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Francesco Tripaldi, Preghiere cibernetiche e animali guida, Immagini di Giulietta Luise, LietoColle, 2026

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Francesco Tripaldi, Preghiere cibernetiche e animali guida , Immagini di Giulietta Luise, LietoColle, 2026 Prima o poi doveva accadere che la poesia si occupasse di cibernetica, di cyborg e della sua variante più recente, l’intelligenza artificiale, nuove modalità di esperienze e conoscenze che, senza dubbio, stanno rivoluzionato le nostre vite.   L’aveva già fatto, qualche anno fa, Valeria Ferraro, con un suo libro Wasurenamu (Edizioni Forme Libere, 2011), dove, a pronunciare la parola del titolo, era il “corpo dilaniato di un androide dell’ultima generazione - siamo nell’anno 2997 - i cui “circuiti ancora funzionanti (…) contenevano testi scritti in una lingua morta, l’italiano, preceduti da una parola isolata, 'wasurenamu', che in giapponese significa 'voglio dimenticare'. Testi ritenuti bizzarri e quindi 'archiviati come memorie di un androide (…) nel ventre di uno dei tanti Centri Computazionali Periferici' di quell’epoca".   Tripaldi, invece, si muo...

Silvano Sbarbati: Il canone di Aglieco

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  Silvano Sbarbati, con la sua consueta rara e preziosa attenzione, annota le prime impressioni su ALLA MALORA IL CANONE.  Un libro ponderoso e impegnativo, sicuramente, ma strumento necessario da consultare nel presente e nel futuro della poesia siciliana. Che non può essere oggetto di censure e sbadataggini, pena la dimenticanza della storia della poesia siciliana ma anche della poesia italiana, così dipendente da pochissimi poeti che hanno finito per occupare stabilmente gli scranni del canone. Credo che ogni regione dovrebbe fornirsi di uno strumento simile ma, visto il clima di lassismo critico ufficiale, e di "sbadataggine" più o meno consapevole dei circoli e dei circoletti dubito seriamente. * 666 pagine nel formato 17x24. E dunque un libro che si presenta con la dimensione e il peso del volume. Sebastiano Aglieco con “Alla malora il canone – Repertorio critico della poesia siciliana a cavallo tra due secoli” ha pubblicato un volume – cioè a dire un’opera che nel sem...

Un ricordo di Plinio Perilli

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Ci ha lasciati Plinio Perilli. Per ricordarlo rimando a una mia recensione presente nell'archivio di Compitu re vivi, al suo libro MUSEO DELL'UOMO QUI

Nino Iacovella, La parte arida della pianura, Pietre Vive Editore, 2026

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Nino Iacovella, La parte arida della pianura, Pietre Vive Editore, 2026 Uno dei nodi della poesia del ‘900, con risvolti che ancora interessano i nostri anni e che, in molte prove, ne costituiscono la tensione interna, è l’idea che la poesia lirica sia poesia soggettiva e dei sentimenti, incapace di occuparsi degli affari degli uomini, del loro vissuto culturale e politico.   Iacovella dichiara l’interesse verso una poesia in cui i fatti personali sono messi da parte, a favore dell’indagine dei meccanismi antropologici e dei loro naturali risvolti. Ha dunque studiato tutto l’altro dalla poesia, e cioè gli strumenti intellettuali per decodificare i meccanismi sociali. Eppure l’inizio del libro è una prosa rivolta al figlio, in cui il tono commosso e di apprensione non è censurato. * I poeti sanno osservare il dolore, e il dolere, lentamente, entra nelle loro vene e iniziano le parole a incidere il foglio. Basta un movimento per scottarsi a quel calore. E la carta inizia a bruciare. ...

ALLA MALORA IL CANONE: Enrico Cavacchioli

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Enrico Cavacchioli, Le ranocchie turchine (...) Si tratta, insomma, di una coloratissima favola per adulti, tutta intrisa di sensualità e gioco; esuberante, sgargiante, costruita con straordinaria maestria tecnica e immaginativa, simile, per certi versi, agli scherzi e ai giochi di Palazzeschi, che tuttavia impallidiscono di fronte a quest’orgia di invenzioni di colori e onomatopee. (...)