Stylos, appunti tra arte e vita 15

 Stylos, appunti tra arte e vita 15




dalla serie "Scarabocchi col tablet"


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Scrivere poesia deve essere avvertito come un gesto pericoloso, conturbante. Non consolatorio e nemmeno gratificante. Molti scrivono, invece di mangiare cioccolato. Nel senso che si autocelebrano in una sorta di piacere, di onanismo, così dopo si sentono meglio.

Scrivere è un gesto che si trascina il peso dei mondi; non è cosa gradevole.

Scrivere è bruciarsi nella fucina dell’incompiuto per ricavare il frammento di un diamante, operazione che può approdare facilmente alla catastrofe.

Nessuna appartenenza sociale e culturale, alta o bassa, garantisce di essere discreti, mediocri o sommi poeti. Ho letto cose orribili scritte da onorevoli professionisti e intellettuali, e cose degne di nota scaturite dalla penna di semplici operai.

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