LA BELLEZZA: Marguerite Yourcenar
Marguerite Yourcenar, da I doni di Alcippe , Bompiani, 1987 dalla serie "Disegni col tablet" Non ho fatto che esitare Non ho fatto che esitare; bisognava accorrere; bisognava chiamare; non ho fatto che tacere. Ho troppo a lungo calcato il mio sentiero solitario; non avevo presagito che stavi per morire. Non avevo previsto che avrei visto asciugarsi la sorgente alla quale ci si lava e ci si disseta; non avevo capito che esistono sulla terra frutti amari e dolci che la morte deve maturare. L’amore non è più che un nome; l’essere non è più che un numero; per la strada sotto il sole avevo cercato la tua ombra; batto i miei rimorsi contro gli angoli della tomba. La morte meno esitante ha saputo meglio raggiungerti. Se a me pensi, deve compatirmi il tuo cuore. E ci si crede ciechi alla morte di una torcia. Cosa avviene? Un rimorso? Una nostalgia? La consapevolezza che tutte le cose finiscono e bisogna lasciarle andare? Oppure il rimbrotto della vita che non accetta la scomparsa? “...