pensiamo e che quindi creiamo, ma ciò che già è.   La poesia, allora, splendente nella sua forma scelta, finale, conserva in sé anche ciò che non è, che si è ritirato, sconfitto, sacrificato, ma che continua a girarle intorno. Se la poesia non ha conservato il ricordo di q...

Stylos, appunti tra arte e vita 4

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Stylos, appunti tra arte e vita  4 dalla serie "Scarabocchi col tablet" 4 La poesia non è mai sola. Essa non dipende dall’etica dello Stato ma dalle fluttuazioni della Comunità. Lo Stato ha gli strumenti per pesare e giudicare. Gli strumenti della Comunità sono punti di vista. La poesia appartiene alla Comunità, quindi non è mai giusta. Ma la poesia è anche una parola disposta a non appartenere proprio perché lo sguardo della Comunità è fluttuante. Allora la poesia si ritrae. La Comunità non pesa ma fiuta e la parola fiutata è sempre in pericolo.

Stylos, appunti tra arte e vita 3

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Stylos, appunti tra arte e vita 3 dalla serie "Scarabocchi col tablet" 3 Occorre riassumere la propria opera e consegnarla, salvare ciò che riteniamo necessario. Dobbiamo provvedere noi stessi, non gli altri. A volte le parole non belle ci sembrano più necessarie. Sono quelle che tengono le porte aperte mentre le altre, quelle conchiuse, le hanno già sbarrate. Occorre garantire la somiglianza e la differenza: Ecco, gli assomiglio. Ecco: mi è distante

Stylos, appunti tra arte e vita 2

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Stylos, appunti tra arte e vita 2 dalla serie "Scarabocchi col tablet" 2 Inutile lasciare tracce di sé, dice qualcuno; tanto il mondo è destinato allo sfascio e niente potrà la nostra debole traccia ad evitare l’apocalisse.   Ma si tratta di altro. Si tratta di garantire la scelta. Arrogarsi il diritto di sopravvivere alla morte con i propri atti e le proprie parole, non serve a noi ma a chi verrà.   E’ sempre necessario poter discernere tra ciò che riteniamo bene e ciò che riteniamo male; tra il giusto e l’ingiusto; il plausibile e l’inverosimile; il necessario e il superfluo, e questo è il motivo per cui le parole dei poeti non devono scomparire.   E’ necessario un inventario per poter scegliere, sottratto al gesto di chi ha scelto per noi. La damnatio memoriae delle parole serve solo a chi prepara un canone.   Le parole dei poeti non cambieranno il mondo, certo. Permetteranno a chi verrà di esercitare la propria libertà.

Stylos, appunti tra arte e vita

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Stylos, appunti tra arte e vita 1 dalla serie "Scarabocchi col tablet" 1 La poesia di ogni poeta dovrebbe porsi tra due limiti: due esempi di poesia. La prima è la poesia più distante. La seconda quella più vicina. La prima serve a cogliere le differenze. La seconda le somiglianze. Nel mezzo si pone la coscienza della propria scrittura.