Carlo Di Legge commenta COMPITU RE VIVI

 A distanza di molti anni dalla pubblicazione, Carlo Di Legge mi dedica un'approfondita recensione su COMPITU RE VIVI, con richiami a INFANZIA RESA  e a DOLORE DELLA CASA. Lo ringrazio molto, unitamente agli editori di  PUNTO, ALMANACCO LETETRAIO.





Compitu re vivi è (con gli altri due libri qui citati) come una specie di monumento alla singolarità irriducibile della poesia: non si riconduce ad altra esperienza di poesia che io conosca se non per eco e risonanza molto lontana, parziale, come quando si legge “Chi scrive, oggi, deve trovare in se stesso il luogo più duro e doloroso per scrivere” (Intervista in IR, 129): ma qui i versi della poesia non ci svelano, piuttosto, un aspetto di noi stessi?
È perché infine si possa apprendere

 … la lingua delle parole

mute, l’amore nel sonno, la distanza

della luce dal suo chiarore (Compitu re vivi, 121 – Corsivo nel testo)


Carlo Di Legge su "Compitu re vivi" di Sebastiano Aglieco

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