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Daniela Monreale, Ebbrezza e resa, Il Convivio, 2024

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Daniela Monreale, Ebbrezza e resa , Il Convivio, 2024   Un tema ricorrente in molti libri di poesia che mi è capitato di leggere negli ultimi anni, è uno stato di allarme nei confronti dell’umano. Difficile, oggi, rifugiarsi nell’idillio o nell’arcadia; rimane, forse, la preghiera o la fuga.   Il titolo di questo ultimo libro di Daniela Monreale si dirama lungo due direttrici: da una parte la resa di fronte all’aberrante procedere del Male; dall’altra la ricerca di una gioia, seppur momentanea, capace di anestetizzare il nero del mondo, rifugiandosi in una sorta di momentaneo torpore.   Si tratta naturalmente di un tentativo che Monreale mette in atto in pochi testi, mentre tutto il libro si caratterizza come dura accusa alle azioni degli uomini.   Il tono di queste poesie non è esplosivo ma trattenuto, severo. La poesia si fa monito ma nella forma di un’implosione dentro la stessa anima del poeta, cosciente di una sconfitta, dell’impossibilità di incidere la dura pi...

Olga Sesso Sarti, Echi da varchi vicini, MC, 2025

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Olga Sesso Sarti, Echi da varchi vicini , MC, 2025 Le tre sezioni che compongono il libro - Percorsi, Passaggi, Profili - convergono verso uno stesso motivo, e cioè il desiderio di conoscenza del limite oltre il quale il buio annega lo sguardo. Da qui la continua reiterazione della luce, luce che abita la vita, certamente, ma anche luce come desiderio di parusia del divino.   A causa di questa continua tensione, ne consegue che l’essere non vive mai pienamente ma è sempre in allarme, in attesa di qualcosa che potrebbe accadere.   Dimensione dikinsoniana, annota Pasquale Di Palmo, e quindi “condizione” dell’essere proteso verso un desiderio dell’oltre, in grado di realizzare la pienezza della vita.   Il titolo del libro ci restituisce, dunque, il venire, l’accedere delle voci nello spazio amplificato dell’umano dove l’esperienza del ben vivere è sempre alla ricerca di una sua particolare gloria.   E dunque una poesia che conia l’interrogazione, l’elemento astratto...

Annamaria Ferramosca, Luoghi sospesi, puntoacapo, 2023

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Annamaria Ferramosca, Luoghi sospesi , puntoacapo, 2023   Il libro si apre con l’immagine di una bambina che guarda il mondo da dietro un vetro. E’ una bambina pensante, che si fa le stesse domande dell’adolescente Amleto, a dimostrazione di come le domande degli uomini siano antiche quanto l’infanzia: “penso dunque sono? / e tutto questo pensare avviene / solo dietro la mia fronte?”.   La bambina comprende però che esiste la possibilità di una conoscenza più profonda: rimanere in contatto col Tutto che ci circonda, noi stessi facenti parte del Tutto: “ così l’osmosi in terra / inarrestabile destinoamore / che lega l’erba alle mandibole del verme / la vena d’acqua al sangue ”.   Poi appare il mondo degli uomini. La maschera. Ma si tratta solo di un depistamento, una pietosa illusione: “fingere di vivere davvero / sì facciamo che tutti eravamo / sì facciamo qualcosa / di più sacro e sensato / qualcosa che somigli a vita / sì giochiamo pure insieme a gli altri / giochiamo...

Cristina Simoncini, Linea di mira, Pietre Vive, collana Perigeion, 2025

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Cristina Simoncini, Linea di mira , Pietre Vive, collana Perigeion, 2025    Mi chiedo sempre se, quando un libro di poesia racconta, non sia da inquadrare nel contesto dell’epica. L’epica è scrittura che riassume in sé tutti i generi in funzione di un racconto collettivo. Include anche la lirica, i momenti altisonanti del sentimento non trattenuto.   Così appare la scrittura di Cristina Simoncini, e cioè un’epopea famigliare scritta con le porte e le finestre spalancate, ricostruita attraverso la memoria sfogliando l’album dei ricordi, i momenti congelati nell’istante stesso dell’accadere.   Nell’intervista in coda al libro, Simoncini confessa di aver letto molta prosa per poi accostarsi alla poesia, percorso effettivamente verificabile negli esiti della sua scrittura, una poesia che racconta, appunto, preservandosi tuttavia, una zona oscura del senso, un suo modo più intimo di custodire. Una doppia strada, quindi: da una parte l’epopea storica, che ci vive e che n...

Francesca Innocenzi, Corpo di figlia, puntoacapo, 2025

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Francesca Innocenzi, Corpo di figlia , puntoacapo, 2025   “qualcosa ti trema di orfanezza alle spalle”. E’ un verso citato da Mauro Ferrari in una nota che accompagna il libro e che ben sintetizza il tema portante della raccolta: un consuntivo personale, di natura biografica, che poi investe una riflessione più grande sulla Storia che ci circonda, sui meccanismi di contaminazione o di ritrosia che l’essere elabora verso gli altri.   Questi “altri” prima di tutto sono le persone che ci sono più vicine, i protagonisti prossimi del nostro personale romanzo di formazione che ci puntellano e ci spronano ma che, a un certo punto si allontanano costringendoci a una resa dei conti dolorosa e necessaria.   La poesia è sempre parola esigentissima, si pone come specchio di una risoluzione formale; chiede, cioè, ai più alti gradi, che la vita sia riassunta nella forma più stringente, la più efficace.   Così il culmine della tensione è raggiunto nella descrizione di una “sala d’a...