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Visualizzazione dei post da settembre 9, 2026

ALLA MALORA IL CANONE, Giacomo Giardina

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Giacomo Giardina, Quand’ero pecoraio , Liriche, Vallecchi Editore, 1931 Ristampa Vallecchi Editore, 2006 Il nome di Giardina viene naturalmente associato a quello del suo amico Civello Castrense, la cui poesia è probabilmente più assimilabile, almeno all’inizio, per tematiche e stile, all’esperienza del Futurismo. Dei due, il secondo è rimasto in ombra, non si capisce per quale motivo; forse per motivi ideologici, una conversione al cattolicesimo, o per gli esiti di una scrittura considerata più allineata, meno originale. Il primo ha conosciuto una felice riscoperta con nuove pubblicazioni e testimonianze. Sta di fatto che Quand’ero pecoraio è opera in cui il futurismo rappresenta uno stile di passaggio e la mia impressione, rispetto al comportamento di Marinetti nell’accogliere queste opere, è l’intento di fagocitare comportamenti di rivolta, piuttosto che risultati; ma anche il tentativo generoso di dare una casa all’adolescenza in subbuglio, pur nell’estrema eterogeneità dei risult...