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La Bellezza: Daniele Grassi

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E’ possibile, oggi, immaginare la Bellezza? Non mi addentro in diatribe di significato. Penso semplicemente a Elena, la Splendente. E allora la Bellezza è ciò che splende. Qualcosa che, quando ci colpisce, ci provoca stupore. Questa rubrica è dedicata, com’è ormai una costante del mio percorso di lettore, ai poeti marginali. Perché la Bellezza splende dove vuole, nei fanghi dei bassifondi come sugli altari della patria.   Ma a volte la Bellezza si presenta con una maschera. Si cela. Occorre allora disvelarla. Comprenderla. *** dalla serie "Un certo sentimento" DANIELE GRASSI Due poesie da OFFICINA, All’insegna del pesce d’oro, 1979 Fuggitiva Conca di luna, conca nera di luna, specchio d’occhi affioranti e bocca muta, conca di luna, i tuoi riflessi trascorrono le notti calde di semi e flussi. Nell’ora che più insiste l’anelito, turbando foglie ed acque, come lontana e fuggitiva! Annaspa la mano aria ingannevole e trabocco. Immagine d’immagine Bellezza, eco scoppiata. E più l’...

Guglielmo Aprile, Quando gli alberi erano i miei fratelli, Tabula Fati, 2024

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Guglielmo Aprile, Quando gli alberi erano i miei fratelli , Tabula Fati, 2024 Mentre nel Quaderno Eoliano il poeta si rivolgeva al mare percependone una terribile distanza, un timore dell’imponderabile, la prima sezione di questo libro dedicato agli alberi evoca un colloquio: “Un albero mi ha parlato”.Si tratta, anche in questo caso, di un desiderio, perché la dura scorza dell’ulivo resiste all’aria e al vento, così come le granitiche rocce degli scogli resistevano alle sferzate dell’acqua.   Qui, naturalmente, il suono più ricorrente è il silenzio o, al limite, il soffio di un vento al quale l’albero resiste con la forza delle sue radici ben piantate nel seno della terra.   Ancora una volta il poeta si specchia e si confronta. “Noi e l’albero così poco simili”. Il rispecchiamento denuncia il desiderio di superare i propri limiti, il corteggiamento di un’armonia che l’uomo ha perduto.   L’albero è maestro, è “bibbia di foglie”. E’ “insegnamento”. Ogni albero ha la sua v...

Guglielmo Aprile, Appunti eoliani, FaraEditore, 2024

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 Guglielmo Aprile Appunti eoliani , FaraEditore, 2024   Il tema del libro è il mare, osservato e descritto in un fitto taccuino di appunti.   Non si tratta di un mare qualsiasi ma di quello totalmente connotato che circonda l’arcipelago delle Eolie, con caratteristiche tutte sue, un mare frastagliato e turbolento, perennemente in lotta con la pietra, aggredita e corteggiata a seconda delle stagioni.   In effetti in tutta la raccolta a prevalere è la sfera semantica della pietra: scogli, rocce, anfratti, sporgenze, elementi non amorfi ma materia che il liquido modella e trasforma fino a pervenire a una sorta di archeologia della memoria e della fantasia.   Così queste rocce si fanno sentinelle, figure feeriche del limite, persino baluardi della mente. Ma anche tentativo di un racconto che non ha né inizio né fine; ogni cosa cambia e deperisce come lo stesso corpo del poeta che osserva cercando di cogliere il barlume di un significato, la possibilità di una preghi...

Ciao

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Rinaldo Caddeo, L’INCENDIO , postfazione di Mauro Germani, puntoacapo 2021    Si tratta di una raccolta di racconti, genere già visitato da Rinaldo Caddeo in passato – se ne possono leggere di bellissimi in un libro antologico della sua opera pubblicato qualche anno fa “Siren’s song”. “Non c’è niente di innocuo o di rassicurante in questi racconti brevi, fulminei e fulminanti, di Rinaldo Caddeo”, scrive Mauro Germani nella postfazione. “Con la sua scrittura di sorprese e di agguati, di enigmi e di incubi, ma al tempo stesso lieve e rapida, in linea con le Lezioni americane di Italo Calvino, egli ci consegna una narrazione che ci disorienta, mina ogni previsione, allarma, apre precipizi, capovolge le aspettative, si arresta in una sospensione enigmatica oltre la quale sembra profilarsi un inizio indicibile. (…) Caddeo si muove all’interno di uno spazio letterario, oggi così poco praticato in Italia, in cui il cosiddetto ‘fantastico’ (…) irrompe improvvisamente nell’esistenza de...

Emiliano Rolle, Filastrocche da un oblò, MC, 2025

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  Emiliano Rolle, Filastrocche da un oblò , MC, 2025   Non inganni il titolo del libro. Non si tratta di filastrocche ad uso dell’infanzia ma di riflessioni utili all’età adulta. L’utilizzo della “filastrocca”, che poi in realtà coincide con un’ampia gamma di forme metriche, sembra costituire un modo per rimettere in campo la parola “bassa” ma anche chi la frequenta.   Il primo testo della raccolta, infatti, è da considerarsi come una dichiarazione di poetica e una giustificazione: “forse bisogna accenderle / le poesie con la pi minuscola (…) spenderle finché alimentano / il fuoco sacro delle maiuscole / le rime / le strofe”.   Il maiuscolo, dunque, si contrappone al minuscolo. Ma ancora, per chiarezza, nel secondo testo, parlando della poesia: “se ne scrive anche troppa / col sospetto fondato che non serva non farlo”. Ma è vero anche il contrario, e cioè il dubbio che non sia il caso di ascoltarle le motivazioni perché se ne scriva così tanta, “perché a volte le cos...