Post

Erik Axel Karlfeldt, Nenia antica, da Poesie, 1895, traduzione di Carlo Picchio

Immagine
Erik Axel Karlfeldt, Nenia antica , da Poesie , 1895, traduzione di Carlo Picchio dalla serie "Il giallo, soprattutto" Nenia antica Ave Maria, benedici tutti i bimbi, che possano poppare bene e crescere. Anche tu hai tenuto un bambino al tuo seno; cullali con la tua gentile voce in questo così rigido autunno. Ave Maria, benedici quei che viaggian su ruote, quei che vanno a cavallo. Anche tu così andasti nella terra d’Egitto; anche tu hai guidato di tua mano un cavallo tra i deserti e le sabbie. Ave Maria, benedici il bestiame che vive in ovili e stalle. Anche tu eri povera come adesso siam noi. Porgi aiuto alla misera nostra tavola e mandaci orzo grano e tritello. Ave Maria, benedici quelli che con le braccia fanno onesto lavoro. Anche tu fosti sposa d’un falegname! Illumina le loro vie perché camminare vi possano con giustizia e virtù. Ave Maria, benedici tutti quelli che soffrono, tutti quelli che piangono. Anche tu lagrimasti nel dolore, sorretta da una croce; soccorri tu...

Gabriela Mistral, Da Lagar, 1954, traduzione di Piero Raimondi

Immagine
Gabriela Mistral, da Lagar , 1954, traduzione di Piero Raimondi dalla serie "Il giallo, soprattutto" Mani di operai Dure mani somiglianti a molluschi od a rapaci; colore di terra e abbronzate con arsione di salamandre e belle tremendamente sia in alto agili sia in basso stanche. Fango su fango ammassano pietra su pietra abbattono avvolte in nodi di canapa o vergognose in cotoni, da nessuno viste o guardate se non dalla magica Terra. Simili ai loro picconi alle mazze, mai all’anima; a volte in giri pazzi, tagliuzzate come il ramarro, e poi, Albero-Adamico privo degli altri rami. Le sento tirare telai; in forni le vedo bruciate. Socchiuse le lascia l’incudine, strette la pioggia di grano. All’imbocco di miniere e in cave azzurrine le vidi. Per me sulle barche remarono, mordendo le onde malvagie e la mia fossa giusta scaveranno, anche se non mi videro la schiena. Ad ogni estate tessono lini freschi come l’acqua. Cardano poi e pettinano il cotone e la lana e cantano tessendo ves...

Gabriela Mistral, da LAGAR, 1954, traduzione di Piero Raimondi

Immagine
 Gabriela Mistral, da LAGAR, 1954, traduzione di Piero Raimondi dalla serie "Il giallo, soprattutto" Incarico a Blanca                                         A Blanca Subercaseaux Io non so se venire potrò. Vedremo se mantengo la promessa. Giungo, se vengo, sull’aria dolce per non gelare la tua pianura o nel filo del tuo sogno con amore ed in silenzio. Alzati, se fatica mi costa; troviamoci a mezza strada e portami un poco di terra che mi ricordi la mia Dimora. Non t’impaurire se massa non reco e nemmeno se giungo mutata. E non piangere se non ti rispondo perché mia colpa fu la parola. Ma tu dammi la tua, la tua che pareva una queta colomba. Gabriela Mistral - Wikipedia * La promessa di un ritorno. Ma senza parola, “perché mia colpa fu la parola”. Chi non ha più corpo non può avere più parola. Forse per questo non sentiamo i morti. Ma essi giungono con le immag...

Gabriela Mistral, da Desolaciòn, 1922, traduzione di Piero Raimondi

Immagine
 Gabriela Mistral, da Desolaciòn , 1922, traduzione di Piero Raimondi dalla serie "Un certo sentimento" Vergogna Se tu mi guardi, io divento bella, come l’erba bagnata di rugiada; nuovo sarà il mio volto splendente per l’alte canne, quando andrò sul fiume. Della mia triste bocca mi vergogno, della mia voce rotta, delle rozze ginocchia. Ora che sei venuto e mi hai guardato, povera e nuda mi sono trovata. Nessuna pietra sulla via trovasti più nuda nella luce alla primalba che questa donna verso cui lo sguardo levasti quando il canto suo a te giunse. Io tacerò perché la mia fortuna non sappia chi attraversa la pianura, nel fulgore della fronte mia rozza e nel tremito della mia mano … E’ notte e la rugiada scende all’erba; guardami, a lungo, e parla dolcemente, perché domani vedrai lungo il fiume ciò che baciasti, colmo di bellezza! * Quando l’amato guarda, il corpo splende. Qui l’amato è chi ha dato la vita e sa guardare tutte le creature. Nel testo c’è una sorta di pudicizia e ...

Aldo Borlenghi, DUE POESIE da POESIE, Lo Specchio, Mondadori, 1952

Immagine
Aldo Borlenghi, DUE POESIE da POESIE , Lo Specchio, Mondadori, 1952 dalla serie "Un certo sentimento La giostra Rotta dai cavalli sotto la giostra è, in piazza, la luce elettrica, e, nel tramonto, le piante in giro. Le luci un viaggio accendon tra i cavalli in corsa, sulla campagna erra il paese, dalla giostra, suonando nella notte. Di qui il cielo ha preso un colore che più stringe alla festa, alle luci: da ricordi e speranze dal tramonto, dalla giostra che suona, a te. * Un testo complesso, nell’apparente semplicità di una giostra che gira. Perché la giostra, girando, modifica il paesaggio, lo trascina in un turbinio di luci: il cielo, il paese, la campagna, la festa, i ricordi, le speranze...Fino “a te”. * Sicura morte che il vento Sicura morte che il vento rimuove tra le piante, disordinata dentro l’orizzonte, quand’é chiuso il giorno mi affida d’un diverso passato. Or è poco io la sentivo, la prima volta, dove muri e finestre un vuoto esistere che si affrettò riaffacciavan...