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Antonio Spagnuolo, Levigare il finale, La Valle del Tempo, 2026

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 Antonio Spagnuolo, Levigare il finale , La Valle del Tempo, 2026 E’ innegabile che l’ultimo libro di Antonio Spagnuolo costituisca una prova complessa, probabilmente una sintesi dei suoi temi, prima di tutto, l’amore.   Il sentimento eterno, che Maria Montessori definiva giustamente come “senso”, arricchendolo di una complessità maggiore, dà al poeta la possibilità di ribadire alcune sue considerazioni; l’amore è l’avventura di un esporsi del corpo nelle sue componenti plurime di pensiero, investimento emotivo e affettivo. Non per ultimo, forza travolgente dell’eros.   La reiterazione del tema denuncia uno stato di ansia e di eccitazione costante verso tutte le manifestazioni della vita, per cui l’eros è da intendersi come forza aggregante e disgregante, angosciosamente ripetitiva ma necessaria.   La complessità è da riferirsi anche agli esiti formali del libro: uno stile accattivante, sinceramente esposto nei suoi contenuti, spalleggia, in altre zone, una sintass...

ALLA MALORA IL CANONE: 5 poeti

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Cinque poeti , a cura di Andrea Agueci, Palermo Edizioni del ciclope, 1929 Il libro contiene “una giustificazione” di Luca Pignato e antologizza l’opera di cinque poeti: Andrea Agueci, Giuseppe Sciortino, Calogero Bonavia, Pietro Mignosi, Luca Pignato.   Sono poeti individuati nell’area della poesia religiosa, movimento che voleva costituire una vera e propria reazione al decadentismo e al futurismo.   Nella sua “giustificazione” Pignato si rivolge direttamente al lettore; posizione interessante in quanto scavalca un dialogo con la critica ufficiale, riconoscendo nella poesia le caratteristiche di una lingua comunicativa, che deve coinvolgere il lettore, i suoi strumenti emozionali e sensoriali in mancanza di una posizione letteraria forte. Mio caro lettore, assolvo l’incarico di porre sotto la tua protezione, in difetto di illustri patroni, le poche liriche scelte dal mio giovane amico Agueci nell’opera di cinque poeti molto discutibili e poco discussi. Non protestare; las...

Il racconto dei miei libri

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Un gesto di incommensurabile orgoglio e narcisismo: il racconto dei miei libri.

Michael Micci, Epica dell’abbandono, RP, 2026

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  Michael Micci, Epica dell’abbandono , RP, 2026   La poesia d’amore è un genere a parte, direi più esattamente di parte; nel senso che esclude ogni altra considerazione che non sia interna al teatron della sua esperienza, del suo formarsi e dislocarsi.   L’opera prima di Michael Micci, evoca l’arco, il punto in cui la pienezza dell’avventura amorosa coincide con il suo compimento.   E’ sintomatico come la prassi indicata da Micci sia sempre la stessa, sin dall’inizio, sin dagli esperimenti della giovane età: l’amore insegna a ritroso, osservando il luogo e il tempo in cui infinitamente si è già compiuto. Il compito, piuttosto, spetta alle parole: districarne il senso partendo dalle immagini, vere icone riassuntive di un istante dietro cui già si prepara l’abbandono. Epica, nel doppio senso di lavoro battagliero, immane resistenza; e memoria che si fissa con la sua veste cristallizzata e totalitaria.   Il libro di Michael Micci disloca l’esperienza nello spazio...

ALLA MALORA IL CANONE: Calogero Bonavia, I servi

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Calogero Bonavia, I servi, L’Eroica, 1924 Il fascino maggiore nella lettura de I servi, consiste nella percezione di un dimesso, di una voce bassa, come davanti all’inginocchiatoio di una chiesa. Il basso diventa in questo caso, colore stesso della parola che rinuncia alla versificazione e sceglie il modo di un colloquio narrativo, di un’amorevole semplicità verso l’oggetto della descrizione. Breviario, mi verrebbe da dire, da pronunciare nelle ore della giornata, ma soprattutto poesia “pietistica”, e cioè scaturita da un sentimento di pietas, di sincera partecipazione contro il cerebrale dell’apparato teologico, dell’accettazione passiva del dogma. Si pensi, del resto, a quale grande arte abbia prodotto il pietismo barocco, da Bach a Grunewald.