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Carmelo Samonà, Fratelli

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  Carmelo Samonà, Fratelli , Einaudi 1978 – Sellerio, 2008, con un saggio di Francesco Orlando   Carmelo Samonà, riconosciuto ispanista, autore di una vasta produzione scientifica, giunse alla letteratura negli anni tardi. Il romanzo Fratelli fu seguito da L’esitazione – presente in coda al volume di Sellerio - Il custode , Casa Landau , pubblicato postumo. E inoltre le prose di Cinque sogni e il testo teatrale Ultimo seminario .   A introduzione delle mie note, riporto lo stralcio di una prefazione di Giuliano Manacorda a La dionea , romanzo degli anni settanta di un’altra narratrice siciliana, Teresa Carpinteri: Puntare sulle cose o puntare sul linguaggio? E, nel primo caso, come sfuggire al piano inclinato, apparentemente inevitabile, dell’esercitazione astratta e fine a se stessa? O è possibile, a salvare la tradizione della narrativa, escogitare una “formula” che non si riduca al semplice accostamento eclettico, al dosaggio misurato di quelle opposte direttive a...

Paolo Donini riflette su un libro di Emilio Rentocchini

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LA STESSA COSA su Nuda Preghiera di Emilio Rentocchini – Book Editore 2025 di Paolo Donini Chiediamoci perché una tartaruga dovrebbe uscire dal carapace, fatto salvo sperimentalmente che ciò sia possibile. Una tartaruga esce dal carapace, incorrendo in rischi elevatissimi, per un principale motivo: realizzare la nudità. Essendo la nudità un’istanza condivisa, de-sensata, finché resti condizione singolare, racchiusa e solitaria, realizzare la nudità significa esporla, ed esporla comporta il reperimento di un complice. Una complice, nella fattispecie. * Di complicità per la realizzazione della nudità sembra trattare il dialogo serratissimo - per ora chiamiamolo così - che il poeta Emilio Rentocchini propone nella pseudo-piece Nuda preghiera , per Book Editore, 2025. Qui, il termine dialogo vale più che altrove precisarlo nella sua chiave semantica: dia-logo, quindi logos duale , argomentazione dia-logica o logica della diade. * A pronunciarsi, in questo testo (che non teme qua e...

Guido Ghersi, La città e la selva, Rizzoli, 1983 – Lettere da Qalat, 2021

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  Guido Ghersi, La città e la selva , Rizzoli, 1983 – Lettere da Qalat, 2021   Guido Ghersi fu autore di una produzione filosofica non raccolta in volume ma dispersa tra riviste e pubblicazioni postume, quasi tutta inedita o irreperibile. Anche il suo unico romanzo, scritto negli anni trenta del Novecento, fu pubblicato postumo da Rizzoli nel 1983 con una postfazione di Francesco Mercadante che ricostruisce il pensiero di Ghersi, compresa la sua conversione al cattolicesimo. Questa nuova edizione è in versione integrale, “nelle forme e nei contenuti che per esso volle il suo autore”, con una prefazione di Cosimo Cucinotta.   Non è sicuramente facile parlare di un libro catalogato, e a buon ragione, come “romanzo filosofico”. Lo è per due motivi: da una parte, banalmente, la trama, che attiene alla narrazione; dall’altra una riflessione costante, oggetto di filosofia - che investe quasi tutti i personaggi - qui intesa in senso alto, non come sottofondo ragionativo della vi...

Irene Mauceri, Con inchiostro di mare, Maia, 1958

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Irene Mauceri, Con inchiostro di mare , Maia, 1958 Nel libro della Mauceri coesistono varie lingue: quella breve, brevissima, della sintesi descrittiva in immagini/cammeo, interessanti perché, proprio in queste forme, si evoca la lingua purissima di Saffo e, nello stesso tempo, la tendenza a condensare degli ermetici; ma poi anche, e soprattutto, l’elegia, il modo che la poetessa esplora di più. Inoltre, con una ricorrenza che ha del tragico e del commovente, il tema della Sicilia, assurta a sposa vedova che compiange i suoi mali. (...) L’afflato lirico, pensoso, sinceramente commosso - Villaroel parla di una “strana creatura, così apparentemente semplice e svagata” - non può essere messo in discussione; sapendo, tuttavia, che questo modo di porsi è, esso stesso, forma del poeta romantico e, in un certo modo, retorica. ...E la Mauceri è poetessa romantica...

