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La Bellezza: Francis Jammes

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Francis Jammes, Preghiera per andare in paradiso con gli asini , da QUATTORDICI PREGHIERE, Edizioni Fussi, 1956 dalla serie "Ritagli" Preghiera per andare in paradiso con gli asini Quando dovrò venire verso di te, Signore, fa che un bel giorno sia, che la campagna in fiore risplenda. Il mio sentiero vorrei, come quaggiù, scegliermi per andare, come mi piacerà, al Paradiso, dove di giorno son le stelle. Prenderò il mio bastone e sulla strada grande andrò, dicendo ai miei amici, gli asinelli: Io sono Francis Jammes e vado in Paradiso, ché non c’è inferno nel paese del buon Dio. E dirò lor: Venite, del cielo azzurro, amici, povere bestie che con un muover d’orecchi discacciate le api, le busse e i tafani… Che io ti apparisca in mezzo a queste bestie, che per questo mi piacciono: che abbassano la testa dolcemente e si fermano giungendo i lor piedini in un modo dolcissimo e che ti fa pietà. Arriverò seguito da migliaia d’orecchi, da quelli che portarono pesanti ceste ai fianchi, ...

Su GRADIVA n. 69/026, una recensione a mia cura su un libro di Renato Pennisi

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 Su GRADIVA n. 69/026 , una recensione a mia cura su un libro di Renato Pennisi (...) La lingua di Pennisi si configura come stacco, freccia appuntita; ma anche mazzo di fiori, canto solare e funebre. Sono tutte ricorrenze che possiamo ritrovare non solo nella scrittura di Pennisi e che suggeriscono una lingua non assuefatta alle mode, scarsamente dipendente da un contesto culturalmente allargato, a la mode , piuttosto assimilabile a un pensiero meridiano di stampo mediterraneo che poco a a che fare con le brume di un Nord culturalmente egemone. (...)

Su Gradiva, una mia recensione per Marco Bellini: L'orizzonte che ci spetta

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 S u GRADIVA n. 69/2026 , una recensione a mia cura per il libro di Marco Bellini. (...) La scrittura di Bellini, già dalle prime pagine di questo libro, sistema, nel vasto orizzonte, le cose che si sono calmate, che deperiscono, che “scolano” il loro corpo restituendolo alla terra ... (...) Questo sguardo minimo e misurato consente a Marco Bellini di esercitare l’arte di una sottile auscultazione; più che il grido scagliato contro il vuoto di Dio, verso l’immensità inconcepibile delle stelle, forse vale di più il noioso, eppur naturale orizzonte in cui le cose si giocano la loro esistenza... Gradiva. Number 69 • Spring 2026

Una mia recensione su IL SEGNALE N. 33/2026

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  Sull'ultimo numero de IL SEGNALE, Percorsi di ricerca letteraria, una mia recensione al libro di Luigi Cannone, Ottave, puntoacapo, 2025 (...) Volendo riassumere, due sono le suggestioni che informano queste ottave. La prima ha a che fare, e in maniera assai esplicita, con le Elegie duinensi di Rilke: «Dovremmo imparare ad essere qui, / ma partendo dal riflesso del cielo, / non dovremmo aver paura del mondo, / perché vivere è esistere cadendo». Cannone reitera la presenza costante di un presente da vivere senza domande, senza nostalgie, se non nell’unica e persistente coscienza di un transeunte che, in/formando la presenza delle cose, ne dichiara, nello stesso tempo, l’essenza di morte - «vuoto il vuoto che divora il presente», scrive - . La vita è l’istante di gioia che ci illumina, «un lampo di ricordi», e cioè un vivere brevemente, nel riassunto raggrumato del tutto che abbiamo avuto. Il libro, insomma, non rinuncia alla gioia dell’istante, ma si tenga conto che questo istant...

Stylos, appunti tra arte e vita 20

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Stylos, appunti tra arte e vita 20 dalla serie "Disegni da tablet" 20 Che cos’è il silenzio di Dio? E’ la prova dell’ignoranza universale. E cioè il so di non sapere. Il sa di non sapere.