Gino Novelli, Migliore stella, La Tradizione, 1931
Gino Novelli, Migliore stella, La Tradizione, 1931
Coerentemente con quanto detto nella premessa a 5 poeti, anche Novelli alterna testi in versi e in prosa - la prosa funziona come dispositivo antiretorico, e quindi etico, contro l’eccessivo sperimentalismo delle forme -.
L’impressione di semplicità e chiarezza che si riceve dalla lettura, rimanda allo stile e ai temi di Pierre Reverdy, ma anche per gli effetti di pacato e controllato surrealismo che si possono apprezzare in certe descrizioni di strade vuote, di paesaggi in cui l’essere vaga, sperduto.
La parola, insomma, è intesa come predisposizione a un essere più autentico, persino fuori dalla letteratura, dalle sue estetiche e dalle sue invenzioni. Un sottile strato di malinconia avvolge una realtà non finita, non baciata dalla grazia del divino.

Coerentemente con quanto detto nella premessa a 5 poeti, anche Novelli alterna testi in versi e in prosa - la prosa funziona come dispositivo antiretorico, e quindi etico, contro l’eccessivo sperimentalismo delle forme -.
L’impressione di semplicità e chiarezza che si riceve dalla lettura, rimanda allo stile e ai temi di Pierre Reverdy, ma anche per gli effetti di pacato e controllato surrealismo che si possono apprezzare in certe descrizioni di strade vuote, di paesaggi in cui l’essere vaga, sperduto.
La parola, insomma, è intesa come predisposizione a un essere più autentico, persino fuori dalla letteratura, dalle sue estetiche e dalle sue invenzioni. Un sottile strato di malinconia avvolge una realtà non finita, non baciata dalla grazia del divino.
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