Vincenzo Bonaviri, L’incominciamento, Sellerio, 1983

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 Vincenzo Bonaviri, L’incominciamento , Sellerio, 1983 Vincenzo Bonaviri non è certamente un autore che ha bisogno delle mie parole, dunque non dovrebbe essere menzionato in questa rubrica, dedicata soprattutto ai narratori dimenticati o caduti in disgrazia. Ma l’opera di Bonaviri riveste una funzione particolare nella mia formazione; per tratti di somiglianza umani e per una vicinanza ai miei pellegrinaggi adolescenziali ed esistenziali. Di lui credo di aver letto quasi tutto, anche se a volte spunta un nuovo libro sconosciuto, ad esempio La ragazza di Casal Monferrato.   Per sintetizzare al massimo la poetica di questo narratore/poeta, adotto ben volentieri la dicitura “orfismo”, intuizione che non è mia ma che trovo assolutamente calzante. Il rapporto tra le persone e la natura in Bonaviri è talmente stretto che ogni cosa contribuisce a formare l’immagine di una pangea filosofica e naturalistica, fatta di cose che si vedono ma anche di cose che non si vedono e che comunque...

Alla malora il canone: Orazio Napoli

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  Orazio Napoli, Notte legame mare , I poeti dello specchio, Mondadori, 1956 Sono pochi gli autori siciliani “minori” pubblicati nella “prestigiosa” collana mondadoriana dello Specchio, a parte, ovviamente, i due o tre notissimi i cui nomi riecheggiano ancora nella cronaca delle patrie lettere. E sarebbe operazione istruttiva andare a spulciare le collane di poesia e fare un elenco degli autori scomparsi, se non completamente sconosciuti. (...) E, dunque: mare innanzitutto, legame col mare e con l’antica terra lasciata per necessità di lavoro, come spesso capita agli abitanti dei poveri confini, catapultati nel grande circo delle città tentacolari, opulente di finanza e industria, in questo caso Milano.   E’ forte, evidentemente, il legame che Orazio Napoli ha mantenuto con una dimensione mediterranea: la Grecia; una leggerezza e malinconia di sguardo, improvvise e violentissime accensioni dell’animo. Non per ultimo, e in questa poesia si erge a dignità di musa, un sottile e...

Giuseppe Zagarrio, A questa terra non nostra, Luigi Leonardi Editore, 1956

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  Giuseppe Zagarrio, A questa terra non nostra , Luigi Leonardi Editore, 1956 Copia con dedica Dopo aver letto questa sua opera seconda - ma prima per risultati raggiunti, come ammette lo stesso autore - mi viene naturalmente da chiedere in quale delle sue celebri categorie critiche Zagarrio avrebbe inserito il suo libro.   Naturalmente mi riferisco ancora una volta a Sicilia e poesia contemporanea , dove la storia della poesia siciliana viene esposta, appunto, per categorie: L’evasione: (il modo religioso, il modo idillico); La smorfia; La coscienza politica. (...) Detto questo. A me sembra che questa poesia possa comodamente situarsi in almeno due di queste categorie. La prima è facile ad individuarsi: la coscienza politica . La seconda - l’evasione, (il modo idillico) - richiede qualche spiegazione. Il trait d’union di questi modi è costituito dalla frequentazione di due autori assai cari a Zagarrio: Mario Farinella e Salvatore Quasimodo - ma in un testo leggiamo anche c...

Paolo Donini su un testo di Beatrice Zerbini

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Paolo Donini riflette in modo  suggestivo e personale su un testo di Beatrice Zerbini La cucitrice sorvolo sulla sutura poetica di Beatrice Zerbini Tessere Filare Cucire sono gli atti femminili del mito * Alle origini della cultura e della poesia occidentali quando l’oralità si deposita nella scrittura: Penelope tesse           per attendere Filomela,           per rivelare Aracne           per generare           bellezza e le Parche filano           per dipanare                     o per recidere come molto più tardi, sul medesimo parallelo di transiti e rifrazioni culturali l’atto del tessere si consegna a Silvia che percuote la faticosa tela alla cucitrice pascoliana: chini gli occhi, chino il viso, ... cuce, cuce, cuce poi a Lina, la cucitrice di Umberto Saba * tessere...

