Frédéric Mistral, La mia Tomba
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| dalla serie "Scarabocchi col tablet" |
Frédéric Mistral, La mia Tomba
Ho sotto gli occhi il recinto
e la bianca cupoletta
dove, simile a una chiocciola,
mi ritirerò nell’ombra.
Supremo sforzo d’orgoglio,
che vinca il tempo vorace,
non impedisce che giunga
presto o tardi il lungo oblio.
E se qualcuno domanderà
a Gian de Fichi, a Gianni Ghetta
- E quella cupola? - essi diranno:
- Quella è la tomba di un poeta.
Un poeta che scrisse canzoni
a una bella Provenzale,
il cui nome era Mirella;
come zanzare in Camargue
sono sparse un po’ ovunque…
Ma lui restava a Maillane
e gli anziani del paese
l’hanno visto sui sentieri. -
Diranno un giorno: - Era un tale
eletto re di Provenza…
Ma il suo nome resta solo
nei canti dei grilli bruni. -
Alla fine si dirà:
- Questa è la tomba di un mago:
una stella a sette punte
spicca sopra il monumento.
(1907)
*
In che modo ogni poeta immagina la sua tomba? La cosa importante è che si sappia che si tratta della tomba di un poeta. Perché i poeti sono maghi e recano sulla loro testa il bagliore di una stella.
*

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