Post

Maurice Maeterlinck, Amen, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi

Immagine
Maurice Maeterlinck,  Amen , da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi dalla serie "Terrae" E’ giunta l’ora di benedire Il sonno spento degli schiavi, Attendo le loro mani future In rose bianche nelle cave. Attendo finalmente il loro fresco respiro, Sul mio cuore finalmente chiuso alle frodi; Agnello pasquale nelle paludi, E ferita in fondo alle acque calde. Attendo le notti senza domani, Le debolezze senza rimedio; Aspetto la sua ombra sulle mani, La sua immagine sul tepore dell’acqua. Aspetto le vostre notti e vedrò Le mie brame lavarsi il volto, E i miei sogni nel bagno della sera, Morire in un palazzo di gelo. * Nella preghiera dell’Amen si sciolgono gli egoismi e i narcisismi. Così gli altri si avvicinano, il cuore finalmente si chiude alle frodi e le brame si lavano il volto. E poi un’immagine bellissima: “Aspetto la sua ombra sulle mani”...

Maurice Maeterlinck, Noia, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero

Immagine
Maurice Maeterlinck, Noia , da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero dalla serie "Terrae" I pavoni indolenti, i pavoni bianchi se ne sono andati, I pavoni bianchi sono scappati dinanzi alla noia del risveglio; Io vedo i pavoni bianchi, i pavoni d’oggi, I pavoni in movimento durante il mio sonno, I pavoni indolenti, i pavoni d’oggi, Raggiungere svogliatamente lo stagno senza sole, Sento i pavoni bianchi, i pavoni della noia, Raggiungere indolenti il tempo senza sole. * Chi sono questi pavoni bianchi? Abitano certamente la modernità, l’intuizione di una modernità in cui la noia è disperazione, mancanza di progetto. Ma gli operai delle fabbriche, i contadini, i lavoratori sfruttati, hanno tempo, e diritto, alla noia? O forse la noia è un sentimento aristocratico?

Fabio Dainotti, Per gente sola, Book Editore, 2026

Immagine
 Fabio Dainotti, Per gente sola , Book Editore, 2026 E’ assai scontato, ma, del resto, pertinente, riportare il senso di questo libro al tema della solitudine dell’uomo contemporaneo. I versi, tutti déshabillés , riportano leggere assonanze che sanno di malinconia, di realtà ineludibile e, persino, malgrado i propositi della seconda parte, di antica fatalità.   Dainotti, insomma, indaga con analitica resa e con in mano il bisturi della verità, la condizione dell’essere nel momento in cui, per scelta, per consapevole resa o per condizione sociale, rinuncia all’altro, alla sopraffazione o alla consolazione dell’altro.   L’uomo solo non può gridare, poiché la sua voce è ridotta a un pigolio, persino a un mutismo destinale e questo è il motivo per cui Dainotti non indaga la psiche, le motivazioni, ma semplicemente il fatto della resa, il brevissimo ritratto della figura nello sfondo del paesaggio alienante dell’urbe.   Ciò che gli interessa sembra avere a che fare non c...

Giovanni Infelise, L’erratico oblio di un sognatore straniero, Pendagron, 2024

Immagine
Giovanni Infelise, L’erratico oblio di un sognatore straniero , Pendagron, 2024 Diciamolo subito. Si tratta di uno dei libri più densi che mi sia capitato di leggere ultimamente, nutrito di un pensiero che fa da sfondo a una scrittura in bilico tra presenza e mancanza, resistenza e necessità della presenza.   Infelise evoca la poesia dei grandi poeti erranti, in primo luogo Hölderlin e Rilke; ne richiama la lezione, reinterpretandola come pericolo di un presente incerto, da battezzare in ogni istante, di un Essere cittadino di un mondo sempre sospeso sul baratro di una catastrofe.   E dunque l’uomo, per riconoscersi, deve saper accogliere la funzione salvatrice di una presenza estranea, qui chiamata “straniero”, presenza perturbante, dallo sguardo mal disposto alla rassegnazione di un presente fragile.   Lo straniero, dunque, si fa portatore di un progetto che non può provenire dalla Storia, dalla nostra zona cosciente, ma da un luogo liminare che non ci appartiene e che...

Maurice Maeterlinck, Stanchezza, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi

Immagine
Maurice Maeterlinck, Stanchezza , da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero  dalla serie "Il viola, soprattutto" Non sanno più dove posarsi, questi baci, Queste labbra su pupille cieche e gelide; Addormentati ormai nel loro sogno orgoglioso, Guardano sognatori come cani sull’erba, La folla delle pecore grige all’orizzonte, Brucare il chiaro di luna sparso sui prati, Alle carezze del cielo, vago come la loro vita; Indifferenti e senza alcuna fiamma d’invidia, Per quelle rose di gioia dischiuse sotto i loro passi; E quel verde, lungo, calmo, che non riescono a capire. * La noia, la tristezza, la stanchezza… Stati d’animo che hanno poco a che fare con la letteratura. Se la poesie le accoglie, allora  nasce uno stile, che è la cosa stessa; non un abito da indossare per gli altri, ma un modo di essere. Da Leopardi in poi la poesia è un modo di essere... * Maurice Maeterlinck, WIKIPEDIA