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Aldo Borlenghi, DUE POESIE da POESIE, Lo Specchio, Mondadori, 1952

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Aldo Borlenghi, DUE POESIE da POESIE , Lo Specchio, Mondadori, 1952 dalla serie "Un certo sentimento La giostra Rotta dai cavalli sotto la giostra è, in piazza, la luce elettrica, e, nel tramonto, le piante in giro. Le luci un viaggio accendon tra i cavalli in corsa, sulla campagna erra il paese, dalla giostra, suonando nella notte. Di qui il cielo ha preso un colore che più stringe alla festa, alle luci: da ricordi e speranze dal tramonto, dalla giostra che suona, a te. * Un testo complesso, nell’apparente semplicità di una giostra che gira. Perché la giostra, girando, modifica il paesaggio, lo trascina in un turbinio di luci: il cielo, il paese, la campagna, la festa, i ricordi, le speranze...Fino “a te”. * Sicura morte che il vento Sicura morte che il vento rimuove tra le piante, disordinata dentro l’orizzonte, quand’é chiuso il giorno mi affida d’un diverso passato. Or è poco io la sentivo, la prima volta, dove muri e finestre un vuoto esistere che si affrettò riaffacciavan...

Marco Visconti, TRE POESIE da POESIE, Mondadori, 1954

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 Marco Visconti, TRE POESIE da POESIE , Mondadori, 1954 Milano Piazza Duomo. Il pensieroso autunno mi ha portato tra i rochi altoparlanti e i cartelloni giganteschi della pubblicità. Nasce una sera triste e dolce, coi fanali tremolanti dei ciclisti. Stasera la città prendere mi vorrebbe per la mano e raccontarmi cose nell’orecchio fra i tavolini d’un caffè. Ma l’aria - quest’aria - la respiro sempre troppo nervosamente. Come un clandestino mi aggiro in Galleria coi vagabondi, quasi dentro un’immensa ragnatela filata intorno alle ragazze spente sul neon che fa malato ogni colore. Un campanile manda lentamente la sua vecchia infantile cantilena. In un brivido sento già l’inverno e come un pugno mi si stringe il cuore. Sul nero asfalto uscirò dall’albergo e prenderò dopo una notte insonne il primo treno di domani. Dormirò con il viso nelle mani. * Marciapiede Sotto il fanale della strada nera la donna abbandonata si dispera e come un triste ricordo lontana sputa stella cadente nella ...

Vitantonio Lillo Tarì de Saavedra, editore di Pietrevive, commenta Iànu e l'ìàngilu

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Vitantonio Lillo Tarì de Saavedra, editore di Pietrevive, commenta Iànu e l'àngilu . Con un grazie Trovo assai paradigmatico che una delle raccolte più coese e intense che ho letto negli ultimi mesi, IÀNU E L’ÀNGILU di Sebastiano Aglieco, sia al contempo un libro autoprodotto, nel 2023, un poemetto diviso in 12 canti mediamente lunghi (e anche per questo impossibili da instagrammare), e un libro in doppia lingua, nel dialetto siciliano di Sortino e in un italiano affilatissimo, che attingendo all’universo dei cantastorie popolari, ma filtrato attraverso un attento ricorso letterario (che va da Bagnoli citato in epigrafe a Gozzano tradotto in chiusura), riscrive una storia di forte sapore emblematico, la lotta di Giacobbe con l’angelo, tanto antica nella forma quanto attuale nella sostanza, dove Giacobbe è un bambino fuggito di casa, Iànu, che incontra nell’arsa campagna siciliana l’angelo della morte, si confonde con lui, lo assume in sé e ne viene assunto, tanto che leggendo viene...

Antonio Alleva, Cronache di fine Occidente, La collina del Dingh, puntoacapo, 2023

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 Antonio Alleva, Cronache di fine Occidente, La collina del Dingh , puntoacapo, 2023   La scrittura di Antonio Alleva presenta, a suo modo, il tono teatrale della voce solista del Coro. Soprattutto nella prima parte del libro, il polemos sociale si alza nettissimo come una predica e a volte una preghiera. Ma si avverte anche un modo dantesco in questa scrittura, e cioè la chiamata diretta, l’evocazione del nome e della colpa.   Per fare questo Alleva ha bisogno di sterilizzare la solitudine circondandosi della Comunità dei più vicini, in contrapposizione alla Legge giudicante dello Stato, ma anche a quella soggettiva e privata della violenza, della vendetta, della sopraffazione e della guerra.   Moltissimi testi sembrano lettere a persone, dediche, dialoghi intimi, offerti, poi, a tutti. Il tono etico è sempre altissimo e la voce si fa gonfia.   Ne consegue una scrittura ricchissima, espansiva, che tende ad inglobare tutte le avventure dell’esperienza umana, in...

Guglielmo Aprile su un libro di Giovanni Ibello

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Giovanni Ibello, Dialoghi con Amin , Crocetti, 2022 L’impegno poetico di Giovanni Ibello perviene in Dialoghi con Ami n (Crocetti, 2022) a una proposta di scrittura originale e matura, che spicca nel panorama odierno per la complessità dei richiami culturali che la sostengono e per l’intensità delle soluzioni espressive adottate. Il poeta in questa raccolta torna ad essere sciamano: è un Tiresia trapiantato nella contemporaneità, ma pur sempre memore della patria iperborea da cui è stato esiliato, e della quale porta impresso un pulviscolo scintillante sulle vesti del proprio linguaggio. Oscura come quella del vento, della roccia, dei vulcani, la sua è una voce che sembra provenire dalle barbare distanze di un ancestrale animismo, quando il fulmine e il sangue, le nuvole e gli animali parlavano all’uomo e questi chiedeva ai più ispirati tra i suoi simili, druidi e veggenti, di interpretare il “cifrario di Dio” rappreso nelle frantumate apparenze del mondo. La scrittura si mostra infiam...