Paolo Donini su un testo di Beatrice Zerbini
Paolo Donini riflette in modo suggestivo e personale su un testo di Beatrice Zerbini
sorvolo sulla sutura poetica di Beatrice Zerbini
Tessere
Tessere
Filare
Cucire
sono gli atti femminili del mito
*
Alle origini della cultura
e della poesia occidentali
quando l’oralità si deposita
nella scrittura:
Penelope
tesse
per attendere
Filomela,
per rivelare
Aracne
sono gli atti femminili del mito
*
Alle origini della cultura
e della poesia occidentali
quando l’oralità si deposita
nella scrittura:
Penelope
tesse
per attendere
Filomela,
per rivelare
Aracne
per generare
bellezza
e le Parche filano
per dipanare
o per recidere
bellezza
e le Parche filano
per dipanare
o per recidere
come molto più tardi, sul medesimo
parallelo di transiti
e rifrazioni culturali
l’atto del tessere si consegna
a Silvia che percuote la faticosa tela
alla cucitrice pascoliana:
chini gli occhi, chino il viso,
... cuce, cuce, cuce
poi a Lina, la cucitrice
di Umberto Saba
*
tessere/attendere
(pazientare e resistere)
tessere/rivelare
(la verità)
filare/recidere
(i destini)
cucire per
unire
aggiustare
curare
*
questo longanime atto
di rammendo
assegnato al femminile
trova una traccia
agile quanto tenace
nella scrittura verticale
a trama intrecciata
per rime, ritmi,
risonanze e figure
della più recente poeta-tessitrice
dal nome-guida
che pare averla destinata
ad accompagnarci (attraverso la vita): Beatrice
Zerbini
*
proviamo a
osservare la scrittura
di Zerbini
semplicemente
a guardarla
*
i versi brevi
si intersecano
e declinano a gradino
uno sull’altro
delineando il zig zag
di una cucitura
con rimando immediato a
una cicatrice
*
libro dopo libro
la poeta cuce china
il suo intrecciato
gesto ancestrale:
attendere
pazientare
resistere
rivelare
recidere
unire
parallelo di transiti
e rifrazioni culturali
l’atto del tessere si consegna
a Silvia che percuote la faticosa tela
alla cucitrice pascoliana:
chini gli occhi, chino il viso,
... cuce, cuce, cuce
poi a Lina, la cucitrice
di Umberto Saba
*
tessere/attendere
(pazientare e resistere)
tessere/rivelare
(la verità)
filare/recidere
(i destini)
cucire per
unire
aggiustare
curare
*
questo longanime atto
di rammendo
assegnato al femminile
trova una traccia
agile quanto tenace
nella scrittura verticale
a trama intrecciata
per rime, ritmi,
risonanze e figure
della più recente poeta-tessitrice
dal nome-guida
che pare averla destinata
ad accompagnarci (attraverso la vita): Beatrice
Zerbini
*
proviamo a
osservare la scrittura
di Zerbini
semplicemente
a guardarla
*
i versi brevi
si intersecano
e declinano a gradino
uno sull’altro
delineando il zig zag
di una cucitura
con rimando immediato a
una cicatrice
*
libro dopo libro
la poeta cuce china
il suo intrecciato
gesto ancestrale:
attendere
pazientare
resistere
rivelare
recidere
unire
rammendare
*
dall’osservazione
del tratto scritturale
alla lettura dei testi
la suggestione si conferma
le poesie di Zerbini
compiono una dopo l’altra
un vasto atto di riunione:
di quanto è di per sé
allontanato
disperso
disparato
irrelato
violentato
ferito
rovinato
di quanto è negato in origine
mancato
di quanto è
ignorato
*
una formidabile capacità
di radunare
persone
storie
luoghi
oggetti
occasioni
e agganciarli a un refe
minuzioso
tenace e preciso
di sentimenti umani
filo di sutura
che rimargina
i lembi
della ferita
*
la poeta-tessitrice
dal nome-guida
è intenta a
riattaccare
anima
alle cose
alle piccole cose
ricamare
crampi nei sorrisi
e cieli al rasoterra
in ferite tessere le guarigioni
nella disillusione
incanti, filare
dalla solezza
l’equanimità
*
dall’osservazione
del tratto scritturale
alla lettura dei testi
la suggestione si conferma
le poesie di Zerbini