Maria Messina: PERSONCINE

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   Maria Messina, Personcine , Sellerio, 1999 Prima pubblicazione 1922 La scrittrice Maria Messina fu oggetto, qualche anno fa, di un ripescaggio da parte di Leonardo Sciascia, agli inizi degli anni ‘80 del Novecento. Eppure in vita Maria Messina aveva ricevuto l’ammirazione di Giovanni Verga, col quale ebbe un fitto scambio epistolare, così come con altri importanti scrittori del suo tempo, ad esempio Alessio Di Giovanni. Sellerio ha ripubblicato molti dei suoi libri che consistono in una serie di raccolte di novelle e romanzi.   La critica ha riconosciuto alla scrittrice il ruolo di cantore ante litteram della condizione femminile, tema centrale, ad esempio, nel suo primo romanzo, La casa nel vicolo .   La mia lettura, al momento attuale parzialissima, parte da questa raccolta di novelle, il cui titolo, Personcine , può essere inteso sia in senso letterario, piccole persone, per età anagrafica, ma anche in tono affettuoso, per consonanza e partecipazione alla loro...

Alla malora il canone: Vann'Antò, Il fante alto da terra

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Un libro straordinario Vann’Antò, Il fante alto da terra , Principato, Messina, 1932 Ristampa, All’insegna del pesce d’oro, 1975 Dopo la vittoria di Gorizia i soldati di quella zona che si recavano in licenza, non facevano più la strada dalla trincea a Cormons tutta a piedi, ma si riunivano al bivio di Cerovo dove trovavano pronti che li avrebbero trasportati fino a Brazzano per il bagno una lunga fila di autocarri. I soldati, ho detto, della zona di Gorizia, e bisogna intendere tutti i soldati, anche quelli di fanteria. Ciò che era straordinario! Onde un fante, di quelli che stavano a riposo a Cerovo, profondamente ammirato di quello spettacolo, ebbe ad esclamare, con tanto di bocca e occhi spalancati: - Oh guarda, il fante alto da terra! - Caro, indimenticabile fante, (…) se leggessi queste pagine, piene di tristezza è vero ma anche, e più, dolci, nelle quali la guerra, la nostra, è pur buona ed umana, come noi eravam buoni ed umani se uccidevamo senz’odio, chè non l’uomo austria...

ALLA MALORA IL CANONE, Giacomo Giardina

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Giacomo Giardina, Quand’ero pecoraio , Liriche, Vallecchi Editore, 1931 Ristampa Vallecchi Editore, 2006 Il nome di Giardina viene naturalmente associato a quello del suo amico Civello Castrense, la cui poesia è probabilmente più assimilabile, almeno all’inizio, per tematiche e stile, all’esperienza del Futurismo. Dei due, il secondo è rimasto in ombra, non si capisce per quale motivo; forse per motivi ideologici, una conversione al cattolicesimo, o per gli esiti di una scrittura considerata più allineata, meno originale. Il primo ha conosciuto una felice riscoperta con nuove pubblicazioni e testimonianze. Sta di fatto che Quand’ero pecoraio è opera in cui il futurismo rappresenta uno stile di passaggio e la mia impressione, rispetto al comportamento di Marinetti nell’accogliere queste opere, è l’intento di fagocitare comportamenti di rivolta, piuttosto che risultati; ma anche il tentativo generoso di dare una casa all’adolescenza in subbuglio, pur nell’estrema eterogeneità dei risult...

