Armand Sully Prudhomme, Il vaso infranto, da Stanze e poemi, 1865
Armand Sully Prudhomme, Il vaso infranto, da Stanze e poemi, 1865, traduzione di Piero Raimondi
dalla serie "Terrae"
Il vaso in cui questa verbena muore
fu incrinato da un colpo di ventaglio;
il colpo appena appena lo sfiorò:
nessun rumore lo ha rivelato.
Ma la sottile lieve incrinatura
che ne morde il cristallo ad ogni giorno,
con una marcia sicura e invisibile
ne ha fatto lentamente tutto il giro.
L’acqua fresca è fuggita goccia a goccia,
si è consumato l’umore dei fiori:
non se n’é accorto nessuno ancora;
non lo toccate, il vaso ormai è infranto.
Spesso così la mano che si ama
intacca il cuore se appena lo sfiora,
e poi il cuore da solo si spezza
e il fiore del suo amore illanguidisce.
Integro sempre per gli occhi del mondo,
crescere sente e poi piangere piano
la sua sottile e profonda ferita;
il vaso è infranto, non lo toccate.
*
E’ il testo più famoso di Armand Sully Prudhomme, considerato parnassiano minore.
Rileggere tutto. Infischiarsene dei “grandi”. Che la poesia, proprio quella, sia nervo della propria vita. L’alimento che serve.
SULLY-PRUDHOMME, René-François-Armand Prudhomme, detto - Enciclopedia - Treccani
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