Armand Sully Prudhomme, Rassomiglianza , da Stanze e poemi, 1865, traduzione di Piero Raimondi dalla serie "Terrae" Da me desiderate di sapere donde viene l’affetto mio per voi; io vi amo e vi dico ora perché: assomigliate alla mia giovinezza. Spesso i neri vostri occhi sono molli per la speranza oppur per la tristezza e siete sempre immersa dentro un sogno: assomigliate alla mia giovinezza. La vostra testa è tutta puro marmo, creato per il cielo della Grecia, dove il candore brilla nell’azzurro: assomigliate alla mia giovinezza. Ogni giorno io tendo a voi la mano, e vi offro l’amore che vi opprime, ma voi la vostra strada proseguite: assomigliate alla mia giovinezza. * Che cos’è, dunque, l’amore: un lontano ricordo di giovinezza? Un sentirsi sempre giovani guardando l’altro? L’altro, però, non ci guarda, e dunque l’Amore si fa qualcosa di irraggiungibile. Dunque, il vero amore, è quello che non possiamo raggiungere? SULLY-PRUDHOMME, René-François-Armand Prudhomme, detto...