Nino Savarese, Gatteria, Sellerio, 1992

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  Nino Savarese, Gatteria, Sellerio, 1992   Gatteria è un testo a cui sono particolarmente affezionato. Fa parte di una “trilogia” di racconti tutti incentrati sul tema del fantastico, ma, certo, si potrebbe parlare a buon ragione di realismo magico: Ploto, l’uomo sincero; Malagigi . Sono testi che è possibile assimilare all’opera narrativa di Vincenzo Bonaviri, con richiami alla realtà adombrati in una sorta di riflessione non palesemente dichiarata.   Del resto l’ombreggiatura fantastica di certi autori, è uno degli elementi costitutivi della letteratura siciliana. La tentazione è di assimilarla all’esperienza del barocco ma certamente si limiterebbe lo sguardo al passato, piuttosto che a un esistenzialismo nella cui matrice si è impresso gran parte del Novecento. La fantasticheria, in Savarese, finisce per influenzare anche la Storia, incontrandosi con l’epos e la narrazione donchisciottesca: Il capo popolo, I fatti di Petra, Marcomanno,  una sorta di epica coscie...

Raffaele Poidomani Moncada, Carrube e cavalieri, Thomson editore 1969

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  Raffaele Poidomani Moncada, Carrube e cavalieri , Thomson editore 1969   Diciamo subito un paio di cose sull’opera di Poidomani. Questa è stata interamente raccolta dall’editore Colibrì in quattro ponderosi volumi e comprende, oltre alla narrativa, le poesie e gli interventi giornalistici e di critica. Delle opere di narrativa mi prometto di leggere la sua seconda raccolta di racconti, Tempo di scirocco.   Un’ampia biografia si può leggere presso l’editore Colibrì.   Luciano Zinna, che introduce il volume dedicato alla narrativa, così si lamenta: «Ben noto e grandemente apprezzato nella zona iblea, Poidomani è, nel resto del Paese, conosciuto da alcuni specialisti e pressoché ignorato dal grande pubblico, come accade a non pochi “grandi” della cosiddetta letteratura sommersa, che registra nel XX secolo, specie in Sicilia, una ricca messe di esponenti» . La solita questione, insomma; ma Carrube e cavalieri è un opera che, ne sono certo, avrebbe potuto godere di una ...

Gino Novelli, Migliore stella, La Tradizione, 1931

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Gino Novelli, Migliore stella , La Tradizione, 1931   Coerentemente con quanto detto nella premessa a 5 poeti , anche Novelli alterna testi in versi e in prosa - la prosa funziona come dispositivo antiretorico, e quindi etico, contro l’eccessivo sperimentalismo delle forme -.    L’impressione di semplicità e chiarezza che si riceve dalla lettura, rimanda allo stile e ai temi di Pierre Reverdy, ma anche per gli effetti di pacato e controllato surrealismo che si possono apprezzare in certe descrizioni di strade vuote, di paesaggi in cui l’essere vaga, sperduto.   La parola, insomma, è intesa come predisposizione a un essere più autentico, persino fuori dalla letteratura, dalle sue estetiche e dalle sue invenzioni. Un sottile strato di malinconia avvolge una realtà non finita, non baciata dalla grazia del divino.

Antonio Castelli, Passi a piedi passi a memoria, Sellerio, 1985

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  Antonio Castelli, Passi a piedi passi a memoria , Sellerio, 1985   Si tratta di un libro che antologizza i due romanzi di Castelli: Gli ombelichi tenui , Lerici, 1962 e Entromondo , Vallecchi, 1967.   E’ uno di quei libri conservati nello speciale scaffale degli eventi assoluti della vita, pochissimi, in realtà, comprato nel mio primo anno di residenza a Milano e letto nel ricordo di un’isola che si allontanava, come manuale minimo, e per certi casi scientifico, dell’animo dei siciliani.  Castelli fu autore appartatissimo, la cui opera, costituita essenzialmente dai due romanzi e da inediti sparsi, è stata pubblicata nel 2008 dalla casa editrice Salvatore Sciascia. A voler sintetizzare la scrittura di Castelli riporto il ricordo affettuoso di Leonardo Sciascia in Morte dell’inquisitore: “E mi hanno accompagnato in questo lavoro, così come certi temi musicali per ore o giornate intere a volte ci accompagnano, certe notazioni (di natura musicale appunto) del mio amic...

