Post

Stylos, appunti tra arte e vita, 6

Immagine
Stylos, appunti tra arte e vita, 6 dalla serie "Scarabocchi col tablet" Si dice che, se sottraggo una virgola, un punto, una parola alla forma del testo, tutta la costruzione precipita miseramente. Ma se la costruzione precipita, vuol dire che era debole.  Un testo può reggersi sullo splendore abbagliante e vacuo della sua sola forma ma è destinato a bruciarsi. La poesia è fatta di forma che si vede e di forma che non si vede. La materia non si regge da sola, sente la materia oscura che la circonda e la sostiene. La materia oscura è il contenuto, l’oscuro richiamo che informa. Poesia formale: se la forma non è circondata dalla potenza inconoscibile e incontrollabile del contenuto. Senza contenuto non ci può essere poesia. La sola forma non fa poesia.  Il processo è verificabile all’origine. Dicevo ai bambini quando scrivevano: se il testo è da correggere troppo, occorre riscriverlo. Il bambino usa la forma. Può darsi che nell’incompiuto del suo testo la poesia si nasconda d...

Frédéric Mistral, La mia Tomba

Immagine
dalla serie "Scarabocchi col tablet"   Frédéric Mistral, La mia Tomba Ho sotto gli occhi il recinto e la bianca cupoletta dove, simile a una chiocciola, mi ritirerò nell’ombra. Supremo sforzo d’orgoglio, che vinca il tempo vorace, non impedisce che giunga presto o tardi il lungo oblio. E se qualcuno domanderà a Gian de Fichi, a Gianni Ghetta - E quella cupola? - essi diranno: - Quella è la tomba di un poeta. Un poeta che scrisse canzoni a una bella Provenzale, il cui nome era Mirella; come zanzare in Camargue sono sparse un po’ ovunque… Ma lui restava a Maillane e gli anziani del paese l’hanno visto sui sentieri. - Diranno un giorno: - Era un tale eletto re di Provenza… Ma il suo nome resta solo nei canti dei grilli bruni. - Alla fine si dirà: - Questa è la tomba di un mago: una stella a sette punte spicca sopra il monumento. (1907) * In che modo ogni poeta immagina la sua tomba? La cosa importante è che si sappia che si tratta della tomba di un poeta. Perché i poeti sono ma...

Stylos, appunti tra arte e vita 5

Immagine
Stylos, appunti tra arte e vita 5 dalla serie "Scarabocchi col tablet" Ripulire. Sfrondare. Tenere le parole necessarie. Gli avanzi non servono. Sono scorie.   Eppure ciò che scartiamo è il sacrificio per far apparire la Bellezza. Ma se non avessimo l‘involucro, la Bellezza potrebbe apparire?   L’involucro, in realtà, ci dice di una lotta tra ciò che è, e ciò che vuole apparire nel suo fulgore. Costi quel che costi. Ci dice che la parola si forma nel crogiolo delle forze che vogliono darsi forma. Anche la parola conosce l’istinto di sopravvivenza e la totalità del progetto. Censurando la parola superflua, noi diamo forma al mondo e, nello stesso tempo, lo neghiamo. E questo perché il mondo non è ciò che pensiamo e che quindi creiamo, ma ciò che già è.   La poesia, allora, splendente nella sua forma scelta, finale, conserva in sé anche ciò che non è, che si è ritirato, sconfitto, sacrificato, ma che continua a girarle intorno. Se la poesia non ha conservato il ricordo di q...

Stylos, appunti tra arte e vita 4

Immagine
Stylos, appunti tra arte e vita  4 dalla serie "Scarabocchi col tablet" 4 La poesia non è mai sola. Essa non dipende dall’etica dello Stato ma dalle fluttuazioni della Comunità. Lo Stato ha gli strumenti per pesare e giudicare. Gli strumenti della Comunità sono punti di vista. La poesia appartiene alla Comunità, quindi non è mai giusta. Ma la poesia è anche una parola disposta a non appartenere proprio perché lo sguardo della Comunità è fluttuante. Allora la poesia si ritrae. La Comunità non pesa ma fiuta e la parola fiutata è sempre in pericolo.

Stylos, appunti tra arte e vita 3

Immagine
Stylos, appunti tra arte e vita 3 dalla serie "Scarabocchi col tablet" 3 Occorre riassumere la propria opera e consegnarla, salvare ciò che riteniamo necessario. Dobbiamo provvedere noi stessi, non gli altri. A volte le parole non belle ci sembrano più necessarie. Sono quelle che tengono le porte aperte mentre le altre, quelle conchiuse, le hanno già sbarrate. Occorre garantire la somiglianza e la differenza: Ecco, gli assomiglio. Ecco: mi è distante