POESIE PER GAZA: Corrado Bagnoli
Non bastano a fermarti il lago scuro in cui annega il suo cuore, le gambe sottili, il volto lungo, la sua voce che canta nel quadrato di macerie che era la sua casa una volta. Allora forse dovresti guardare gli occhi di Mariam. Di preda che fugge. Guardarla, dico, come guardi tua figlia. Sentirne il respiro, l’affanno nella polvere rossa alzata in una corsa d’animale innocente e muto. Dovresti vederla cadere, voltarsi, con le mani coprirsi la faccia, abbandonarsi allo strazio della carne piagata. Gridare “baba”. Gridarlo a te. Come fosse tua figlia. Mi chiedo se c’è da qualche parte qualcuno o qualcosa che ti dia occhi perché tu le veda, Mariam e tua figlia, crescere un giorno nello stesso giardino. Se c’è qualcuno o qualcosa che ti dia almeno quattro lacrime buone a farti vedere che sono la stessa, identica vita. Che non vuole e non deve andarsene via. * ...