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Nino Iacovella, La parte arida della pianura, Pietre Vive Editore, 2026

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Nino Iacovella, La parte arida della pianura, Pietre Vive Editore, 2026 Uno dei nodi della poesia del ‘900, con risvolti che ancora interessano i nostri anni e che, in molte prove, ne costituiscono la tensione interna, è l’idea che la poesia lirica sia poesia soggettiva e dei sentimenti, incapace di occuparsi degli affari degli uomini, del loro vissuto culturale e politico.   Iacovella dichiara l’interesse verso una poesia in cui i fatti personali sono messi da parte, a favore dell’indagine dei meccanismi antropologici e dei loro naturali risvolti. Ha dunque studiato tutto l’altro dalla poesia, e cioè gli strumenti intellettuali per decodificare i meccanismi sociali. Eppure l’inizio del libro è una prosa rivolta al figlio, in cui il tono commosso e di apprensione non è censurato. * I poeti sanno osservare il dolore, e il dolere, lentamente, entra nelle loro vene e iniziano le parole a incidere il foglio. Basta un movimento per scottarsi a quel calore. E la carta inizia a bruciare. ...

ALLA MALORA IL CANONE: Enrico Cavacchioli

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Enrico Cavacchioli, Le ranocchie turchine (...) Si tratta, insomma, di una coloratissima favola per adulti, tutta intrisa di sensualità e gioco; esuberante, sgargiante, costruita con straordinaria maestria tecnica e immaginativa, simile, per certi versi, agli scherzi e ai giochi di Palazzeschi, che tuttavia impallidiscono di fronte a quest’orgia di invenzioni di colori e onomatopee. (...)

Marguerite Yoursenar, LA BELLEZZA 2

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Marguerite Yoursenar, da I doni di Alcippe, Bompiani, 1987 SCRITTO SUL RETRO DI DUE CARTOLINE POSTALI Una Sirena piange lo stacco di un battello sull’acqua in cui si muore. Io subisco l’assenza e lo spazio crudele; la pena è un muro. Il viaggio è una lusinga: né treni né navi. I piani si capovolgono. Pensiero, freccia sicura, traversa la distanza; colpisci con dolcezza: (il miele delle ferite è balsamo al cuore). Quanta complessità può mostrare un “semplice” testo scritto sul retro di due cartoline postali? Chi è questa sirena che piange? La stessa Yourcenar? E perché piange? Per una partenza, un abbandono, un addio? Per l’assenza. Che è un muro. E dunque il viaggio è solo una lusinga.  Ma la sirena abbandonata ci riporta a un’altra celebre sirena e al compimento di un destino di morte. Che cosa, può, dunque, sedare questo dolore? “Pensiero, freccia sicura, traversa la distanza”. Può darsi, allora, che l’esperienza di un viaggio per acqua riaccenda un ricordo. E il ricordo si fa c...

Una mia recensione su STUDI MEDIOEVALI E MODERNI

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  Sulla rivista Studi Medievali e Moderni Anno XXX - n. 1/2026 è stata pubblicata la mia recensione al libro di Giovanni Tesio e Matteo Vercesi ITALO CALVINO FRA EDITORIA E SCRITTURA (...) Tesio definisce un “classico” come un testo che non si legge, ma si rilegge. Un testo che, scavalcando il tempo, è capace di sondare altri mondi, entrando “con permesso nelle coscienze dei lettori provocandone però l’intelligenza attraverso l’uso della fantasia e della discrezione”. L’immagine di Calvino che ricaviamo leggendo questo libro, svia leggermente – o probabilmente ci suggerisce una completezza – dalla tradizionale idea di un Calvino razionalista e geometrico, praticante di una scrittura scevra da aggettivazioni eccessive, da inutili barocchismi. (...)

ALLA MALORA IL CANONE: la metacritica

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Non è stato facile immaginare un’organizzazione complessiva per questo lavoro. Uno dei critici siciliani tra i più importanti, Giuseppe Zagarrio 1 adottava nei suoi scritti, forse inaugurandolo, un metodo basato sull’accorpamento tematico, sull’indicazione di un ideale percorso storico e ideologico che gli serviva a indagare fenomeni storici e movimenti letterari, provando a immaginare come l’opera dei poeti avesse influito, o fosse stata condizionata, dalla Storia; operazione assai suggestiva e di largo uso fino ai nostri giorni ma, vista col senno di poi, rischiosa. Si tratta di un’impostazione ancora assai diffusa, che spesso giustifica esclusioni o inserimenti in antologie secondo motivazioni che non sempre è possibile condividere. Quella tendenza che ho definito metacritica, con la scusa di funzionare come strumento storico di indagine dei fatti letterari, finisce per appiattire il panorama per concentrarsi sui casi unici, piuttosto che sulle varianti. 1 Di Giuseppe Zagarrio,...