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Armand Sully Prudhomme, Rassomiglianza, da Stanze e poemi, 1865

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 Armand Sully Prudhomme, Rassomiglianza , da Stanze e poemi, 1865, traduzione di Piero Raimondi dalla serie "Terrae" Da me desiderate di sapere donde viene l’affetto mio per voi; io vi amo e vi dico ora perché: assomigliate alla mia giovinezza. Spesso i neri vostri occhi sono molli per la speranza oppur per la tristezza e siete sempre immersa dentro un sogno: assomigliate alla mia giovinezza. La vostra testa è tutta puro marmo, creato per il cielo della Grecia, dove il candore brilla nell’azzurro: assomigliate alla mia giovinezza. Ogni giorno io tendo a voi la mano, e vi offro l’amore che vi opprime, ma voi la vostra strada proseguite: assomigliate alla mia giovinezza. * Che cos’è, dunque, l’amore: un lontano ricordo di giovinezza? Un sentirsi sempre giovani guardando l’altro? L’altro, però, non ci guarda, e dunque l’Amore si fa qualcosa di irraggiungibile. Dunque, il vero amore, è quello che non possiamo raggiungere? SULLY-PRUDHOMME, René-François-Armand Prudhomme, detto...

Giancarlo Baroni, Due libri

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Giancarlo Baroni, Due libri    In una recente “biografia letteraria” edita nel 2023 da puntoacapo, “ A occhi aperti, Sogno di essere un castoro, Alcune cose che posso di re di me, 2020-2022 ”, Giancarlo Baroni rivela le formule di alcune “pozioni” del suo laboratorio poetico, luogo che, come sempre, non è mai completamente lontano dalla vita ma ne costituisce lo specchio alchemico per sondarne il mistero.   Su una immaginaria lavagnetta consegnata “prima della partenza e dell’addio definitivo”, e sotto la richiesta di indicare “la breve frase” ritenuta decisiva e fondamentale per comprendere la vita, Baroni avrebbe scritto: “Tutto è mistero, indecifrabile la nascita e la morte, l’universo e gli universi, l’aldilà e l’infinito”.   Ci sarebbe da aggiungere all’elenco anche il mistero della propria scrittura perché Baroni, in un altro capitoletto della sua biografia letteraria, “L’autodidatta”, tenta di indagarne le origini giungendo a conclusioni osservabili e verifica...

Mario Grasso, A sollevare il giorno, Prova d’Autore, 2023

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 Mario Grasso, A sollevare il giorno, Prova d’Autore, 2023 Pubblicato recentemente, il libro raccoglie in realtà poesie degli anni ottanta e un canto della seconda sezione di Concabala, straordinario poema edito da Scheiwiller, 1986.   Inutile ripetermi sul fatto che Mario Grasso, per chi non lo sapesse, è stato una figura portante della poesia e della cultura dell’isola, ed è utile ricordare l’uscita di un volume collettaneo di testi, interviste, testimonianze raccolte da Nives Levan, Mario Grasso, un intellettuale fuori del comune, Prova d’Autore, 2025 , con una prefazione di Stefano Lanuzza, da affiancare a un altro importante lavoro di Massimiliano Magnano, D'intrattabile temperamento. Mario Grasso, paradossi e parossismi d'un intellettuale fuori dalla grazia degli uomini, Salvatore Sciascia editore, 2019.   A sollevare il giorno raccoglie un mannello di poesie dedicate alla scomparsa del padre, un diario degli accadimenti e del dolore. Come ho detto in altre occasi...

Marisa Liseo: un'intervista e un cenno

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Marisa Liseo, in un’intervista che è possibile leggere integralmente su L’ESTROVERSO, individua l’origine del suo ASIMMETRIE ELEMENTARI, nella lettura di un passaggio di LUCE DELLA NECESSITA’. Felice che un libro ne abbia potuto generare un altro, almeno come spinta iniziale.    * Qual è stata la “scintilla” che ha portato il tuo “Asimmetrie elementari”? Era una sera di fine maggio del 2023. Stavo rileggendo la silloge Luce della necessità di Sebastiano Aglieco. Avevo sentito una forte attrazione per le poesie di questo libro sin dalla prima rapida e superficiale lettura. Tant’è vero che ad esse sono tornata più volte. Sentendo di trovarmi nel posto giusto, un luogo popolato da tanta natura, da alberi, animali, sentieri… E poi, la casa, lo sguardo su ciò che sta fuori e chiama e i bambini che appartengono alla vita e al futuro. Le voci del mondo che scolorano ogni cosa e chiudono lo sguardo, ma la voce di una poesia capace di scuotere dal sonno e di svelare il segreto del...

Maurice Maeterlinck, Amen, da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi

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Maurice Maeterlinck,  Amen , da Serres chaudes, 1889, traduzione di Ruggero Jacobbi dalla serie "Terrae" E’ giunta l’ora di benedire Il sonno spento degli schiavi, Attendo le loro mani future In rose bianche nelle cave. Attendo finalmente il loro fresco respiro, Sul mio cuore finalmente chiuso alle frodi; Agnello pasquale nelle paludi, E ferita in fondo alle acque calde. Attendo le notti senza domani, Le debolezze senza rimedio; Aspetto la sua ombra sulle mani, La sua immagine sul tepore dell’acqua. Aspetto le vostre notti e vedrò Le mie brame lavarsi il volto, E i miei sogni nel bagno della sera, Morire in un palazzo di gelo. * Nella preghiera dell’Amen si sciolgono gli egoismi e i narcisismi. Così gli altri si avvicinano, il cuore finalmente si chiude alle frodi e le brame si lavano il volto. E poi un’immagine bellissima: “Aspetto la sua ombra sulle mani”...