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Carlo Di Legge, Buenos Aires, Benares, Edizione trilingue, Delta 3 Edizioni, 2024

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Carlo Di Legge, Buenos Aires, Benares , Edizione trilingue, Delta 3 Edizioni, 2024   Ci sono vari passaggi per avvicinarsi a questo libro, comunque “sfumature”, rispetto al progetto nel suo insieme.   Sceglierei il capitolo “Perché leggi la storia” in cui leggiamo una citazione di Tucidide: “...se quanti vorranno vedere la verità degli / avvenimenti passati / e di quelli che nel futuro si saranno rivelati, in / conformità con la natura umana, / tali o simili a questi, giudicheranno utile la / mia narrazione, sarà sufficiente”.   La narrazione qui può essere riferita non solo a Tucidide ma al racconto dello stesso Di Legge a proposito dei fatti rivelati nel passato e nel futuro, in conformità con la storia della natura umana.   Si professa insomma un sostanziale pessimismo o un ineludibile ostracismo rispetto al tempo che ci consuma perché ciò che accade veramente è una corrispondenza misteriosa, un’obbedienza a leggi che non possiamo comprendere.   Contro le az...

Stylos, appunti tra arte e vita 18

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 Stylos, appunti tra arte e vita 18 dalla serie "Disegni col tablet" 18 Credere a Dio è un desiderio di sopravvivenza, la resistenza che fa il corpo alla sparizione. Gli occhi non sopportano confini. Vogliono vedere sempre un po’ più in là.

Stylos, appunti tra arte e vita 17

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 Stylos, appunti tra arte e vita 17 dalla serie "Disegni col tablet" 17 La violenza del mondo è atavica. Non si tratta di una questione culturale ma di una legge di Natura. La Natura non ha etica né morale. L’uomo in rivolta è sempre, in realtà, un uomo rivoltato.

Stylos, appunti tra arte e vita 16

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Stylos, appunti tra arte e vita 16 dalla serie "Disegni col tablet" 16 Ogni turris eburnea - la mia - custodisce le voci accecate dalla violenza del mondo.  Gridano dentro.  Per me.  Non fuori.

Salvatore Orofino, Ciao, Sono Luca, Zona contemporanea, 2025

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Salvatore Orofino, Ciao, Sono Luca , Zona contemporanea, 2025 Scrivere una storia d’amore in poesia è una prova delle più difficili. E per vari motivi: l’argomento in sé è capace di bruciare la scrittura, rendendola fragile. Le retoriche dell’ultima poesia hanno pesantemente censurato il tema, posizionandolo sul terreno di una pericolosa retorica, di un sentimentalismo da letteratura rosa. Evidentemente, per scriverne, bisogna liberarsi di questi ricatti. L’Amore è sicuramente una potente creatura - un senso e non un sentimento lo definiva Maria Montessori - . Trascina con sé, facendo perdere la bussola. Anche nella scrittura. Lo sapevano bene Leopardi, Alexaindre, Salinas, i quali avevano capito che A/more contiene già in sé il rischio, il colore oscuro. E così Salvatore Orofino, il quale fa precedere ogni capitolo del suo resoconto amoroso dall’immagine di una mossa di scacchi, a segnare la possibilità di una vittoria o di una sconfitta: “Lui aveva avuto un privilegio, l’aveva rivis...