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Silvano Sbarbati: Il canone di Aglieco

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  Silvano Sbarbati, con la sua consueta rara e preziosa attenzione, annota le prime impressioni su ALLA MALORA IL CANONE.  Un libro ponderoso e impegnativo, sicuramente, ma strumento necessario da consultare nel presente e nel futuro della poesia siciliana. Che non può essere oggetto di censure e sbadataggini, pena la dimenticanza della storia della poesia siciliana ma anche della poesia italiana, così dipendente da pochissimi poeti che hanno finito per occupare stabilmente gli scranni del canone. Credo che ogni regione dovrebbe fornirsi di uno strumento simile ma, visto il clima di lassismo critico ufficiale, e di "sbadataggine" più o meno consapevole dei circoli e dei circoletti dubito seriamente. * 666 pagine nel formato 17x24. E dunque un libro che si presenta con la dimensione e il peso del volume. Sebastiano Aglieco con “Alla malora il canone – Repertorio critico della poesia siciliana a cavallo tra due secoli” ha pubblicato un volume – cioè a dire un’opera che nel sem...

Un ricordo di Plinio Perilli

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Ci ha lasciati Plinio Perilli. Per ricordarlo rimando a una mia recensione presente nell'archivio di Compitu re vivi, al suo libro MUSEO DELL'UOMO QUI

Nino Iacovella, La parte arida della pianura, Pietre Vive Editore, 2026

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Nino Iacovella, La parte arida della pianura, Pietre Vive Editore, 2026 Uno dei nodi della poesia del ‘900, con risvolti che ancora interessano i nostri anni e che, in molte prove, ne costituiscono la tensione interna, è l’idea che la poesia lirica sia poesia soggettiva e dei sentimenti, incapace di occuparsi degli affari degli uomini, del loro vissuto culturale e politico.   Iacovella dichiara l’interesse verso una poesia in cui i fatti personali sono messi da parte, a favore dell’indagine dei meccanismi antropologici e dei loro naturali risvolti. Ha dunque studiato tutto l’altro dalla poesia, e cioè gli strumenti intellettuali per decodificare i meccanismi sociali. Eppure l’inizio del libro è una prosa rivolta al figlio, in cui il tono commosso e di apprensione non è censurato. * I poeti sanno osservare il dolore, e il dolere, lentamente, entra nelle loro vene e iniziano le parole a incidere il foglio. Basta un movimento per scottarsi a quel calore. E la carta inizia a bruciare. ...

ALLA MALORA IL CANONE: Enrico Cavacchioli

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Enrico Cavacchioli, Le ranocchie turchine (...) Si tratta, insomma, di una coloratissima favola per adulti, tutta intrisa di sensualità e gioco; esuberante, sgargiante, costruita con straordinaria maestria tecnica e immaginativa, simile, per certi versi, agli scherzi e ai giochi di Palazzeschi, che tuttavia impallidiscono di fronte a quest’orgia di invenzioni di colori e onomatopee. (...)

Marguerite Yoursenar, LA BELLEZZA 2

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Marguerite Yoursenar, da I doni di Alcippe, Bompiani, 1987 SCRITTO SUL RETRO DI DUE CARTOLINE POSTALI Una Sirena piange lo stacco di un battello sull’acqua in cui si muore. Io subisco l’assenza e lo spazio crudele; la pena è un muro. Il viaggio è una lusinga: né treni né navi. I piani si capovolgono. Pensiero, freccia sicura, traversa la distanza; colpisci con dolcezza: (il miele delle ferite è balsamo al cuore). Quanta complessità può mostrare un “semplice” testo scritto sul retro di due cartoline postali? Chi è questa sirena che piange? La stessa Yourcenar? E perché piange? Per una partenza, un abbandono, un addio? Per l’assenza. Che è un muro. E dunque il viaggio è solo una lusinga.  Ma la sirena abbandonata ci riporta a un’altra celebre sirena e al compimento di un destino di morte. Che cosa, può, dunque, sedare questo dolore? “Pensiero, freccia sicura, traversa la distanza”. Può darsi, allora, che l’esperienza di un viaggio per acqua riaccenda un ricordo. E il ricordo si fa c...