ALLA MALORA IL CANONE: Mario Olivieri

Mario Olivieri, Campane di maggio, poema lirico con xilografie di S. Cottone, Edizioni Arte Nostra, Palermo, 1930
Un testo sui valori universali, antropologici, direi, dell’umano. L’amore, essenzialmente, considerato nei suoi aspetti di amore per la madre, per i figli, per la patria. Il valore, il lavoro, l’appartenenza; concetti che ogni ideologia politica o filosofica può certamente coniare e di cui appropriarsene secondo punti di vista non necessariamente coincidenti con l’universale.
L’interesse per il libro consiste proprio nel tono non ideologicamente allarmato ma nell’ambizione di rendere questi testi condivisibili con lo strumento di una pacata commozione e di una chiarezza formale, tali da allontanarli da scritture coeve ancora di stampo ottocentesco - si legga, per un rapido confronto, un libro pubblicato nello stesso anno da un altro poeta siciliano, Sante Sottile Tomaselli, in cui la modernità del tema, (solitudine), fa i conti con una scrittura direi anteriore. Probabilmente si trattava anche di una reazione allo “sporco” mondo, un retrocedere nella turris eburnea della propria solitudine.
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