Nino Savarese, Cronachetta siciliana dell'estate 1943

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Nino Savarese, Cronachetta siciliana dell’estate 1943 Ci sono due modi per leggere Nino Savarese: la narrativa, oppure libri come Ricerca di un’ombra, Congedi, La goccia sulla pietra, Cose d’Italia etc… opere costituite da riflessioni sulla storia, sulla cronaca, sulle cose e su se stesso. Qualche critico ha autorizzato l’idea che questa “cronachetta” costituisca l’esito più riuscito di una scrittura in equilibrio tra i fatti della realtà e un certo modo di esporli, avendo massima cura dello strumento, cioè della parola.   Oggi quasi dimenticato, in vita Savarese fu scrittore riconosciuto, giornalista e autore di teatro. Il suo stile è legato all’esperienza letteraria della storica rivista “La Ronda” ma egli era anche interessato a una visione epica della realtà, trasposta letteralmente nel tempo dell’epos: Rossomanno, I fatti di Petra, Il capopopolo . Diversamente in opere come Malagigi, Ploto, Gatteria , prevale una sorta di realismo magico che lo avvicina alla scrittura di un a...

ALLA MALORA IL CANONE: Mario Olivieri

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Mario Olivieri, Campane di maggio , poema lirico con xilografie di S. Cottone, Edizioni Arte Nostra, Palermo, 1930 Un testo sui valori universali, antropologici, direi, dell’umano. L’amore, essenzialmente, considerato nei suoi aspetti di amore per la madre, per i figli, per la patria. Il valore, il lavoro, l’appartenenza; concetti che ogni ideologia politica o filosofica può certamente coniare e di cui appropriarsene secondo punti di vista non necessariamente coincidenti con l’universale. L’interesse per il libro consiste proprio nel tono non ideologicamente allarmato ma nell’ambizione di rendere questi testi condivisibili con lo strumento di una pacata commozione e di una chiarezza formale, tali da allontanarli da scritture coeve ancora di stampo ottocentesco - si legga, per un rapido confronto, un libro pubblicato nello stesso anno da un altro poeta siciliano, Sante Sottile Tomaselli, in cui la modernità del tema, (solitudine), fa i conti con una scrittura direi anteriore. Probabil...

Beniamino Joppolo: Un cane ucciso

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Beniamino Joppolo, Un cane ucciso, Epos, 1985 Confesso di essere stato turbato dalla lettura di questo libro. Si tratta di uno dei tre romanzi scritti da Joppolo durante la sua permanenza a Milano e pubblicato da Bompiani nel 1949. La città in effetti fa da sfondo alle vicende narrate ma senza quella partecipazione che si sentiva nella descrizione della campagna siciliana; anzi, senza alcuna descrizione dei luoghi che non siano il nome e certi particolari assai secondari. Del modo realista, evidentissimo nel racconto Gli alberi di Alberto, ma anche con risvolti palesemente pittorici, rimane qualche descrizione fisica dei personaggi: La mano è quella del dottore, che deve essere un uomo piccolo, grasso, calvo, roseo, con gli occhi stanchi e celesti dietro gli occhiali, la fronte alta e i pochi capelli bianchi, ed ha il camice bianco. La seconda voce è quella dell’infermiere che deve essere un carcerato come me, un giovane magro, dalla faccia scialba di pesce, gli occhi chiari, pochi ca...

Beniamino Joppolo, GLI ALBERI DI ALBERTO

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  Beniamino Joppolo, Gli alberi di Alberto, pungitopo, 2018 La vicenda artistica ed esistenziale di Beniamino Joppolo è riassunta con dovizia di argomenti su wikipedia. Beniamino Joppolo (Patti, 31 luglio 1906 – Parigi, 2 ottobre 1963) è stato un letterato, pittore e drammaturgo italiano del XX secolo. Fervente antifascista e per questo arrestato e confinato nel '35 e nel '37. Dal '39 al '43 pubblicò articoli e lavori teatrali in varie riviste, fra le quali Corrente. Nel dopoguerra si trasferì a Milano, nel '47; cominciò a dipingere, e fondò, con Lucio Fontana, il Movimento spazialista. Lo scrittore è noto soprattutto per la sua produzione teatrale, raccolta dall’editore Pungitopo in due volumi, di cui il testo di punta è costituito da I carabinieri . L’opera in versi di esordio, lungamente da me cercata con esiti negativi, è I canti dei sensi e dell'idea. Riporto un lungo passaggio da wikipedia, che tratteggia elementi che ho ritrovato in questo lungo racconto...