compiono una dopo l’altra
un vasto atto di riunione:
di quanto è di per sé
allontanato
disperso
disparato
irrelato
violentato
ferito
rovinato
di quanto è negato in origine
mancato
di quanto è
ignorato
*
una formidabile capacità
di radunare
persone
storie
luoghi
oggetti
occasioni
e agganciarli a un refe
minuzioso
tenace e preciso
di sentimenti umani
filo di sutura
che rimargina
i lembi
della ferita
*
la poeta-tessitrice
dal nome-guida
è intenta a
riattaccare
anima
alle cose
alle piccole cose
ricamare
crampi nei sorrisi
e cieli al rasoterra
in ferite tessere le guarigioni
nella disillusione
incanti, filare
dalla solezza
l’equanimità
recidere
nell’alteritudine
un po’ d’amore
nell’alteritudine
un po’ d’amore
*
in questo grande atto
di aggiustamento
per interrelazione
la poeta esercita
un magistero affine a quello
di un’altra artista-cucitrice:
Maria Lai
per cui:
le cose cucite restano integralmente quelle che erano, solo attraversate da un filo
*
scrivere è appuntare quel filo
imbastire
che sta per: unire provvisoriamente i margini
*
quel che è
allontanato
disperso
disparato
irrelato
violentato
ferito
rovinato
negato in origine
mancato
ignorato
resta tale
ma attraversato
dal filo dei versi
come un vestito
nel tracciato
verticale del testo
sta su:
avvicinato
ritrovato
condiviso
relazionato
accudito
guarito
aggiustato
riconosciuto
riuscito
considerato
*
chini gli occhi, chino il viso
di libro in libro
Beatrice cuce e cuce
una cosa
all’altra
un dolore
a una gioia
un’onta
a una grazia
una creatura
a un’altra
due creature
a tutte le altre
*
Zerbini rinnova
il femminile del mito
e lo adopera
extra ideologia o rivendicazione
con la semplice schiettezza
dell’essere – una donna:
una donna, una ben piccola cosa,
una cosa, Dio mio! tanto meschina
colei che per immemori
generazioni silenziate
sottoposte e negate
o finalmente libere, visibili, attive
da sempre
attende
pazienta
resiste
rivela
recide
unisce
rammenda
fa stare su
il mondo
in questo grande atto
di aggiustamento
per interrelazione
la poeta esercita
un magistero affine a quello
di un’altra artista-cucitrice:
Maria Lai
per cui:
le cose cucite restano integralmente quelle che erano, solo attraversate da un filo
*
scrivere è appuntare quel filo
imbastire
che sta per: unire provvisoriamente i margini
*
quel che è
allontanato
disperso
disparato
irrelato
violentato
ferito
rovinato
negato in origine
mancato
ignorato
resta tale
ma attraversato
dal filo dei versi
come un vestito
nel tracciato
verticale del testo
sta su:
avvicinato
ritrovato
condiviso
relazionato
accudito
guarito
aggiustato
riconosciuto
riuscito
considerato
*
chini gli occhi, chino il viso
di libro in libro
Beatrice cuce e cuce
una cosa
all’altra
un dolore
a una gioia
un’onta
a una grazia
una creatura
a un’altra
due creature
a tutte le altre
*
Zerbini rinnova
il femminile del mito
e lo adopera
extra ideologia o rivendicazione
con la semplice schiettezza
dell’essere – una donna:
una donna, una ben piccola cosa,
una cosa, Dio mio! tanto meschina
colei che per immemori
generazioni silenziate
sottoposte e negate
o finalmente libere, visibili, attive
da sempre
attende
pazienta
resiste
rivela
recide
unisce
rammenda
fa stare su
il mondo
10 settembre 2026 Paolo Donini

Bello, Paolo, questo incedere per asterischi, pausazioni, spazi di respiro che accompagnano la tessitura di parole.
RispondiEliminaBello questo pensiero del filo della poesia che tesse le parole che attraversano le cose lasciandole essere ciò che sono, rispettandole fino allo strazio e, intanto, creando punti di resistenza, orditi di pazienti resistenze e rivelazioni.
Non conosco, ahimè, la poesia di Beatrice Zerbini, ma il tuo testo me ne invoglia. Grazie